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sabato 20 febbraio 2016

L'ATTORE: 'NZI MATTE' &Co.

Carissimi  e preoccupati pacifisti, inorriditi come me dalle miserie del mondo. Sento dire - ma è disperazione, profondo senso di impotenza, grottesco umano elevato all'insulsaggine politica - che oggi  (2016) piacciono i tiranni... E l'ultima ansia amalgamata con la più sofferente ironia si chiede: <<ma siamo masochisti?>>  
Beh, sono fermamente convinto  che tiranni e dittatori non hanno fascino da nessuna parte del mondo. 
Ciò che sentiamo e vediamo di oggettivamente orribile e inumano inerisce all'ascesa verso la violenza di accadimenti destinati all'incomprensione. Nota bene, non predestinati ma destinati all' inverecondia e all'abominio dell'opinione pubblica mondiale. Se contestualizzati all'iperborea carriera dell'uomo su questa terra, l'epilogo è uguale alla memoria storicamente drammatica. Cambiano i nomi e i mezzi di massacro, ma il nastro d'arrivo scarica le fatiche sul solito epilogo. Perciò, siamo molto vicini al momento apicale prevedibile nelle intrinseche conseguenze. (Per esempio: osservate  il contrasto antitetico della bomba coreana con il disarmo iraniano.) Ma finita l'ascesa  inizierà la tanto attesa fase discendente che, tra l'altro, è l'unica ricca di incognite! 
Bene  per tutti perché, come dimostrerò, l'inumano è secondato da co-motivi generati da un unico istinto libidinoso di base, prodromo di molte elaborazioni coerenti, ahinoi, con le esclusive del potere.  In senso lato, ogni potere capace di decidere di vita o di morte, sia direttamente sia indirettamente. Non è difficile da capire, e per i miei lettori ho trovato qualcosa di molto esaustivo e soprattutto convincente. Leggete cosa ha scritto Arthur Rimbaud nel gennaio del 1888: <<Tutti i governi sono venuti a ingurgitare milioni, anzi miliardi su tutte queste terre maledette, desolate, dove gli indigeni si aggirano per mesi senza viveri e senz'acqua nel clima più tremendo del globo; e tutti quei miliardi gettati nella pacia dei beduini non hanno fruttato che guerre e disastri d'ogni specie. (Aden, Somalia, 1888)>> Com'è attuale!!!
Ma la domanda che si pone chi è più intelligente di un blogger citarore come me è: perché i miliardi elargiti per la ricchezza e il benessere altrui producono (paradossalmente? Il punto interrogativo ci sta!)  morte, sangue, disastri e carestie?  
Tra prima e dopo, altre storicità contestualizzate al periodo corrispondente sono state anche parentesi ludiche, romantiche, evasive e di pace fra popoli e aree continentali dedicate - chiamiamola Sicilia dorata, mi sono stufato di scrivere arcadia - alla erezione di templi, edificazione di teatri e gallerie mentre si discute sul meglio del meglio culturale o scientifico, e si aprono le frontiere, si impolverano le armi, si liberalizza la naja come la viabilità internazionale non è sincrona di malattie e il commercio culturale è intitolato alle invenzioni salutari, talmente salutari da fare il giro del mondo, perché un malato di cuore in Israele è uguale, tale e quale, ad un infartuato del profondo e quasi disabitato Capo di Buona Speranza.  Frattanto, vedi caso, di miracoli non se ne parla e si trasferiscono cultura e rispetto etnico e il corano è un libro moderatissimo, dove Maometto e Gesu' si stringono la mano - è già accaduto sia in medio oriente che in europa -  pregano insieme e mangiano dello stesso pane e bevono dello stesso vino. 
Non mi pare che siano pazzi. Di quale pazzia si tratterebbe?
L'immagine internazionale della pace o della riappacificazione fa salti di qualità e non si meraviglia dei tempi dorati al pari dei trattati di pace ricordati e pubblicizzati come opere della lungimiranza politica.
Dove sono i pazzi? Dove sono gli oltranzisti? Cos'è che non potrebbe farsi o dirsi?
Il fatto, è che non c'è fascino nella violenza, e il nazismo che ha inventato il passo dell'oca ora non ha palmipedi nel pollaio. Questo è certo. Dunque, il problema sta nel capire perché i cosiddetti tiranni non discutono e convincerli a sedersi per discutere.
Altresì, quando si discute in politica a quattr'occhi fra nemici, non ci sono le tavolate alla Capone o alla Casamonica dove il boss si alza nel bel mezzo del convivio per piantare una pallottola in testa al presunto traditore! L'invereconda fama del Far West  o di Cosa Nostra è scongiurata con abbondante anticipo e Camorra, Narcos o Anonima Mercenari stanno fermi come i sonagli dei crotali nel mentre che i (veri) masochisti soffrono insieme ai boia di stato, sadici, carnefici e torturatori, perché non c'è nessuno disposto a usufruire delle loro abilità o maestranze. Il desiderio di pace è una volontà ferrea!!! capacissima di bloccare in un istante mondiale anche il Toro e le tauromachie.
