BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

lunedì 22 febbraio 2016

Disoccupazione e povertà, l'Italia non riparte, Renzi ci prende in giro

L'Italia è il Paese d'Europa con il tasso più elevato di persone inattive. E' quanto emerge dai dati
diffusi da Eurostat, relativi al terzo trimestre 2015. In Italia è inattivo il 41,6% dei disoccupati dai 15 ai 74 anni, più del doppio della media europea (19,4%) e decisamente sopra tutti gli altri Paesi. Il secondo tasso più elevato è quello della Finlandia, con il 34%, seguito da Lettonia con 28,9% e Olanda con 27,8%.

Tra il secondo e il terzo trimestre 2015, in Europa il 62,7% (12,9 milioni di persone) sono rimaste disoccupate, mentre il 17,9% (3,7 milioni) hanno trovato un'occupazione. In Italia è rimasto disoccupato il 44,2%, mentre il 14,3% ha trovato un'occupazione. Secondo un’altra statistica, quella dell'ONG Action Aid, che nei giorni scorsi ha presentato a Roma il rapporto "L'Italia e la lotta alla poverta' nel mondo - Un'agenda a 360°" nel 2014 gli interventi di contrasto alla povertà  in Italia si sono fermati allo 0,19% del Pil, ben lontano dallo 0,7% concordato a livello internazionale, che avrebbe dovuto raggiungere nel 2015. Tra i Paesi OCSE, il nostro si colloca in diciottesima posizione, insieme con Giappone, Stati Uniti e Portogallo, tra i paesi del G7 e' invece in ultima posizione.

E così mentre Renzi continua a discettare di ripresa, si prepara una manovra straordinaria. Sono passati solo 5 mesi dalla nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza) 2015, ma il Def 2016, che il governo presenterà entro il 20 aprile, descriverà un deciso peggioramento della situazione economica e dei conti pubblici. Oggi di questo se ne occupa il Corriere della Sera. Tre miliardi subito, e altri quindici (almeno) in autunno. C'è già chi parla, sempre sulla stampa di oggi, di situazione peggiore della Grecia.
Una povertà che si fa sentire anche per quanto rigurda il capitolo della "povertà relativa". Da maggio 2013 a gennaio 2016 sono oltre 30.000 famiglie hanno dovuto far ricorso alla sospensione di rimborso delle rate di mutuo e di quelle del credito al consumo.
Nel segmento dei mutui sono 26.619 le famiglie che da maggio 2013 a gennaio 2016 hanno dovuto sospendere per 18 mesi il pagamento delle rate, per un controvalore di 2,5 miliardi di euro di debito residuo. Si tratta dei risultati del "Fondo di solidarietà per l'acquisto della prima casa". A cui si aggiungono quasi 1.000 sospensioni di rate di mutui a seguito dell'Accordo Abi-Associazioni dei Consumatori per la "Sospensione della quota capitale dei crediti alle famiglie" sottoscritto lo scorso marzo 2015. Quest'ultimo Accordo prevede anche la possibilità di sospendere la quota capitale delle rate di rimborso del credito al consumo. Fino a dicembre 2015, 3.237 famiglie hanno usufruito di questa misura per un controvalore di debito residuo pari a 51,5 milioni di euro.

0 commenti:

Posta un commento