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martedì 19 gennaio 2016

Il (NON)razzismo degli Italiani

Sto traslocando e mi servono scatoloni come se piovesse, fosse solo per i libri, me ne servono una marea, infinita, come l'oceano Pacifico. Ma non posso comprarli, da una parte non mi va per principio, e d'altro canto visto il costo mi sembra proprio una truffa.
Fra parentesi _  io sono per il riciclo selvaggio  _
Saranno, dunque, settimane che vado letteralmente a caccia di scatoloni e non per vantarmi, ma sono un vero maestro. Lo squalo dei cartoni.
Questa sera, tornando a piedi, da un lavoro, ne vedo una quantità invidiabile ed ovviamente decido di prenderne, quanti più posso trasportarne. Non mi interessa minimamente sembrare un agglomerato di cartone, che cammina (sono piccolina di statura e di corporatura).


Adesso mentre decidevo come agire, noto che una signora si ferma e non passa, si mette lungo il muro dei palazzi ed aspetta per passare il marito, fermatosi a parlare al cellulare. Guarda me, guarda lui, resta immobile come se fosse accaduta una cosa terribile.
Penso sia pazza.
Poi ragiono, e deduco che, avendo il cappotto nero con il cappuccio in testa deve pensare di me cose inumane.
Non avrei detto nulla, se la gentil tardona, non avesse continuato a rifiutarsi di passare oltre la mia persona, continuando il suo balletto visivo, preda di un panico atavico.

"Signora, passi pure" le dico " non deve preoccuparsi, non sono un immigrata che vuole aggredirla, sono solo un italiana che trasloca!" ...

Purtroppo quella, invece, sentendosi tacciata per "razzista schifosa" decide di scendere dal marciapiede, attraversare la strada e andare via, portandosi il cagnolino dietro.
No, scusate, il marito!

Io nel mentre ci sono rimasta malissimo!!!
(Non è vero, mi sono molto divertita a mandarla dove doveva andare).

Tornando a casa, mi sono soffermata, ancora ed ancora, a pensare a questo paese di Benpensanti e mi sono cadute le braccia per terra.

Mi hanno dato dell'immigrata altre volte, sono anni che gioco questo gioco:
1) per il nome: all'università ed anche in banca, tanto che non volevano cambiarmi le monete, anche se erano stati loro a darmi i contenitori per sistemarle.
2) Il mio viso, a quanto pare, si rifiuta di essere italiano e così sono Araba(che vuol dire tutto e nulla...), Turca, oppure Armena... ed una volta Tunisina..
3) Sul Bus, quando mi sono lamentata del ritardo, sottolineando che a Londra, Parigi, Berlino non funziona così.
4) Anche su Facebook, perchè scrivendo che trovo la Fallaci imbarazzante mi è stato detto, sempre per il mio nome, che dovevo stare zitta, IO, io che in Italia c'ero venuta...

Sono abituata a questo mancato sviluppo celebrale, tutto italiano, ed ho imparato a divertirmici sopra, perchè a dispetto di tutto, io resto Romana e poi Italiana. Sicuramente Umana.

Ci sono questi piccoli episodi isolati, che ti aiutano a delineare una mappa, mostruosa, di cosa sia la nostra popolazione. Anche quando mi dicono, che non dovrei prendermela tanto per i gay, domandandomi se lo sono anch'io.
Perchè chiaramente _ Solo se lo sei, puoi lottare per quei diritti_  altrimenti sei un pazzo, un visionario, un masochista che non difende la "famiglia tradizionale".

Più passa il tempo, maggiore è la mia preoccupazione per questo paese devastato dal dolore che, non guarisce. Purtroppo il razzismo si annida ovunque, nel sottoproletariato ignorante (che quasi fa pena); ma anche nella borghesia sprezzante di valori e di cultura. Sembra un virus micidiale che non conosce ceto sociale, istruzione né tanto meno religione.
Cammino per le via della città e questo spettro annichilisce ogni cosa, e le persone mi fanno paura, tutte quante. Nonostante io non tema il contagio ho paura di non poter difendere tutti quelli che amo da insulti gratuiti, da svilimenti continui,

Dev'essere terribile essere razzisti, il mondo deve sembrare orribile, quando invece è Bellissimo ed io vorrei sempre saperlo visitare con mente aperta. Io viaggio per essere stupita.


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