Come ho già scritto, e sono rimasto sorpreso come se stessi dicendo una novità, il potere, tutti i poteri non hanno paura, sbandierano coraggio e irriverenza ai quattro venti e fanno quello che vogliono a spada tratta perché la profonda motivazione, l'autentica epistemologia che induce ad ogni incredibile massacro, l'istinto primordiale della creatività (è bellica? anche qui il punto interrogativo ci sta!) è il piacere di essere unici.
Il potere confligge su questa possibilità: fare ciò che vuole. E ciascuno a modo proprio fa erigere alla morte l'arco di trionfo al di qua della fontana d'acqua sorgiva che resta invisibile. Frattanto, chi si trova nel mezzo viene travolto. Punto. 
E' da molto tempo che ci rifletto e se dopo tanto pensare non si arriva a niente che possa somigliare ad una soluzione, allora bisogna cambiare l'ordine di idee e la struttura che hanno sostenuto il ragionamento inconcludente. In altre parole, se il potere non fa ciò che vuole, allora le guerre sono inevitabili, ma il peso delle strategie è vincolato alla capacità di distruzione che può gestire. La conseguenza naturale di questo andazzo è che le potenze sono e saranno sempre poche. Il confronto malefico è inevitabilmente tra pochi e l' Ipocrisia è la Dea, la Regina per antonomasia è lei, la tremenda tregenda è questa accortissima Dea. Ha solo i cinque sensi  ed è universalmente un leviatano camaleontico sensibile ai meridiani e ai paralleli. Non strumentalizza, ma dissimula: e spuntano dio, il dollaro, l'euro e l'euro pacifista (che in nome dell'Ipocrisia in Italia produce armi e componenti trasportati segretamente fino a Domus Novas in Sardegna, da dove raggiungono l'Arabia Saudita e da lì,  il giro si perverte fino ad armare l'Isis. E questo è folle; è pura pazzia! perché Renzi e chi l'ha preceduto o chi lo seguirà, non hanno il potere per fare quello che vuole. Se lo avesse saremmo in guerra aperta.)  l'energia, il razzismo, i conflitti etnici e le contumelie pseudo-animose.  
Oltre ai famosi ci sono i ricchi del pianeta che sono a capo di nazioni ricche che si arricchiscono anche grazie a (uno per tutti) Renzi, Boko Aram, Ali Babà e un'altra decina di nomi che certamente non so neanche come si scrive. Tutta questa ricchezza non teme niente come il vero artista che vivendo di ideali, non impara dall'esperienza. Anche a dirglielo il buon senso del vero artista  è in tutte le discipline insensibile a consigli e avvertimenti, perché l'artista ama solo la verità e vede sempre la poesia che aleggia nel mondo e che lo fa pensare alla bellezza. Di cosa soffre l'artista? Soffre per non essere libero di mostrare la bellezza del mondo come il linguaggio dei tempi biblici è la creazione creata per dare voce alla Natura. Adamo (prima di essere zittito dall'Ipocrisia che come ho detto ha solo i cinque sensi) incarna la bellezza che può essere spiegata. Adamo è nato per questo, per tramandarla in modo intelligibile e non solo tramite il Dna del regno animale, come avviene da sempre. Siamo in molti ad averlo capito; ma sono soprattutto gli artisti a capire perché la bellezza salva il mondo.
Anche Dio è sfortunato e il suo contesto è un'anima mundi dolente per le sorti della Natura, il regno vivente della bellezza viva.   
Ciò è presentato come un circolo vizioso. Ma il fatto, è che il potere non ha bisogno dell'istinto creativo per vivere, il suo fine ha solo paura di perdere il piacere di essere unico, e la buona politica sinonimo di Rabin (il trattato di pace con Arafat)  o di Bob Kennedy,  è morta di morte violenta ammazzata prematuramente. Il potere non ha paura, non può averla, perché vuole fare quello che vuole e la democrazia che non si inchina umilmente alla bellezza ammettendo la sua trascendenza,  non esiste. E mai esisterà in misura soddisfacente da assicurare la pace fra le genti. Alla fine di questo postulare, voi che siete per innumerevoli definizioni istituzionali molto più intelligenti di me, dovreste risolvere questo ragionamento. L'unico, vero, il timore più profondo che ha accomunato tutti i potenti e tutti i pazzi del mondo in un unisono devastante è l'odio per la vitalità della Natura. Infatti, i potenti non temono Dio. Che motivo hanno di temere ciò che possono distruggere? Dio infatti è un aggettivo come bello può facilmente trasformarsi in brutto. Dunque, il potere sa meglio di me che la religione è una della ipocrisie più armate e più violente sebbene sia decantata come gli strali delle comete gravitazionali. Insomma, il piacere di essere unico  teme solo la vitalità della natura e lo scopo ultimo del potere è quello di distruggere il creato.

Grazie per l'attenzione, febbraio 2016
Marcello Scurria.

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