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sabato 13 febbraio 2016

..eppur ci siamo.... (1* parte)


CI SIAMO!     Eppure….      (1* parte)

Siamo una Regione, un’isola, siamo Mediterraneo, sole e mare, siamo terra di mafia e di sbarchi clandestini, siamo rivoluzionari incoerenti, liberali ma prigionieri, ospitali ma diffidenti, italo-europei ma coloni, siamo  un popolo ricco di tanto e povero di altrettanto, siamo senza memoria di noi stessi, siamo Regione siciliana, non regione Sicilia.  
C’è differenza culturale? Non sarà soltanto un caso!
La Regione Siciliana ebbe il suo regio decreto n.455 nel 1946, convertito poi nella legge costituzionale n.2 del 1948
Prima tra le altre.
Di seguito, con leggi costituzionali n, 3, 4, 5 del 1948  vennero riconosciute la Regione autonoma della Sardegna, la Regione autonoma Valle d'Aosta, la Regione autonoma Trentino-Alto Adige, e nel  1963 la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia. Poteri e competenze diversi.

Eppure per quanto fu prima nel suo riconoscimento, fu diversa la voglia di identificarsi!
Mentre le altre regioni autonome pongono la formazione della coscienza regionale  con l’ insegnamento di “Cultura Regionale”,  nelle scuole elementari e medie siciliane non si studia storia, economia, geografia, letteratura e folklore regionali, anche dopo che l’Unesco ha posto il siciliano tra le lingue nazionali.

Fu vera gloria?
La storia racconta:
1.    Fu primo in Sicilia parlamento del 1129, primo al mondo  precedendo quello inglese del 1264. 
2.    Fu prima rivoluzione il Vespro siciliano che nel 1282 diede voce al popolo ribelle che chiedeva libertà. Eppure rivoluzione e libertà non ci sono.

3.    Un sociologo palermitano, Argisto Giuffredi, già nel 1580 e molto tempo prima del più noto Cesare Beccaria, propose l’abolizione della pena di morte.
Eppure moriamo in altro modo.

4.    Fu liberale e democratica la Costituzione siciliana del 1848 che
a)      pur sottoscritta dal Re,  con l'art. 2 il Parlamento poteva dichiarare decaduto il Re (come successe il 13 aprile 1848, quando sul trono di Sicilia fu chiamato il principe Alberto Amedeo di Savoia) 
b)      con l’art.33 impediva allo stesso Re di sciogliere o sospendere il Parlamento.

Eppure, se nell'aprile del 1947 veniva eletto il primo parlamento siciliano, composto da 90 deputati, il 1º maggio 1947, dunque appena pochi giorni, a Portella della Ginestra si compieva il primo grave fatto di sangue dell'Italia repubblicana ed il 30 maggio l’Assemblea regionale eleggeva il primo governo regionale

Eppure quanti dei 41 articoli approvati con la legge n. 455/1946 hanno trovato la voce per i siciliani?

5.    Fu un siciliano di Aidone, piccolo centro nel territorio di Enna,  Filippo Còrdova deputato alla Camera dei Comuni, massone nella loggia Ausonia,  Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, redattore dello Statuto siciliano, ministro delle finanze nominato Ruggero Settimo, allora capo dello stato siciliano, con l’idea di introdurre la carta-moneta creando il Banco di Sicilia, direttore del giornale Il Risorgimento, poi Il Parlamento,  con Camillo Benso conte di Cavour, fu lui che elaborò le leggi su due organi importanti del Regno d'Italia,  il Consiglio di stato, e la Corte dei conti con il contenzioso amministrativo di cui fu procuratore generale  nominato da Garibaldi. 

Storia personale, poteri e politica.

6.    Fu siciliano il primo modello di municipalizzazione del pane  che dal 1902 al 1906  permise al popolo di Catania di mangiare ottimo pane a minore prezzo tanto da essere studiato da delegazioni estere come fenomeno sociale ed economico. 
          Eppure il buon pane oggi è un privilegio.

7.    Furono espressione di Sicilia quattro Presidenti del Consiglio d'Italia: Francesco Crispi, il marchese Antonino Starrabba di Rudinì, Vittorio Emanuele Orlando, e il più recente  Mario Scelba nel 1954-55.
Eppure la sua autonomia non ebbe decolli.

8.    Fu con il siciliano Gaetano Martino, che nel 1955  Ministro degli Esteri avviò in Sicilia le trattative della Risoluzione di Messina con la quale i sei paesi enunciavano una serie di principi e di intenti volti alla creazione della Comunità europea dell'energia atomica (o Euratom) e di quella che diverrà, nel volgere di due anni con la firma dei Trattati di Roma del 1957, il Mercato Europeo Comune, MEC, poi CEE e poi Unione europea.
Eppure oggi quale immagine rimane della Sicilia?

Maria Frisella   ( continua)

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