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giovedì 18 febbraio 2016

La senatrice Cirinnà spiazza tutti. M.5 stelle, Pd in agguato o cattodem?

Unioni civili.  Monica Cirinnà spiazza tutti.

Deve essere proprio nervosa se attacca  attacca i renziani poi ritratta e torna a indicare il M5stelle. 
Cosa sta succedendo? 
      Il Corriere della Sera pubblica un’intervista nella quale l’onorevole direbbe: "Sto pagando porcate fatte da certi renziani che volevano un premietto dal rimpasto di governo...”. Ritenendo di essere stata tradita dalle liti con i dem, mette a nudo le tensioni interne di un partito che non riesce a ritrovarsi da tempo.
Stamattina, durante la trasmissione Omnibus, a La7, smentisce l’articolo del Corriere, pure firmato da Ronconi.
       Rilancia il bestiario e nonostante affermi  che basta già quello attuale e ... "Non serve aggiungere al dibattito un rapace” alla fine ci mette dentro pure lo sciacallo riconoscendolo nei modi dell’intervista del Corriere, senza tavolini e caffè di un bar. Insomma un’intervista in piedi e di sfuggita.
Difende ovviamente il Pd.
       Intanto, che sia per il M5 stelle o per certi renziani, gli emendamenti proposti al testo di legge sulle Unioni civili dovranno essere letti. 
      Perché prendersela tanto? La lettura degli emendamenti potrebbe essere un confronto su idee e su problematiche di una legge che comunque non è facile. Per nessuno.

         Quel testo scritto a tre mani, La Cirinnà, Giuseppe Lumia e Giorgio Tonini, limato nell’ufficio di Giorgio, aveva trovato l’intesa del gruppo Pd che si era impegnato a garantirne l’appoggio. 
Che cosa succede al gruppo PD ed alla presunta ostilità tra la senatrice Cirinnà e la senatrice Rosa Di Giorgi?
     Nell’intervista al Corriere della sera, definita non intervista, la senatrice  accusa i cattodem  di avere provocato il ritardo dell’approvazione della legge di almeno una settimana, nell’intervista a Repubblica difende Renzi addirittura giurando sui suoi cani, e ritorna ad indicare il tradimento dei grillini  maturato dopo una telefonata notturna di Di Maio
      Il caso viene spiegato, sulla sua pagina fb, da Alessandro di Battista che rilancia le difficoltà interne al PD. 
Difficoltà soltanto? Ci sarebbe una guerra in atto, che tuttavia non è iniziata solo per la legge Cirinnà e si cerca una possibile mediazione  in questo denso weekend  che prepara l’assemblea del partito in agenda domenica, mentre aleggia la dimostrazione di piazza della comunità Lgbt che il 27 febbraio ritornerebbe a forzare  il Parlamento.
      Alle spalle ed in prospettiva la proposta della corrente interna al Pd, “Rifare l’Italia”, di cui potrebbero avere già discusso il ministro Orlando, leader dei Giovani turchi ed il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda.
      A questo punto non è chiaro se sono convinti della bontà della legge,  definita irrinunciabile,  o se ne vorrebbero servire, trattative permettendo, per trovare alla fine l’ubi consistam di tutti.  Ma i voti del solo PD sono insufficienti.
      Lo spacchettamento dell’emendamento canguro è un rischio. Troppi fronti. La strategia di farlo votare in unico maxiemendamento sarebbe stata una garanzia. Servono i voti dei grillini o...... 
 Come la metteranno con il M5stelle considerato inaffidabile?
        Alla fine troveranno un’intesa all’interno del PD e nel rapporto con i grillini, noi sapremo che hanno tutti operato "per il bene dei cittadini e dei loro diritti" e Giorgio Napolitano avrà cura di non dimenticare più la sua tessera in aula!
Saremo tutti pronti a nuove altre tensioni.
Maria Frisella


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