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sabato 9 gennaio 2016

Una Svolta Masochista

Quando senti di doverti allontanare, capisci che qualcosa non sta andando come dovrebbe, dentro di te si è aperta la ferita del dissenso, la volontà di voler fare diversamente, la presunzione che hai visto qualcosa di meglio.
Allora scopri il cinismo, davanti al sentimentalismo spicciolo a quelle frasette che hanno tanti "mi piace" e che a te suscitano il vomito.
La bocca si apre per parlare ed un sarcasmo congenito si struttura quando alcune situazioni, per te, hanno una drammatica comicità.

Non ti emozioni sempre, raramente anzi,  ma intensamente, tanto che per giorni interi devi poi rimettere a posto i pezzi del cuore.
Capisci che ami essere lo scudo delle situazioni difficili quando, alle elementari, nessuno gioca con la bambina di colore e tu molli tutto e ti prometti di stare con lei, per essere sole insieme, di lasciar perdere le risate alle tue spalle, i commenti brutali di bambini che di infantile non hanno nulla.
Quando solchi una strada è per sempre, anche se resti intrappolata nel fango, senza voler chiedere aiuto, perchè se sei andato in soccorso devi essere più forte.
Decidi che sei stanco quando sull'autobus vogliono far scendere un senza tetto appellandosi, non ultimo, al fatto che gli manca il biglietto e tu timbri uno dei tuoi anche per lui, andando vicino a lui e fissando chi avrebbe voluto ancora dire qualcosa.
Assaporando le schiene girate dei presenti che non dimenticano il tuo voltafaccia, pronti ad etichettarti come uno scarto della loro idea di società. Tu che non hai voluto stare con loro, che torni a casa ed i vestiti ti odorano di sporco, che come un palo sei rimasta nella tua posizione, anche se con delle difficoltà.
Ma nessuno, lo sai bene, si è permesso di parlare ancora; lo sai, sono pecore forti nelle loro paure e sole, insieme, quando vengono sfidate.
Sei sola, quando lasci la comitiva del liceo per un insulto razzista verso due Trans che camminavano a via del Corso e di notte, ti ritrovi a camminare per andare a prendere un notturno. Sei stata chiara, con loro non vuoi uscire mai più, la loro battuta ha bruciato anche su di te, come se la loro miseria ti avesse marchiata e tu lo sai, non sei come loro.
Gli gridi ad alta voce, da poter essere sentita da tutti, di chiedere scusa, ti vergognarsi e poi ti allontani stretta alla borsa e al cappotto.
Ci sono dei principi inviolabili, e per quelli vieni lasciata indietro.

Alcune volte ti senti veramente sola, ma non puoi fare a meno di continuare a dire quello che pensi, anche quando hai contro venti persone, anche quando parlare ti costa caro. Allora arrivano i dispetti sul posto di lavoro, li indossi come un complimento, perchè essere trattata male da gente mediocre simboleggia solo la loro tremenda invidia ed alla fine, davanti a tutti, prima di andare via gli getti in faccia quello che pensi.
Datore di lavoro ladro, circondato da lacchè: non ti mancheranno.

Capici che non sei un tipo da mode e che se una cosa non ti piace, non lo farà mai, continui a firmare petizioni, continui a chiedere giustizia per persone brutalizzate dal sistema, per ragazzi, come Cucchi, uccisi senza colpevoli. Ed ecco perchè durante le manifestazioni davanti a polizia e carabinieri sollevi il viso, lo devono vedere bene.
Non li stai sfidando, gli stai dicendo che ci sei anche Tu, che non hai paura che, sei pronta a dire la verità anche se scomoda, anche se è meglio una bugia.
Certo, perchè difendere la coppie di fatto? perchè essere a favore del testamento biologico, partecipare al Pride per richiedere uguali diritti e la presa di coscienza che, la diversità va protetta?

Credo che lo si faccia perchè si amano i propri ideali, i valori, quei sogni che ci fanno lottare, non solo per le nostre cause, ma per quelle giuste di tutto il mondo.
Le mie favole sono Sacco e Vanzetti, Irma Bandiera, il Che ucciso come Gesù.
Sono storie come quella di Gisela Mota Ocampo, il sindaco ucciso dopo il suo insediamento, dai trafficanti messicani, che mi fanno andare avanti, passo dopo passo, difficoltà dopo difficoltà.
Mi ripeto sempre che, nessuno può darmi la libertà; nessuno può darmi l'uguaglianza o la giustizia o qualsiasi altra cosa. Se sono un uomo me le devo prendere.
Questo me lo ha insegnato Malcolm X, anche se personalmente, non l'ho potuto conoscere.


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