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domenica 21 febbraio 2016

Roma, not Rome

Sono Romana, non di adozione, lo sono per diritto di nascita. Mio padre è romano, come suo padre e suo padre prima di lui.
Amo Roma, come un film di Tarantino e come si assapora la nostalgia di quelli di Eric Rohmer.
Mi ci muovo dentro che ancora non camminavo, io dentro la culla e poi sul passeggino, in bici, in moto, poi in macchina e sui mezzi pubblici.
Io a Termini, io al Pigneto, io sull'Aurelia, io il due novembre sul monumento ad Ostia, dedicato a Pasolini e poi una monetina a Fontana di Trevi.

Al MuccaAssassina e poi al cinema dietro viale Libia, di corsa lungo pizza Navona e poi dietro al Pantheon, per prendere il caffè di Sant'Eustachio, di corsa per andare a vedere Caravaggio a San Luigi dei francesi, prima di andare a lezione.
Roma al Teatro dell'Opera, su via Nazionale al Palazzo delle Esposizioni e poi sul 64, per passare all'Altare della Patria, per un'altra mostra.
Il Tevere, quando mi fermo a fumare una sigaretta, con davanti Castel S'Angelo, e le corone di foglie oscillano al vento, come se si inchinassero.
Roma, all'Auditorium, per sentire Camilleri e poi Ascanio Celestini, oppure Tracy Chapman ed ancora Battiato.
Le Terme di Caracalla e poi (un tempo) la festa dell'Unità, dove potersi divertire, bevendo solo un bicchiere di vino con amici.
Roma, quando ti addormenti sotto la statua di Giordano Bruno e al risveglio pensi che ti abbia protetto, correndo via lo saluti, cercando di andare a prendere la metropolitana a Spagna, per scendere al Colosseo.
Quando dalla Periferia riesci lo stesso, a vedere il Cupolone e ti senti al centro del mondo, quando Santa Maria Maggiore ti sembra più severa di Notre Dame de Paris.
Roma, con la vista dello Zodiaco e con le panchine del Pincio, e puoi godere di Piazza del Popolo, sentendoti in pace con te stesso.
Roma è, quando gli altri parlano della loro città, e pensando al quartiere Coppedè, sai benissimo che non esiste nulla di più bello.
I Musei Vaticani e quelli Capitolini, viale della Conciliazione, L'Isola Tiberina, e poi i mercati di quartiere e quello immenso di Piramide; il cimitero monumentale del Verano e poi quello Acattolico.
Ovunque ti giri, sei assediato, stretto nella potenze millenaria di una Città Unica, che non può avere rivali.
Ed io alla fine del giorno, dopo il traffico, dopo lo sporco dell'ama (che non lavora), dopo che da venti anni non esiste un sindaco all'altezza, dopo gli anni di abuso edilizio, la Amo Perdutamente.
Una città che resiste, nonostante tutto, anche se il Potere ne fa razzia, anche se il governo la considera scontata, tutta questa bellezza.
Una città dove i Fori Imperiali, ci sono sempre, per chi ama guardarli e ricordare, dove il chiostro del Bramante ancora inonda di meraviglia.
Resistono anche i Romani, quelli Veri, quelli dannatamente "Pretoriani" dentro che, si, certe volte quando si "incazzano" sono coloriti da morire, che hanno la risposta pronta che sono "bulli" nel modo più orgoglioso possibile; quelli che non centrano nulla con lo stereotipo che se vuole dare.
I romani come me che, amano la loro città, che fanno la raccolta differenziata, che la puliscono, che pagano il biglietto della metro, che ancora amano leggere il giornale in metro, che si perdono nelle camminate di villa Ada, che vogliono vedere il laghetto di villa Borghese, che vanno a Re di Roma per bere l'assenzio.
Roma del Cinema, di Alberto Sordi, di Aldo Fabrizi, di Anna Magnani, di Gigi Proitti, Roma: città Aperta.

Alcune volte, noi cittadini, diventiamo Roma, come se fossimo un solo organismo e resistiamo, come sempre a testa alta, contro chi vuole la nostra città per Lucrarci sopra, contro i turisti maleducati che la sporcano, forse per molta invidia; perchè Romano ci nasci, è una cosa che senti nel cuore, per sempre. in qualsiasi parte del mondo, qualsiasi cosa accada, sai sempre chi sei.






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