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venerdì 12 febbraio 2016

IL #M5S E' UNA COLOSSALE TRUFFA

Tanto va il pentastellato alla menzogna che alla fine ci lascia lo zampino. Nel processo intentato contro l’ex grillino Favia dai due proprietari del Movimento 5 Stelle, il giudice vuole vedere i bilanci e, forse, questa volta, la verità verrà a galla ovvero che questo movimento è una farsa e non esiste affatto ne come associazione ne come altro.

Già quando si presentò alle elezioni scrivemmo che si trattava di una colossale bufale il fatto che avesse rinunciato al finanziamento pubblico, in realtà non ne aveva affatto diritto e di conseguenza non aveva rinunciato a nulla. Per avere diritto a quel finanziamento e quindi potervi rinunciare avrebbero dovuto presentare alle presidenze di Camera e Senato i bilanci, cosa che non hanno fatto in quanto era impossibile presentare i bilanci di un qualcosa che non esiste.

Piero Grasso Presidente del Senato lo evidenzia in una risposta a SEL dell’ottobre 2013, ed è di questi giorni la notizia che il M5S è stato multato per 200 mila per non aver ottemperato agli obblighi di legge, in pratica tre anni dopo, la nostra velocità è proverbiale.

Ma torniamo in dietro nel tempo e per l’esattezza al 18 dicembre del 2012 quando per potersi presentare alle elezioni Beppe Grillo corre ai ripari in fretta e furia e a Cogoleto, ridente paesino nei pressi di Genova, di fronte al notaio Filippo D’Amore si inventa uno Statuto, senza il quale non solo non poteva partecipare alle elezioni ma non avrebbe potuto presentare neppure il simbolo.

In questo atto Beppe Grillo si dichiara Presidente, suo nipote Enrico è il vicepresidente e il suo commercialista diventa il segretario dell’associazione denominata Movimento 5 Stelle. Tutti e tre sono definiti come soci fondatori. Di Casaleggio neppure l’ombra o, solo quella a voler infierire. In quell’atto come in tutti gli statuti di qualsiasi associazione sono previsti gli organi di gestione, come le Assemblee degli iscritti e, soprattutto, gli iscritti i veri fantasmi del Movimento 5 Stelle.

Qui viene il bello, siamo nel 2016 se la memoria non mi inganna e a tutt’oggi non risulta nemmeno un iscritto al M5S e, di conseguenza, mai nessuna Assemblea ha mai discusso nulla ne approvato alcunché, nemmeno i bilanci che mai sono stati redatti in questi anni, trattandosi di uno statuto di comodo e assolutamente vuoto.

A tutti gli effetti di legge di questo strano paese, il Movimento 5 Stelle non esiste ed è una colossale bufala sulla quale tutti i giornalisti italiani evitano accuratamente di indagare. Ora ci aspettiamo che la Magistratura come spesso avviene in questo paese colmi le lacune della politica che, al pari dei giornalisti ha anch’essa sempre evitato di andare a fondo in tutto ciò che riguarda questo movimento limitandosi al massimo all’invettiva come nella ben nota canzone di De Andrè, sebbene chi scrive abbia spiccate simpatie per la prostituta in questione e assai meno nei confronti del grillismo, una oscena perversione tutta italiana.

Se vedremo arrivare i gendarmi con i pennacchi e con le armi, questo lo sapremo nei prossimi giorni, con buona pace di tutti quegli illusi e anche un po’ fessacchiotti che hanno visto nel miraggio “peppiano” la soluzione per tutti i problemi di questo malconcio paese.

Grideranno al complotto come già fecero con Berlusconi perché il grillismo come il pensiero debole è ecumenico e non guarda in faccia partiti e movimenti essendo come mentalità assolutamente trasversale.

Viene da dire che credere in un movimento che voleva aprire il Parlamento con un apriscatole quando oggi tutte le scatolette hanno la linguetta a strappo, la dice lunga sul livello intellettuale di certi elettori, ma del resto qui è cresciuta e pasciuta Wanna Marchi che vendeva il sale da cucina a 20 mila euro, se avesse creato un partito o un movimento, non sarebbe mai andata in galera.

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