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giovedì 28 gennaio 2016

Inchiesta sulle statue…ma loro rispondono: ci pensiamo da noi a coprirci!

Inchiesta sulle statue…ma loro rispondono: ci pensiamo da noi a coprirci!
Certo che essere conosciuti nel mondo perché promossi con ottimi voti in materia di ospitalità dovrebbe essere un vanto.  Se poi questo lo si deve anche a chi, a sua insaputa, ha pensato di coprire le nudità marmoree perché  l’immagine non offendesse l’orgoglio del patrimonio della cultura nazionale e non ci fossero rischi di pietrate, è un particolare inquietante.

Inquieta non il fatto che qualcuno lo avrebbe pensato ma che le statue sono state coperte in barba al responsabile del cerimoniale ed al responsabile della sicurezza.
Una beffa o una autonoma determinazione, magari lamentandosi che nessuno se ne fosse preoccupato?
Adesso tu mi risponderai: ma l’autonomia di pensiero è difesa anche dalla Costituzione ed avresti ragione.
Allora perché chi ha materialmente  coperto le statue non si fa avanti e dice con medesimo orgoglio italiano: sono stato io?
Io sto con lui perché o ha eseguito direttive o il suo sarebbe solo un peccato di sensibilità oltre che una presunzione dettata da ignoranza della cultura iraniana che non si preoccupa di nascondere le nudità marmoree dell’arte.
Un sindacalista lo potrebbe difendere facilmente perché la colpa sarebbe da ascrivere al datore di lavoro che non ha avvertito di non coprire le statue o non promuove corsi di formazione o, perché no,  viaggi di istruzione per consentire una prestazione qualitativamente elevata.
Il dubbio sorge spontaneo quando mi chiedo perché tanto mistero sul responsabile e mi preoccupo. Chi deve essere protetto che non è difendibile?
D'altronde come sarebbe possibile continuare a sostenere di non sapere nulla se esiste pure un controllo ed un servizio di sicurezza, orari di lavoro di chi può avvicinarsi alle statue!
Eppure si continua a ripetere: “Non so chi sia stato” “Il Ministro ed il Presidente del Consiglio non erano a conoscenza”
E mentre le statue si coprono da sole e l’ospite iraniano sorride,  rimane lo stupore, indiscutibile, su un giallo che poteva essere evitato con una semplice confessione di ingenuità.
Mafri

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