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giovedì 14 gennaio 2016

Parolai...affogano nel mare delle loro parole


Credo che una delle motivazioni per la quale molte cose vanno a ramengo è l'abitudine di parlare, compiacersi di se stesso, mentre blatera..nell'assoluta convinzione che sia l'unico detentore della verità, saggezza, conoscenza e sapienza..e si auto compiace..si stringe la mano da solo...si è parlato addosso...questo implica che di contro non ascolta assolutamente gli altri.
lo ritiene superfluo..inutile, rimane aggrappato alle sue parole perdendo così il rapporto di reciprocità dei pensieri e perdendo la possibilità di giudicare o giudicarsi, perchè quando poi vuole giudicare ricomincia a parlarsi..mentre l'ascoltatore non riesce a trovare alcuna corresponsione tra ciò che lui ha detto e le parole che cadono dall'alto..quasi fossero divine del soggetto che si sta sommergendo di vocali e consonanti..fino ad affogare..ed in realtà affoga perché alla fine rimane a parlarsi da solo senza capire che di fronte non c'è più nessuno.  Quel nessuno diventa per lui uno sciocco che nulla comprende..mentre gongola guardando una moltitudine che agisce nella stessa maniera..così..bla..bla..bla, solo parole inutili....le parole senza più significato, importanza, si perdono in un vuoto che è il vuoto che ci circonda.  Vanno a ramengo le verità, la sincerità diventa una nemica, la reciprocità dei rapporti che serve per chiarire, spiegare, chiedere scusa, imparare, crescere, sognare..la curiosità di conoscere anche meglio chi hai di fronte, tutto si perde a favore di un silenzio insano e a favore dei parolai che applaudono altri parolai gongolanti e così sciocchi da non capire che nessuno fra questi li ascolta, ne li ascolterà.. Così non si cresce..ma si arretra sempre di più. Certo eviti di sentirti dire hai detto una cretinata...perchè nessuno ti ha ascoltato..

Riccarda Balla

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