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martedì 26 gennaio 2016

DITTATURE ANTICHE E MODERNE

La Controriforma nasce dalla necessità della Chiesa di riscattare la propria immagine dopo quella grande azione di propaganda portata avanti dai futuri “massoni”. Eppure, come calcolato, si tradusse nellacreazione di una monarchia assoluta che peggiorava la reputazione del Vaticano e del concetto generale di religione, visto che la Dottrina del Diritto Divino considerava la monarchia l’unica forma giusta di governo secondo Dio, quindi un intromissione troppo stretta del potere spirituale su quello temporale non era vista di buon grado dai massimi politici.
I tempi cominciarono a cambiare e il compimento di questo cambiamento avvenne a partire dal XVIII secolo. La cosidetta Età dei Lumi, ossia l’espansione definitiva del pensiero cabalistico nella società, fu partorita da quella potente istituzione che nacque ufficialmente nel 1717 in Inghilterra, la Libera Muratoria. Verso la metà del secolo la Massoneria, divenuta ormai estremamente forte sia nel campo politico-finanziario sia in quello sociale, divenne non solo un’istituzione ma ciò che è in realtà oggi: una Chiesa.
Essa non si basa sulla propagazione della verità, della tolleranza e della buona volontà, ma sull’inganno attraverso l’uso di quei valori sopracitati che non possiede. Intorno al 1750 infatti, le loggie massoniche cominciarono ad espandersi in tutto il mondo, a godere di un crescente numero di adepti che vennero accuratamente infiltrati all’interno delle autorità politiche e religiose.
Iniziarono quindi le strategie per sottoporre gli stati nazionali ad un controllo che chiameremo moderno. La differenza sta nel fatto che il dispotismo antico reprime la popolazione e la costringe ad accettare riforme politiche contro i suoi interessi. Inoltre in un simile governo vige la legge del più forte ed i nemici, oltre ad essere tanti, possono provenire dagli stessi confini.
Il dispotismo moderno invece si basa sulla propaganda, dunque non ha bisogno di nessun apparato di repressione politica, ma di agenzie di intelligenza. La propaganda proviene dal cervello infatti, non dai muscoli. Tale governo sottometterà i suoi cittadini in nome della libertà mantenendo comunque uno squilibrio politico ostinato, che consentisca la presenza costante di un terrore, vero o inventato che sia, che obblighi la popolazione a richiedere le proprie catene. Inoltre un governo di questo tipo non ha nemici nè all’interno dei suoi confini, nè al di fuori di essi, altrimenti non potrebbe esistere.
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Il livello di istruzione ed informazione di una dittatura antica è esclusivo o incentrato su una propaganda mal formulata. La libera opinione non esiste. In una dittatura moderna invece l’istruzione e l’informazione sono futili o basati su una propaganda ben riuscita, in quanto questo governo si basa sull’inganno. La propaganda infatti non viene percepita, altrimenti non sarebbe tale, e viene strumentalizzata nella creazione di demoni o angeli.
Vale a dire: l’organismo statale che si occupa di questo deve necessariamente demonizzare o idolatrare un’altro stato, gruppo o azione, in modo da divenire condivisibile: questo procedimento prende il nome di pubblica opinione. La pubblica opinione in seguito diventa la prima fascia informativa che è condivisa almeno dalla maggioranza della popolazione. La seconda fascia informativa è invece composta da quelle idee, sempre funzionali alla propaganda governativa, che non affermano la tesi, ma che “contrastano” il sistema richiedendone un rinnovamento paradossalmente a suo favore.
La terza fascia informativa invece è quella che, attualmente, è denominata “Complottista”. Un’altra grande quantità di idee e informazioni che vengono prese in considerazione da una piccolissima parte della società in quanto inverosimili, ridicole, bigotte, immorali, innaturali, antiprogressiste, folli. Un sistema moderno, a differenza di uno antico, non nasconde la terza fascia informativa, si preoccupa però di renderla politicamente troppo anticonformista e spiritualmente troppo fanatica ed obsoleta. In questo modo si crea un governo in cui l’illegalità religiosa, politica e sociale diventa abituale, lasciandolo scadere nel conformismo.
