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lunedì 15 febbraio 2016

14 SETTEMBRE 2015 OVVERO IL CAMPO GRAVITAZIONALE.

DUE BUCHI NERI HANNO FATTO IL CAMPO

Il 14 settembre 2015  David  Right, direttore dell'osservatorio LAIGO (usa) insieme alla équipe internazionali di scienziati  che condividono le strategie degli osservatori di onde gravitazionali sparsi per il globo,  dichiara di avere,  finalmente, le prove scientifiche che rivelano l'esitenza delle Onde Gravitazionali.
Cercate da sempre e previste da un Einstein presago della loro necessità nella composizione del cosmo, da circa 50 anni il mondo scientifico collaborava assiduamente (100 scienziati sparsi dall'America, all'Europa, all'Australia sono italiani)  alla individuazione delle onde gravitazionali.
In Italia, vicino a Pisa, esiste l'osservatorio VIRGO, un centro di ricerca sulla fisica del cielo da quale si apprende la versione italiana di questa condivisione scientifica inerente alla scoperta del campo gravitazionale.
Dopo Einstein, anche  Steven Hawking, divenuto famoso per i sui libri intitolati alla ricerca della dinamica dei buchi neri,  previde l'individuazione della particella subatomica responsabile della gravità se e solo se l'uomo tecnologico fosse riuscito a costruire un accelleratore di particelle capace di caricare gli elettroni di una energia pari a 11.000Gev. Energia, quest'ultima,  superiore a quella usata al Cern da Giovanni Rubbia, il permio Nobel per la fisica che individuò le particelle  W e Z° dopo decine di milioni di lanci dentro l'accelleratore di particelle che fu ripotenziato per scoprire la mitica e sfuggente particella di Higgs, discriminata con il nome di particella di Dio. 
Chi non ne ha sentito parlare?
Quindi, dopo l'italiano Rubbia, il fisico Higgs vinse il premio Nobel e lo vedemmo in lacrime quando fu data la notizia al mondo che la sua premonizione era confermata. In altre parole, Higgs è la particella subatomica dell'energia forte che consente di associare la massa ai vari tipi di atomi. La massa non è un valore universale, e forse anche i neutrini ne sono influenzati.
Le onde gravitazionali che hanno permesso l'individuazione del campo gravitazionale sono giunte sulla Terra tra il 13 e il 14 settembre 2015 dopo un viaggio di 1 miliardo e trecentomilioni di chilometri spinti da una forza immane calcolata in 50 volte l'energia totale della forza elettromagnetica distribuita in modo più o meno uniforme nel cosmo.  Abbiate fiducia in ciò che leggete, perché la precisione di queste informazioni è coerente con molte misure approvate dalla comunità dei fisici e degli astronomi  che discutono sulle Cose del Cielo sapendo che la luce è apparsa, cioè è divenuta visibile,  300.000 anni dopo il Big-Bang sebbene sia stata creata appena 10 alla meno 43 secondi dopo il Grande Botto. Stessa sorte è toccata alla particella di Higgs che si stima si sia formata 10 alla meno 15 secondi dopo il Big-Bang. Dunque, in termini astronomici, la luce è piu vecchia della particella di Dio.
La gravità che per difinizione si autocomprime fino a trattenere la luce, per essere misurata deve essere stata lanciata lontano, talmente lontano da essere raccolta. Cosa può lanciare lontano un oggetto che per la sua natura torna indietro fagogitando tutto ciò che gli passa accanto? Tenete conto che i buchi neri non si vedono neanche al telescopio e che la loro esistenza è presunta dalla osservazione comparata dei planetesimi che si muvono nello spazio a trecentosessanta gradi, tutti attratti verso un unico centro invisibile: un buco; detto nero perché risucchiando al suo interno la  luce,  è invisibile. Detto questo, immaginatevi un aspirapolvere cosmico e allargate gli occhi della mente fino ad immaginar parti di cielo che entrano dentro il tubo dell'aspirapolvere. L'analogo comportamento della materia stellare, fa presagire l'esistenza di un buco nero. Per la cronaca, Steven Howking ha capito insieme a Roger Penrose che un buco nero, per esistere, deve essere grande almeno quanto la massa di undici Soli.
Allora, riuscite e vedere il gogool?
A questo punto, il caso o Dio sono diventati necessari - il caso e la necessità, dice Jaques Monod regolano le leggi dell'universo - nel senso che due buchi neri dopo avere ingurgitato qualsiasi cosa esistesse intorno a loro, hanno cominciato ad attrarsi vicendevolmente fino a scontarsi e a fondersi in un unica struttura grande e pesante almeno una trentina di soli che è implosa lanciando la sua gravità per il cielo che si è increspato di quella materia atomica che 10 alla meno zero tempo prima, era avida di gravità. L'esplosione ha reso al cielo un velo di gravitoni così fitto da essere il vasto campo di gravitoni, divenuto così, visibile alle apparecchiature degli osservatori astronomici tarati su questa eventualità. 
La scoperta della gravità apre orizzonti inesplorati come quelli imberbi che ancora si dedicano assiduamente alla Teoria del Tutto, ovvero alla definizione di una unica equazione che rispecchi e spieghi l'esistenza di tutto, il visibile e l' invisibile.
Grazie per l'attenzione febbraio 2016
Marcello Scurria

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