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domenica 21 febbraio 2016

Statuto speciale e...casta speciale? Ci siamo, eppure....4°parte


                                                                                      4* parte

 

Se si considerano le potenzialità offerte dallo Statuto speciale della Regione siciliana, i conti non tornano o…tornano debiti.
Leggendo il report della Corte dei Conti siciliana, per l’esercizio finanziario 2014 e le previsioni 2015, ( le prossime le commenteremo)  diminuivano già le entrate ed aumentavano i debiti che, dai cinque miliardi e mezzo di euro del 2014 saranno diventati sette miliardi e novecento milioni entro il 2015 con un notevole aumento del debito pro capite,  oltre ai già preoccupanti 1.040 euro del 2014 per ciascuno dei 5.092.080 abitanti.
Rilievi che l’assemblea ha forse troppo trascurato? Anche peggio!

I conti siciliani rimangono gli stessi nonostante i rilievi e pesano  per 938 milioni e 529 mila euro per pagare lo stipendio ai 14.950 dipendenti regionali assunti a tempo indeterminato, ai quali si sommano 1.737 persone con contratto a tempo e 639 esterni: il totale fa 17.325 lavoratori dipendenti dalla Regione.

Ma la stranezza maggiore sta nel fatto che ci sono 1.737 dirigenti, un capo ufficio ogni 8,6 dipendenti!  Dipendenti che percepiscono stipendi raddoppiati se non di più rispetto agli statali e non sanno lavorare da soli????

Il numero dei dipendenti in quiescenza è enorme: sono 16.072, per un costo annuale di 608 milioni.

Alle spese per il personale si aggiungono quelle della Sanità: 9,168 miliardi di euro spesi nel 2014,  pari al 46 per cento del totale delle uscite regionali, che in totale ammontano a 19 miliardi e 909 milioni di euro. Considera, inoltre, che nella sanità Siciliana lavorano ben 48.530 dipendenti.
E magari la sanità funzionasse!
Ed ancora, Palazzo d’Orleans spende altri 272 milioni di euro per le società partecipate.
“È emerso– spiegano i magistrati contabili – come le società pubbliche regionali stesse siano state utilizzate non già come soluzione efficiente per il migliore proseguimento di scopi pubblici ma piuttosto come strumento elusivo di divieti e vincoli legislativi”.

       Pensi anche tu che sia grave? Ma i siciliani non dovrebbero essere garantiti dal loro Statuto?

Uno statuto che li rende autonomi dal 1948 quando, mentre con leggi costituzionali 3,4,5 si formavano rispettivamente gli Statuti speciali di Sardegna, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, con la n. 2  si convertì in legge costituzionale lo Statuto della Regione siciliana con i  suoi 41 articoli.

Su alcuni articoli sono intervenute modifiche che, nel testo pubblicato sul sito istituzionale, vengono richiamate con una sorta di parentesi puntata o con l’aggiunta ordinale di bis, ter…Riguardano per lo più modifica alle dimensioni della politica.

