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venerdì 5 febbraio 2016

Ad insaputa di chi?

Chi vuole un appartamento con vista sul Colosseo e ne trova uno dell’amministrazione romana, lo prenda pure. Può calcolare l’affitto che vuole, da 2 euro al mese a 670 annuali per più appartamenti. In attesa di verifiche….
La nuova affittopoli a Roma coinvolge partiti, sindacati, associazioni, esercizi commerciali  e, tra altri,  anche una onlus dell'ex sindaco della città romana... Possibile? Quelle parti a garanzia del benessere del cittadino, proprio quelle, sembrano approfittare del loro stesso potere? Il dubbio rimane  perché potrebbe essere successo tutto a loro insaputa.
Certo. Nessuno ha curato l’amministrazione del patrimonio, nessuno il censimento, nessuno il controllo. Il problema allora sorge spontaneo: ad insaputa di chi? 
1.  Tali case sono un patrimonio pubblico. Meglio, un patrimonio del Comune di Roma; 
2.  patrimonio significa che la loro gestione rientra nelle “entrate” e nei “costi”, voci del portafoglio, proprio come quello di ciascuno, che si chiama bilancio;  
3.   gestire  è un insieme di procedure amministrative che non sono a carico di un solo ufficio, ma di tanti uffici e di soggetti preposti al compito, i dirigenti e gli impiegati che per i loro compiti vengono retribuiti; 
4.  entrate ed uscite legittimano il “bilancio”  comunale che viene proposto, verificato ed approvato dal Consiglio Comunale, riverificato dai “revisori”;
5.   tale patrimonio avrebbe potuto fare entrare nelle casse della città capitolina ben 100 milioni di euro all’anno, e se non ci sono tra le entrate  questo provoca una passività che ha limitato investimenti e opportunità di sviluppo dei servizi. Un danno.
Alla domanda occorre aggiungere l’elemento tempo che farebbe pensare ad aggravamento di responsabilità:
6.  Da quanti esercizi finanziari tali entrate mancano? 
7.  Da quanti anni manca la regolare gestione di tali immobili da parte degli uffici preposti?
   Dentro una breve parentesi sarebbe il caso di sottolineare che i soggetti preposti a detto compito hanno continuato a percepire la retribuzione, forse anche i premi incentivanti. Altro danno alla pubblica Amministrazione in termini economici ed oggi di immagine.

         Eppure nessuno sa niente, sindaci ed assessori, consiglieri comunali ma anche dirigenti degli uffici e controllori, mentre le teorie dell’efficienza, dell’efficacia, della trasparenza, della legalità, del pubblico interesse restano citazioni ben confezionate.
Che idea averle legiferate!

         Quel che è certo è che il tutto avviene ad insaputa dei cittadini. Anche quelli ai quali si negano le case popolari ed il diritto di cure gratuite perché bisognosi,  quelli accampati al freddo con i loro bambini, che non arrivano a fine mese e che non riescono a provvedere alla loro sopravvivenza.
Si, quelli che continuano a sentirsi dire che non ci sono soldi per servizi e diritti essenziali, che non c'è niente da fare, che si devono rispettare le leggi…
          Qualcuno ha perso qualche logica?

Maria Frisella

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