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lunedì 11 gennaio 2016

In Italia il potere non è mai stato (mai lo sarà) del popolo

Il popolo italiano è sempre più lontano dalla politica in ogni sua forma; gli scandali, le ruberie, le ingiustizie perpetrate dalla classe dirigente dal dopoguerra ad oggi hanno generato un sentimento di repulsione nella gente comune che aumenta con il trascorrere del tempo.


Dopo la fine della Democrazia Cristiana l’ingresso in politica di Silvio Berlusconi è stato un evento gattopardesco che ha consentito allo scudocrociato ed alla finta opposizione di prolungare la propria parabola per un paio di altri decenni sotto mutate insegne.

Si pensava che il tramonto del cavaliere e la conseguente ascesa della cosiddetta sinistra reincarnata nell’immaginario collettivo dal Partito Democratico, ponesse fine alla politica corrotta del vecchio millennio e segnasse una svolta verso le tanto desiderate riforme ed invece ha segnato un ritorno all’antico, al peggio della peggiore DC in un sistema politico-mafioso-affaristico in cui la politica ha mantenuto inalterato il vecchio sistema spiccando anzi il volo verso quelle lobby internazionali che oggi stringono il cappio al collo dell’indebitato bel paese.

Quando è incominciato tutto questo? Quando sinistra e destra si sono messe d’accordo per spartirsi quella torta che ancora oggi tutti i giorni si dividono inscenando una finta politica che sa di presa per il culo?

Dopo la caduta del fascismo gli americani temevano che l’Italia cadesse nelle mani di Stalin, ciò avrebbe dato scacco al blocco occidentale nel mediterraneo; il governo Truman decise di intervenire con tutto il peso economico ed al bisogno militare di cui gli Stati Uniti fossero capaci per scongiurare il pericolo rosso, Truman disse senza mezze misure: “Se l’Italia diventerà comunista non vedrà un centesimo del piano Marshall”.

Il segretario di stato George Marshall precisò che una parte dei fondi da destinare all’Italia: “ … devono necessariamente essere occulti dato che le azioni del governo non devono essere documentate”.

Nelle settimane successive al marzo 1948 una pioggia di milioni di dollari vennero versati nelle casse dei partiti di centro e centro sinistra, aiuti legali ed ufficiali insieme ad una miriade di fondi neri che finanziarono segretamente partiti ed organizzazioni paramilitari.

Alla Casa Bianca sapevano che l’URSS finanziava gli ex partigiani così cominciarono ad inviare armi e denaro agli ex fascisti ed alla mafia per bilanciare la partita.

I due blocchi giocavano la partita più importante in Italia vero e proprio ago della bilancia sullo scacchiere internazionale; ne venne fuori una finta democrazia molto simile ad un regime a due teste, con potere ed opposizione congelati sulle proprie posizioni incapaci di rinnovamento in un canovaccio che continua il proprio moto perpetuo fino ad oggi.

I democristiani sapevano che mai avrebbero perso il potere appoggiati da un così grande alleato, i comunisti sapevano di dover vivere l’intera propria esistenza all’opposizione al punto che questi ultimi vissero di finanziamenti illeciti che arrivavano direttamente dal Cremlino; la sinistra ha goduto anche di nicchie di privilegio ottenute perpetrando negli anni una finta opposizione in cui si era ,di giorno, nemici pubblici in parlamento, di notte amici nella spartizione della torta e dei fondi illeciti che arrivavano dall’estero.

Insomma la politica italiana dal dopoguerra fino alla caduta del muro di Berlino fu una vera e propria sceneggiata molto ben interpretata da generazioni di politici che si sono alternati al governo recitando un copione già scritto che continua inalterato anche adesso.

Secondo il direttore della CIA William Colby i russi versavano al Partito Comunista Italiano circa cinquanta milioni di dollari l’anno, il doppio dei fondi neri che i servizi segreti americani giravano alla DC ed ai partiti minori.

Di questa bruciante verità vi sono prove inconfutabili nell’ “Archivio Mitrokhin”, il celeberrimo dossier che ha svelato i segreti del KJB e di quasi un secolo di comunismo.

Rovistando nei preziosi documenti in esso contenuti ci imbattiamo in un rapporto epistolare tra il segretario del Partito Comunista Italiano Luigi Longo ed il leader del PCUS Breznev; la supplica di Longo per ottenere più fondi per le imminenti elezioni va a buon fine, questa è la risposta di Breznev.

“Caro compagno Longo, abbiamo ricevuto la tua lettera nella quale richiedi assistenza supplementare per far fronte alla partecipazione del PCI alla campagna elettorale … il contributo totale di quest’anno è 5.700.000 dollari, alla luce della tua richiesta abbiamo deciso di concedere al Partito Comunista Italiano un contributo aggiuntivo di 500.000 dollari. Purtroppo al momento non c’è nient’altro che possiamo fare”.

Eccoli democristiani e comunisti schiavi della CIA e servi del Cremlino, due forze politiche che hanno vissuto per quasi cinquant’anni gestendo i fondi illeciti che arrivavano d’oltreoceano e d’oltrecortina del tutto incapaci di fare una vera politica che fosse incentrata su valori ed ideali reali e non fittizi.

La sceneggiata ebbe fine con la caduta del muro di Berlino, venendo meno uno degli attori della farsa anche l’altro si è disgregato; DC e PCI dopo mezzo secolo di recita andavano in pensione affondati dallo scandalo tangentopoli.

Dopo l’ingresso in campo di Berlusconi e la conversione di ciò che rimaneva dei comunisti lo spettacolo è continuato; un’intera classe di dirigenti incapaci, in un vuoto ideologico durato quasi mezzo secolo si è messa a fare l’unica cosa che sapeva: gestire la valanga di denaro dei soldi pubblici con il solo scopo di sostenere se stessa, spesso con i soprusi e le ruberie.

Hanno cominciato ad arraffare dappertutto per nutrire il cancro della politica: mafia, lobby, armi, gioco d’azzardo, truffe, speculazioni bancarie, in politica è arrivata una intera consorteria di malavitosi capaci solo di rastrellare soldi per il partito e nei modi più abbietti; di cosa non si sono macchiati i nostri parlamentari nell’ultimo ventennio e fin dove avranno il coraggio d’arrivare.

Il patto del nazareno suggella un periodo storico fatto di brogli ed intrallazzi e svela ciò che è sempre stato: destra e sinistra sono sempre state la stessa cosa, ieri al servizio di un equilibrio internazionale oggi alla corte delle potenti lobby che vogliono depredare il paese delle proprie ricchezze, fargli perdere la sovranità nazionale e ridurlo in schiavitù come la Grecia.

Se gli italiani non prendono coscienza di questa realtà, se non conoscono la vera storia politica italiana difficilmente potranno fare scelte sensate alle elezioni; bisogna sbarazzarsi di un’intera classe dirigente che ci sta facendo affondare.

Se così non sarà, il conto da pagare sarà particolarmente salato.

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