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mercoledì 17 febbraio 2016

Si parla di pensioni e salute, di stato sociale......Ma che fine ha fatto il Ministero del Welfare?

        Una chiave di lettura, per approfondire, parte dal significato del Welfare,  “ben essere“ e “star bene"    tutelati da rischi “sociali” e garantiti nella fruizione dei diritti di cittadinanza. Non ti confondere, lo so che c'è nebbiolina.
       Dunque da tale ministero dipende il ben essere e lo star bene delle fasce più deboli, indigenti, disabili, lavoratori subordinati, pensionati, Previdenza Sociale, insomma quella che consideriamo equità sociale?
Oggi al Ministro Poletti è assegnato lo stato sociale del Welfare, non solo il lavoro.

       Tu dirai subito che è un valore prioritario di uno Stato democratico e civile, ma deve essere stato difficoltoso mantenerlo in prima fila, perché la sua storia è diversamente organizzata. Ne ho fatto una semplice ricerca su internet.
   Pensa che il suo nascere risale al 1920 quando il Governo Nitti II istituì il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, però fu incorporato poi, nel 1916,  nel dicastero Ministero per l'Industria, il Commercio ed il Lavoro.
         Con il governo Mussolini, nel 1923, la competenza in materia di previdenza sociale appartenne al nuovo Ministero dell'Economia Nazionale, fino a che il relativo RD del 1929 non sopprimeva il neo Ministero ripartendone le funzioni tra il Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste e il Ministero delle Corporazioni. Mah! Non finisce qui.
         Nel 1943, soppresso il Ministero delle Corporazioni, la previdenza, che ancora non è Welfare,  ritornò al Ministero dell'Industria, del Commercio e del Lavoro che, nel 1945 venne di nuovo ripartito in due distinti dicasteri: Ministero dell'Industria e Commercio e  Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale,  per modificarsi ulteriormente nel. 1955 e nel 1961.
         Nel 1993 venne pensato ed attuato nel 1996 un nuovo accorpamento degli uffici periferici e nel 1997 parte delle funzioni furono coinvolte nel decentramento di poteri alle Regioni.
         Con  la  riforma Bassanini durante il Governo D'Alema II, l'ordinamento del Governo fu di nuovo modificato e la nuova legislatura del 2001 vide il nascere, si fa per dire, del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, che avrebbe accorpato le funzioni del lavoro e della previdenza del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, quelle sociali del Dipartimento della Solidarietà Sociale della Presidenza del Consiglio, nonché la materia della salute del Ministero della Sanità.
         Di nuovo, nel 2001 il Governo Berlusconi II collocò  la materia della salute ad un nuovo Ministero della Salute, e le materie  residue al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
        Col Governo Prodi II, nel 2006 il Ministero fu nuovamente diviso dando luogo a tre ministeri: Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, il Ministero della Solidarietà Sociale e il Dipartimento per le politiche della famiglia.
         Ma data la complessità di gestione perché erano aumentati i ministeri,  lo stesso  Gabinetto Prodi si fece scudo dei previsti 12 ministeri della riforma Bassanini/1999 e disponendo con la Finanziaria 2008, la reistituzione del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.
         Però nel 2008 il governo Prodi II cadde e  il Governo Berlusconi IV reistituì il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, come era,  riaccorpando le funzioni che erano del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, del Ministero della Solidarietà Sociale e del Ministero della Salute.
        Il Dipartimento per le politiche della famiglia venne riassorbito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri come Dipartimento.
        
Ora devi proprio chiederti se lavoro, previdenza, politiche sociali e salute, che  fecero parte del settore definito welfare, rimasero  funzionanti.
        Prima di dare qualunque risposta è bene ricordare  che nel  2009  il Ministero della Salute venne restituito a se stesso, ed il resto prese la denominazione Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, competente in materia di politica del lavoro e sviluppo dell'occupazione, di tutela del lavoro e dell'adeguatezza del sistema previdenziale e di politiche sociali, con particolare riferimento alla prevenzione e riduzione delle condizioni di bisogno e disagio delle persone delle famiglie, la solidarietà, i flussi di immigrazione insieme alle Prefetture o con lo Sportello dell'immigrazione. Ovvio che aumentarono o sottosegretari.
      Ora tu sai che trasferendoti continuamente da una casa all’altra le tue organizzazioni ed i condomini subentra una certa…confusione.
      Ti chiederai  se con tanti passaggi alla fine rimane chiaro qual fu ed è il diritto al “ben essere” dei cittadini. Te lo chiedi quando prendi atto della vita oggi, delle notizie di cronaca, della povertà crescente, del disagio imperante.
       Eppure tanti se ne occupano, uffici e funzioni. Il ministero attua tra altro:
a)       i principi ed obiettivi della politica sociale
b)       gli standard dei servizi sociali essenziali;
c)        i criteri di ripartizione delle risorse del Fondo nazionale per le politiche sociali,
d)       la politica di tutela abitativa a favore delle fasce sociali deboli ed emarginate,
e)       il controllo e la vigilanza amministrativa e tecnico-finanziaria sugli enti di previdenza e assistenza obbligatoria e sulle organizzazioni non lucrative di utilità sociale e sui patronati,
f)        i criteri generali per la programmazione della rete degli interventi di integrazione sociale; gli standard organizzativi delle strutture interessate;
            Deve essere importante e prioritaria la materia se il dicastero è dipendente direttamente dal vertice politico, dal 2011. Sai quanti Uffici di staff si occupano della materia?
·       Il Ministro;
  • i Sottosegretari di Stato;
  • gli Uffici di diretta Collaborazione;
  • il Segretariato Generale;
  • Il Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale;
  • l’ Ufficio della Consigliera Nazionale di Parità;
  • ben 10 Direzioni Generali in cui è diviso:
a)       D.G. per le Politiche del Personale, l'Innovazione, il Bilancio e la Logistica;
b)       D.G. per l'Attività Ispettiva;
c)       D.G. per la Comunicazione e l'Informazione in Materia di Lavoro e Politiche Sociali;
d)       D.G. per le Politiche Attive e Passive del Lavoro;
e)       D.G. delle Relazioni Industriali e dei Rapporti di Lavoro;
f)        D.G. per le Politiche dei Servizi per il Lavoro;
g)       D.G. per le Politiche Previdenziali e Assicurative;
h)      D.G. per l'Inclusione e le Politiche Sociali;
i)        D.G. per il Terzo Settore e le Formazioni Sociali;
j)        D.G. dell'Immigrazione e delle Politiche di Integrazione.
E se non bastasse, a livello territoriale,  è organizzato :
1.        in  18 Direzioni Regionali del Lavoro - DRL, con sede nei capoluoghi regionali,
2.       in 74 Direzioni Territoriali del Lavoro - DTL, con sede pressoché in ogni Provincia,
3.       In Nucleo di Coordinamento Regionale della Regione Siciliana  perché non ci sono in Sicilia  né DRL nè DTL.

Io non so se l’organizzazione di rete funziona, ma certo……se ne può discutere prima di ritrovarsi appesi a quel ramo. Nel vuoto.
Maria Frisella

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