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sabato 13 febbraio 2016

Perché a San Valentino?

Perché il 14 febbraio gli innamorati festeggiano?
Sembra che la spiegazione risalga a tre/quattro secoli prima di Cristo. Già da allora e per almeno 700 anni i romani pagani praticavano  un singolare rito della fertilità annuale dedicato  al dio Lupercus. In un'urna  venivano posti i nomi di donne e uomini  che adoravano questo Dio ed un bambino sorteggiava alcune coppie che per un anno avrebbero vissuto insieme  affinché il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo si estraevano altre coppie. Quando la morale cristiana si trovò ad aborrire tale pratica i padri precursori della Chiesa dovettero inventare un rito che, come in tante altre occasioni, sostituisse il deleterio rito dedicato al dio Lupercus. Nacque  così la pratica di dedicare tale giorno al vescovo Valentino, martirizzato nel 273 D.C.
Tante sono le storie legate a questo vescovo. Una narra che un giorno il vescovo, vedendo una coppia che stava litigando,  porse loro una rosa  invitandola a tenerla unita nelle loro mani: i giovani si allontanarono riconciliati. Su invito dell'oratore greco e latino Cratone,  andò a Roma per predicare il Vangelo e convertire i pagani.
L'imperatore Claudio II il Gotico ordinò la sospensione la celebrazione religiosa e intimò al vescovo di abiurare la propria fede, ma Valentino rifiutò tentando anzi di convertire l'imperatore al cristianesimo. Claudio II lo graziò dall'esecuzione capitale affidandolo ad una nobile famiglia. Fu arrestato altre due volte ma la terza, sotto Aureliano, gli fu fatale: morì decapitato nel 273 per mano del soldato romano Furius Placidus. In tempo comunque per innamorarsi della figlia cieca del guardiano, Asterius, alla quale con la sua fede aveva ridato miracolosamente la vista.
Comunque sia, oggi, la chiesa non ha più bisogno di tale festa ma il business che le gira attorno sì. Tanti auguri a chi ha bisogno di un pretesto per regalare un mazzo di rose.
Carlo Mocera

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