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sabato 13 febbraio 2016

Eroine, Amore, Donne

"Mamma mi racconti una storia?"
Una frase del tutto innocente che, segna la condanna della povera bambina, ignara che, le storie sono figlie del loro tempo crederà che nel 2015 si possa ancora ricevere il bacio del vero amore.
Se poi ci concediamo il lusso di diventare appassionati della Disney tutto suonerà molto sinistro, ma non subito; da adulti.
Bianca Neve si sgolava ad un pozzo, cercando il suo amore perduto, lei povera principessa, serva in casa sua, amorevole, servizievole, nauseante.
Cenerentola vestiva dei topi, per non cedere alla sua vita da "donna alla pari".

Aurora, dorme, un salto direttamente nel nuovo secolo, per scrollarsi di dosso il peso di non aver fatto nulla, se non dormire. Nessuno la vede mai nella storia, lei piccola civetta ingenua, balla nel bosco, dorme, e poi si sveglia. Ovviamente la felicità è tale che non ci risparmia il suo bel balletto.

Sono queste le Eroine delle bambine, principesse che, non solo non esistono, ma rasentano il baratro dell'incompetenza. Hanno corone, bei vestiti, cercano il loro principe, azzurro e ricchissimo, ma poi altro non fanno. Sappiamo che alcune cucinano mentre altre si dilettano di sartoria, altre non si abbassano a fare proprio nulla.
Sento quasi in sottofondo Caparezza: "Io diventerò qualcuno, non studierò non leggerò, a tutti voi dirà di no. Ecco perchè diventerò qualcuno".
Il risultato è quanto meno drastico, sotto gli occhi di tutti, come l'insegna del Mcdonald : sanno tutti che fa malissimo, ma ci vanno, specialmente le famiglia con bambini.

Alle elementari se non entri nel gruppo delle bambine con bei voti, sei finita, i maschi non ti vogliono e se provi ad entrare nella loro squadra, sarà qualcosa che ti porterai per tutta la vita: sarai la "Migliore" amica, sarai "Strepitosa", sarai "Una donna con un cervello da uomo", loro ti adoreranno come un amico con le tette, parleranno con te delle loro fidanzate sceme e poi ti ritrovi a mangiare una pizza sul divano vedendo porno con loro.
Sei troppo speciale per essere come le altre, ma nessuno ci prova con te!
 Alle medie devi per forza truccarti, se non lo fai sei un fantasma, la ragazza Casper, la vampira della classe, quella con le occhiaie tanto profonde che, ci si affondano le navi. Devi pettinarti ed avere i capelli con colori vivaci, se ti ostini a tenerli come vengono significa che non ti consideri, oppure che sfidi la moda.

Questa storia continua per sempre, fin quando si vedono donne che vogliono fiori, che vogliono che gli si offra la cena, che gli si apra la porta o che, le si vada sempre a prendere sotto casa. Donne che hanno bisogno di andare ogni settimana dal parrucchiere, che devono rinnovare l'armadio ad ogni nuovo inserto di Vogue. Donne, Principesse di loro stesse, che si accontentano di queste cose, come se fossero grandi conquiste.
Donne che si sentono favolose quando vengono inondate dai mazzi di mimosa l'otto marzo e che scandiscono il loro anno fra anniversario, regali ed ovviamente san valentino.
Era una data peggiore del 25 Dicembre, se eri da sola, eri una poveretta, le altre ti guardavano come per dirti di stare tranquilla: "L'anno prossimo andrà meglio, piccola impolverata imitazione di ragazza".

Se continui a fregartene, se ti vesti come ti pare e se non te ne frega nulla dei ragazzi, allora è chiaro: devi essere lesbica. Questo spiega perchè i "maschi" (esseri di un'altro pianeta) di invitano a bere con loro, e scherzano con te su film e musica. Le altre ti odiano, ancora.. ancora una volta.

Non capisco se il disastro sia da attribuire ai nostri genitori; potevano farci vedere Xena o raccontarci come Elisabetta I di Inghilterra è stata capace di reggere una nazione. Avrebbero potuto leggerci la storia di  Hatshepsut, il primo Faraone Donna e del suo regno prospero e duraturo. Dove stavano le prodezze di Caterina II di Russia? e se proprio vogliamo, avrebbero potuto anche parlarci di Erzsebet Bathory, e del suo controverso regno in Valacchia.

Per questa società sembra,  anche nell'emancipazione, che le donne non abbiamo risolto proprio nulla, il dramma, alcune, lo hanno nella testa. Io odio San Valentino, e non voglio fiori, per un giorno che non significa nulla. Non mi sono mai fatta venire a prendere a casa per uscire a cena, ci sono andata con la mia macchina e le mie gambe. Non misuro una relazione vestendomi come una Bratz e non credo che i diamanti siano per sempre (Lo sfruttamento dell'industria che ne sta alle spalle, quello dura da sempre).
La verità è che, certe feste sciocche che, ridendo diciamo sono fatte per i commercianti, alcune volte sono solo per donnette legate a cliché imbarazzanti e se questo viene scambiato per emancipazione,
allora gli psichiatri di tutto il mondo non moriranno mai di fame.
In tutto questo "Evviva" gli uomini, che ben lontani dall'essere un Principe Azzurro con la voce da Soprano, sopportano tutti questo ciarpame, solo per riuscire a fare sesso.

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