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martedì 23 febbraio 2016

Ciao Valerio

Valerio; classe 1961, grandi anni quelli, una Roma verace quella degli anni settanta, quella degli anni ottanta.
Valerio ci viveva, come tanti altri ragazzi, alle porte di talenti, vicino a Smistamento, lo conoscevano in tanti, gli amici, i compagni.
22 Febbraio, pochi giorni prima del suo compleanno Valerio muore, lo ammazzano, lo tolgono alla vita, alla madre, agli amici, alla sua lotta.

Valerio non era uno come gli altri, militava dentro Autonomia Operaia, aveva i sogni nella testa, quelli di mio padre, degli amici che avevano in comune.
Per questi sogni hanno deciso che doveva morire, quella spregiudicata esigenza di Libertà, di Rispetto, di Uguaglianza, era troppo provocatoria per i fascisti di Roma, per quelli che non credono a simili orizzonti.
Madre Infermiera, padre iscritto al Partito comunista, una famiglia perbene, troppo, per chi si macchia del reato di Apologia.
La pagano cara.
La pagano del modo peggiore, più vile squallido, maledetto che ci possa essere.
Tre giovani (bravi ragazzi) si introducono dentro l'abitazione dei genitori, armati, li legano li imbavagliano ed aspettano il rientro di Valerio da scuola.
Al suo rientro Valerio combatte, ci prova, ma gli sparano un colpo alla schiena da veri vigliacchi  e scappano via, lasciando un figlio morto ad una famiglia romana.

Dopo accade di tutto, rivendicazioni, smentite, ancora indagini, sembra che gli assassini di Valerio non esistano, forse è un'altro che si "suicida"..senza lanciarsi da una finestra..
Laura Lauricella ci prova, raccontando di un silenziatore di Giuliani consegnato al futuro assassino di Valerio, scambio avvento a tor di quinto dove molti neofascisti si incontrano abitualmente, chiacchierano vicino al poligono (forse).
Salta fuori anche il nome di Angelo Izzo, noto assassino, noto fascista, noto ragazzo di buona famiglia che ricorda il caso di Valerio con un coinvolgimento di Luigi Ciavardini, anche lui ragazzo educato, militante del gruppo Terza Posizione.

Quello che passa è che alla morte di Valerio si legano nomi di personaggi raccapriccianti, noti alla magistratura per una lunga serie di "incomprensioni" con lo stato.
Passano gli anni, ma nulla arriva dove bisogna vederlo, nessuno paga.
Ci accontentiamo di una targa al parco delle Valli che, qualcuno ha gentilmente distrutto, qualcuno che a distanza di più di trent'anni, ancora è felice dell'impunità di questo delitto.
Qualcuno che forse sa bene come stanno le cose, o semplicemente qualche nuovo fascista di casa pound o di forza nuova.
Persone sicuramente di buona famiglia, come Izzo, o come Giuliani, persone da frequentare, della bella borghesia romana.
Di quella parte di città che non si sporca mai le mani, nonostante le sue azioni.
Mi chiedo perchè, mi chiedo chi li aiuto; certo non le forze dell'ordine che devono sempre punire gli assassini.

-Bè, ciao Valerio, ho sentito tanto parlare di tè, potevi essere un buon padre, un brav'uomo, ma questo mondo non li vuole, vuole altro.
Ti volevo dire, comunque, che non mi dimentico di te e che di te parlerò a mio figlio, gli dirò quello per cui ti battevi, quello per cui hai perso la vita.
Ci hanno privato del tuo corpo, di nessuna della tue idee ci possono allontanare.


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