Per giungere ad una situazione in cui la Massoneria controllasse ogni pedina della scacchiera, comincia a fermentare la volontà del popolo di un nuova struttura che potesse eliminare l’ordine precostituito. Siamo intorno al 1750. In realtà, con l’esistenza delle democrazie moderate, i desideri popolari che vengono esauditi sono frutto del sistema hegeliano descritto nelle prime pagine, ovvero l’atto con cui il popolo richiede ai suoi (nuovi) governanti gabbie e catene.
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Come già sappiamo un processo di questo genere si ramifica in tre stadi: problema, reazione, soluzione. Il problema questa volta era la società di Antico Regime, basata sui privilegi e l’ignoranza. Così come le dittature antiche, anche i Regimi Antichi sfruttavano la repressione al fine di intimidire le masse e raggiungere il successo. I massoni sapevano di poter infuocare facilmente le popolazioni suddite. D’altronde la Massoneria nasce dalla filosofia e la dialettica ne è un suo campo. Con una fase già conclusa prima di iniziare, quella del problema (in futuro non sarà così), iniziò la prima frase della reazione, quella scritta.
Come affermò la scrittrice cospirazionista Nesta Webster ad esempio, “la Rivoluzione Francese fu fatta dagli scrittori”. L’indipendenza italiana ad esempio ebbe tra i suoi massimi ideologi grandi letterati come Alfieri, Verri, Beccaria e Foscolo, il cuore della Massoneria italiana del periodo. L’obiettivo era quello di demonizzare le dittature antiche nei tre ambiti che, dal più importante sono: religioso, politico e sociale. L’Illuminismo ed il Romanticismo furono la base della menzogna massonica con cui tutti i governi nazionali, ovvero dittature antiche e moderne, divennero semplici pedine della scacchiera, ma di un solo giocatore. La negazione di Dio e la formazione di un nuovo culto e di nuove ideologie politiche ed economiche disegnarono nuove situazioni.
In primis la religione. Essa è la più importante perchè, in un certo senso, riflette anche i cambiamenti politici e sociali. Per gli Illuministi le religioni rivelate, soprattutto il Cristianesimo, si fondano sulla sottomissione del fedele a un Dio collerico, vendicativo, nazionalista che non da origine a nient’altro che superstizione, ignoranza e paura. Si noti l’uso di questi sostantivi. Le democrazie moderate, attraverso le loro agenzie di intelligenza e gli organismi di istruzione ed informazione, sono le prime creatrici di paura (il finto nemico), di ignoranza (la falsa istruzione) e superstizione (la superstizione di credere che essa sia una forma di governo giusta).
Ovviamente l’alternativa offerta dai massoni fu lo scopo finale dell’intera congiura secolare: la credenza del Dio supremo, creatore dell’ordine naturale delle cose, una religione universale insieme ad un governo del mondo. Il drammaturgo e filosofo tedesco Gotthold Ephraim Lessing, amico, tra gli altri, di Voltaire, uno degli iscritti più famosi della Loggia delle Nove Sorelle di Francia, scrisse nella “Sulla genesi delle religioni rivelate”: “Tutte le religioni positive e rivelate sono ugualmente vere e false: vere perchè si è presentata ovunque la pari necessità di mettersi d’accordo su cose diverse per produrre uniformità e omogeneità nella religione pubblica. Sono false perchè gli elementi su cui si è accordati invece di coesistere con la componente essenziale, la indeboliscono e rimuovono”. Così funziona l’inganno massonico: Lessing nega la completa concezione di religione.
