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mercoledì 27 gennaio 2016

Quando gode la mente?


Beh, la mente gode quando, ad esempio, di ritorno dalla stradina che unisce casa tua al cimitero del paese, incontri un SUV  d’ultimo tipo e, dentro, vedi litigare  animatamente una coppia sulla scelta  del percorso … tutto acciottolato.
La mente gode perché tu, a piedi, hai visto e raccolto salvia, alloro, fichi, le ultime more, venti fili di finocchietto, sorbi e pensi che loro stanno litigando dentro un Suv superaccessoriato con GPS che indica dove sono, ma non  cosa hanno attorno.

La mente gode quando pubblichi un post  su un social al quale hai lavorato di cesello per un ora e chi legge, riassumendo la propria ignoranza e l’impossibilità a comprenderlo, risponde con un … “già”. Che vorrebbe dire tutto e non dice un cazzo.

La mente gode quando  l’ironia che hai speso per commentare un fatto, una frase, un ragionamento  non viene percepita dall’interlocutore che associa il tuo commento ad un comportamento non allineato con i commenti sin li espressi e quindi assume tu debba essere un infiltrato con chissà quali fini. E questo non va bene nel girone del pensiero omologato.

La mente gode quando, in un confronto dialettico, ti trovi a contrastare le idee che non condividi  di un politico e ti accorgi che sul tuo ultimo intervento cala il silenzio di ghiaccio della sua consapevolezza di avere esaurito  gli argomenti validi a supportare la propria tesi e ti grida fascista o comunista, a seconda la mangiatoia alla quale è assiso al momento.

La mente gode quando incontri gli occhi di qualcuno e, senza profferire parola, ti trovi a sorridere delle cazzate che state ascoltando e godete entrambi all’unisono.

Carlo Mocera.

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