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martedì 2 febbraio 2016

Non è quello che si legge...ma come si legge

foto presa dal web






Non è quello che si legge...ma come si legge...non è apprezzare perché tutti apprezzano..ma avere la nostra visione di ciò che stiamo leggendo...il nostro senso critico, la nostra libertà intellettuale, al di là di chi scrive, al di là dei pregiudizi altrui o giudizi di chi è allineato..Si scrive non per stupire e deve prima piacere a noi che scriviamo, sentircelo dentro e far si che sia intanto nostro poi lascia pure che siano gli altri a capire quello che nel nostro animo passava o passa...

Lascia agli altri la loro libera interpretazione...anche se non è quello che noi intendevamo loro hanno letto a modo loro con i loro occhi, con il loro vissuto.

 Cerchiamo di non scrivere  mai ciò che non ci appartiene,  è tradire noi stessi, qualunque frase per pur bella che sia perde in spontaneità..non è nostra per farla nostra la dobbiamo forgiare su noi stessi...il senso glielo dobbiamo dare noi..ci sarà chi capirà e ci capirà e chi no. 

Noi con il nostro scrivere esprimiamo ciò che siamo quindi è logico e normale che possiamo piacere o meno..non tanto per quello che si scrive ma proprio come persone poiché lo scritto ci rappresenta tramite lo scrivere ci presentiamo al mondo coscienti dei rischi che sono sempre e comunque tanti ed indubbiamente sono comunque per chi scrive una sfida   però la gioia di chi riesce a conoscerci  per chi realmente siamo è molta ed il nostro lavoro anche se modesto acquisisce un gran valore 

Riccarda Balla

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