     Eppure, nonostante le numerose legislature che si sono succedute, alcune prerogative non trovano ancora riscontri perché non si sono legiferate le norme di attuazione dello Statuto.
Ci deve pensare la Commissione paritetica Stato -Regione. Che c’è.
Dal 1948, dunque, la Regione siciliana gode di
1.        potestà esclusiva, ci cui sono prive le Regioni ordinarie;
2.       potestà legislativa concorrente, solo su  materie non di competenza esclusiva:
3.       potestà integrativa e attuativa per adeguare la legislazione statale alle esigenze regionali.
Lo Statuto  affida l’amministrazione della regione ad Assemblea, Giunta e Presidente della Regione.
1.        L’ Assemblea regionale:
a)       recita l’art 3, conta novanta deputati in carica per 5 anni. Per la verità lo stesso articolo vorrebbe rendere giustizia all’equilibrio dei sessi, nella rappresentanza prevedendo la “pro-mozione”  di parità per l'accesso alle consultazioni elettorali. Oggi? Un deputato oggi guadagna 11.100 euro lordi, circa 8.300 netti!
b)       Tu pensa che per l’art 14,  ha la legislazione esclusiva su materie fondamentali per l’economia regionale. Considera anche tu quanto potrebbe essere realizzato in:
1)       agricoltura e foreste;
2)       bonifica;
3)       usi civici;
4)       industria e commercio, salva la disciplina dei rapporti privati;
5)       incremento della produzione agricola ed industriale; valorizzazione, distribuzione, difesa dei prodotti agricoli ed industriali e delle attività commerciali;
6)       urbanistica;
7)       lavori pubblici, eccettuate le grandi opere pubbliche di interesse prevalentemente nazionale;
8)      miniere, cave, torbiere, saline;
9)       acque pubbliche, in quanto non siano oggetto di opere pubbliche d'interesse nazionale;
10)    pesca e caccia;
11)     pubblica beneficenza ed opere pie;
12)    turismo, vigilanza alberghiera e tutela del paesaggio; conservazione delle antichità e delle opere artistiche;
13)    regime degli enti locali e delle circoscrizioni relative;
14)    ordinamento degli uffici e degli enti regionali;
15)    stato giuridico ed economico degli impiegati e funzionari della Regione, in ogni caso non inferiore a quello del personale dello Stato;
16)    istruzione elementare, musei, biblioteche, accademie;
17)    espropriazione per pubblica utilità.

c)       E se non bastasse può legiferare anche relativamente all'organizzazione dei servizi,
nelle  materie che le sono proprie all’art.17:
1.               comunicazioni e trasporti regionali di qualsiasi genere;
2.              igiene e sanità pubblica;
3.              assistenza sanitaria;
4.              istruzione media e universitaria;
5.              disciplina del credito, delle assicurazioni e del risparmio;
6.              legislazione sociale: rapporti di lavoro, previdenza ed assistenza sociale;     
7.               annona;
8.              assunzione di pubblici servizi;
9.              tutte le altre materie che implicano servizi di prevalente interesse regionale.

d)       per l’art  19, non più tardi del mese di gennaio, approva il rendiconto generale della
Regione e il bilancio della Regione per il prossimo nuovo esercizio, predisposto dalla Giunta regionale.  Ma tu credi che sia rispettato?

2.       La Giunta, per l’art 9, dopo la riforma amministrativa del 2009, é costituita da 12 assessori che
a)       ricevono dal Presidente la delega sulle materie specifiche
1.        Risorse agricole e Pesca,
2.       Ambiente e Territorio,
3.       Beni culturali e identità siciliana,
4.       Economia,
5.       Salute,
6.       Attività produttive,
7.        Funzione pubblica e Autonomie locali,
8.       Turismo, Sport e Spettacolo,
9.       Energia e rifiuti,
10.    Famiglia e Lavoro,
11.     Formazione e Pubblica istruzione,
12.     Infrastrutture.
b)       nominano  allo scopo i dirigenti generali dei dipartimenti della Regione.
I Dirigenti generali!

3.       Il Presidente o,  come recita l’art 21 dello  Statuto, il Capo del Governo regionale:

a)       per l’art 9  è eletto a suffragio universale perché rappresenta la Regione.  Eppure, ad   esempio,  nella ultima elezione siciliana votò il 47,42% degli aventi diritto, cioè meno della metà,  e il Presidente passò a turno unico con il 30,47 % dei voti.
Fai tu la somma della rappresentatività. Non importa qui come si chiamasse ma quello che emerge: la grande distanza dei cittadini da un certo tipo di politica e la responsabilità non è certo dei cittadini. Nessuno lo dica!
b)       rappresenta il Governo dello Stato nella regione e il governo dello Stato  può inviare
temporaneamente propri commissari per la esplicazione di singole funzioni statali
c)       col rango di Ministro partecipa al Consiglio dei Ministri, con voto deliberativo nelle
materie che interessano la Regione.  
Ecco, in tale direzione non sembra che il governatore-ministro abbia una sua caratterizzazione specifica posto che si dovette attendere il decreto delegato n. 35/2004 per riconoscerne la partecipazione. 
d)       per l’art 31 é  il “Capo della Polizia di Stato nell’ambito della Regione” dunque con dovere di provvedere al mantenimento dell'ordine pubblico a mezzo della Polizia di Stato e con diritto di decidere trasferimenti o rimozioni dei funzionari di polizia in Sicilia.
Tale articolo parrebbe proprio disapplicato per il fatto che non fu mai deliberato alcun testo applicativo. Eppure è scritto….
e)       per l’art 23, al comma 4 decide dei ricorsi contro atti amministrativi regionali, sentito il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana.

