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giovedì 11 febbraio 2016

Le bombe non risparmiano le dimensioni umane. Di oggi i dati. Ci sono alternative?




Sono sul web i recentissimi dati raccolti da Syrian Centre for Policy Research e diffusi in esclusiva dal Guardian. Sarebbero dati non approssimati se non nella misura in cui ci si rende conto che esiste una differenza tra morti e feriti accertati e morti indirette.
Gli effetti di una guerra, per il popolo che li vive, sono tremendi. Un Paese vive se ha gli elementi essenziali per crescere: popolazione, servizi, investimenti ed infrastrutture, se può contare su una economia.
Ma ben cinque anni di guerra in Siria hanno prostrato la sua popolazione, hanno creato lutti e sofferenze, la povertà e la morte, la ferita fisica ed economica.


L'Huffington Post calcola che sono il 90% i civili vittime delle bombe e di questi il 40% sono bambini: non a caso il SCPR sostiene che “l’aspettativa di vita è passata da 70 a 55 anni”…….. “Si stimano perdite economiche 255 miliardi di dollari (225 miliardi di euro).”
Gravissimo squarcio di un futuro che adesso è fortemente condizionato da accordi politici.
I dati diffusi oggi parlano di 470mila morti, l’11% della popolazione uccisa o ferita dal marzo del 2011, e di questi, 70000 sono morti dovute a fame, sete, mancanza di servizi medici. Il numero dei feriti è calcolato in 1,9 milioni.
Non difficile immaginarne le conseguenze tragiche. Una condizione che lascia sgomenti.
Comunque sia, è il popolo che piange se stesso.


Maria Frisella

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