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mercoledì 17 febbraio 2016

IL BRADIPO E LA SINDACALISTA

 DI MARCELLO SCURRIA   

Il bradipo potrebbe essere un uomo e potrebbe essere una donna. Ma come può, il buon bradipo, credere al sindacalista asessuato perché è una donna che perfida, usa atteggiarsi ad uomo? Che maschera! 
 La nebbia del fumo ha ingiallito lo sguardo fattosi corto. Il complesso del pene assente ha offerto la mela ad Adamo prima che il diavolo si spiegasse. Dunque, la caduta è già nella storia e l'attesa ricalca il tempo come carbone gettato a casaccio sulla foresta. L'uomo nuovo non si brucia di quei tizzoni, né chiede come risorgere, lui è l'unico ad essere vivo mentre patisce la semina di indifferenza che guarda in tralice per cogliere il battito. La morte è dubbiosa quando non è il suo tempo, e non si vede. Ma aguzza lo sguardo per cogliere se il pregiudizio ha messo le ossa, se sta maturando fino all'attenzione di scoprire se gli è attecchito addosso. Il pregiudizio non chiede, invece confida presago nelle risposte, le cerca, le accerchia spingendo nella trappola il caso e la necessità, dove nulla è mai entrato, neanche il diavolo. Dio c'é. Il percorso è nel sortilegio del pregiudizio, non è un orizzonte, e Dio si rendiconta da solo. L'incantesimo creato si riflette nello specchio dove fantasmi a metà leggono spartiti schizofrenici votati ai tempi dispari. L'intenzione, allora, si fa consapevole. Il fumus farsesco accolto dai lenti di spirito, dalla noia dei malinconici, dalla disperazione repressa degli alienati, non è ancora cenere ma il bolo incandescente riscalda strane aporie. La verità è sodale ed è scritta come Bibbia da un orgoglio personale immerso nel dolo della sordità oltranzista che come nebbia tutto avvolge e tutto eguaglia. Ora, il generale ha esaurito le ricariche sfinite nel soliloquio e lo vede, riconosce il pregiudizio. Spera che lo specchio si trasformi in finestrino per toccare le nuvole, ma desiderare, ora, è come parlarsi addosso fino a soffocarsi dei propri trionfi. 
L'uomo guarda incauto il paradosso del pregiudizio che avanza. E' sempre asessuato e non sa se sarà iena o sciacallo. C'è tutto l'incubo di un rovello sotterraneo in quella sinuosa asessualità che sfugge l'uomo nuovo al pari della collettività entrata nel cerchio.

Grazie per l'attenzione, febbraio 2016
Marcello Scurria

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