In definitiva la Regione Siciliana potrebbe vivere delle sue stesse risorse, blindata nella sua autonomia.
1.        Essendo lo Statuto  legge costituzionale n.2 del 26 febbraio 1948,   ogni sua modifica può essere apportata solo con il doppio voto dell’Assemblea e della maggioranza qualificata delle due Camere:
a)       all’art. 24   è previsto l’intervento giuridico di una Alta Corte di Giustizia per decidere la costituzionalità di eventuali leggi emanate da Stato o Regione riguardante la Sicilia.  
Una sorta di controllo preventivo in Sicilia attraverso il Commissario governativo.  Eppure…l’Alta Corte c’è ancora? Nel testo si, ma fu rimossa.  La sentenza n.255 della Corte Costituzionale, alla cui redazione si  impegnò l’allora giudice Sergio Mattarella, trasformò il controllo preventivo in successivo stabilendo che il controllo preventivo potesse sminuire il grado di garanzia dell’Autonomia, e la soppressione del meccanismo di controllo preventivo delle leggi regionali, in quanto consente la promulgazione e l’entrata in vigore della legge regionale,  si traduce in un ampliamento delle garanzie di autonomia» Dunque per impugnare le leggi regionali, in caso di sospetta legittimità, dal 2014 si dovrà ricorrere alla Corte Costituzionale.   Eppure il testo dell’art 3o, come altri articolati rimandano ancora all’Alta Corte, salvo verificare le parentesi!
2.       Per l’art. 36 e seguenti, la materia finanziaria e fiscale trova la sua gestione autonoma:
a)       la totalità delle imposte riscosse in Sicilia resta nell’isola.
b)       pensa che l’art. 40  dispone l’istituzione per il Banco di Sicilia di Palermo, di una “Cassa di Compensazione”, allo scopo di destinare ai bisogni della Regione Siciliana le valute estere, provenienti dalle esportazioni siciliane, dalle rimesse degli emigranti, dal turismo e dal ricavo dei noli di navi iscritte bei compartimenti siciliani.
               Questo articolo è stato mai applicato?
c)       Per l’art. 38, lo Stato “verserà annualmente alla Regione Siciliana, a titolo di solidarietà nazionale, una somma da impiegarsi in lavori pubblici.
Questo articolo funziona?
               Non so se è poco!
d)       per l’art 22 la Regione ha diritto di partecipare con un suo rappresentante, nominato dal Governo regionale, alla formazione delle tariffe ferroviarie dello Stato ed alla istituzione e regolamentazione dei servizi nazionali di comunicazione e trasporti terrestri, marittimi ed aerei, che possano comunque interessare la Regione.
Eppure, se guardi alle condizioni in cui versano tali servizi, stai a chiederti di che regolamentazioni si parla!
e)       mentre si sta guardando all’abolizione di comuni con popolazione al di sotto dei 5000 abitanti, ed in Sicilia ci sono, all’art. 15  si prevedeva che fossero abolite le province con i loro organi amministrativi e che al loro posto fossero istituiti i “Liberi Consorzi di Comuni”. Avrebbe dovuto legiferare in merito già la prima assemblea regionale.
              Questo articolo è stato mai applicato?  


Di speciale forse rimangono solo i siciliani che pagano tasse, non hanno servizi né lavoro, non hanno strade, non hanno acqua, sono in crisi agricoltura e pesca, perdono finanziamenti europei per rilanciare l’economia e l’industria, ma hanno il mercurio nel mare, il petrolio da raffinare, le trazzere, le lunghe attese allo stretto, autostrade interrotte e ponti crollati, degrado ed abusi ed il peso del loro bilancio per sostenere quanti li amministrano!
Maria Frisella

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