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Essa è verità ma anche falsità. Nella spiegazione sul perchè sia allo stesso tempo vera e falsa finisce però col negare, non come si potrebbe pensare dalla proposizione iniziale, ossia parzialmente, ma totalmente, la religione. Nella proposizione “Vera perchè” infatti rivela, in modo quasi ingenuo e non premeditato, la nascita artificiale dei vari culti per un fine “nobile”, ossia l’omogeneità e l’universalità, ma poco spontaneo. Si mette in moto di nuovo il sistema hegeliano. Problema: la religione è ugualmente vera e falsa; Reazione: Vera perché… Falsa perché…, quindi c’è il bisogno di uniformità e omogeneità; Soluzione: universalità della religione, invito alla razionalità ed al proprio pensiero.
Come si può vedere anche in questo scritto di Voltaire, presente nel “Trattato sulla Tolleranza” del 1763, vi è una situazione simile. Voltaire parla di Gesù, delle sue illustrazioni sul Regno di Dio e sul fatto che nella Bibbia ci siano poche traccie di intolleranza. Scrive: “Vi sono pochi passi dei Vangeli da cui lo Spirito di persecuzione abbia potuto concludere che l’intolleranza e la costrizione siano legittime”. Fa un esempio con due parabole che spiegano allegoricamente il Regno dei Cieli, ossia il re che invita i convitati alle nozze del figlio ma alcuni di loro uccidono i domestici del re.
Allora quest’ultimo fa in modo di distruggere le città di questi assassini oltre a gettare nelle tenebre un invitato sedutosi al tavolo senza veste nuziale. In realtà questa è un allegoria ben chiara che rappresenta Dio (re), l’Unico a poter muovere vendetta contro gli assassini (trasgressori della Legge) ed a gettare nell’inferno (tenebre) l’uomo senza vestito nuziale (che ha vissuto in modo dissoluto allontanandosi dalla santità) seduto per un attimo al tavolo degli invitati (Regno dei Cieli). Fa lo stesso con la parabola che racconta di un possidente che invita i suoi amici a un gran pranzo ma questi evitano di presentarsi utilizzando scuse assurde.
Alla fine il padre di famiglia invita a pranzo ciechi e storpi e obbliga i domestici ad andare nelle strade aperte a costringere la gente ad entrare. Voltaire, riferendosi alla seconda parabola, scrive: “È vero che non viene detto espressamente che questa parabola sia una figurazione del regno dei cieli. Si è anche troppo abusato di queste parole: ‘Costringilo ad entrare (lat. Compelle intrare’…”. Oltre ad essere una normale parabola sul Regno dei Cieli, ha un significato simbolico, essendo per l’appunto una parabola. Il padre di famiglia (Dio), invita gli amici (coloro che hanno conosciuto Dio ma che non hanno voluto rispettare la Legge) a pranzo (Regno dei Cieli), così manda i domestici (eletti scelti fra il Suo popolo) a costringere gente ad entrare (nel Regno dei Cieli), oltre ai ciechi e storpi (uomini con problemi terreni ma non spirituali), come dimostrazione della Sua bontà.
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Sorge una domanda: Voltaire scrive queste righe per “trattare la tolleranza”, visto che il testo è stato preso dal noto Trattato del 1763 o negare l’esistenza di Dio e la perfezione della Sua Parola sfruttando un tema che dovrebbe appartenere alla sfera cristiana, come la tolleranza? Esprimere concetti all’interno di un contesto più grande ed in modo da sembrare spontanei, logici ed imparziali, non prevenuti. Prima legge della menzogna. Altro esempio.
Uno dei filosofi massimi dell’Illuminismo, Immanuel Kant, che con la “Critica alla Ragion Pratica” e la “Critica alla Ragion Pura” elaborò una nuova forma di ragione mettendo in discussione la metafisica seicentesca, sosteneva che il fine ultimo del movimento illuminista fosse quello di elevare l’uomo dal grado di minorità a quello di maggiorità. Sul mensile “Berlinische Monatsschrift” discusse proprio di questo concetto in un breve testo intitolato “Che Cos’è L’Illuminismo”, in cui afferma che i “tutori” o “direttori spirituali”, cioè quelli uomini in ambito ecclesiastico con il compito di aiutare i “bisognosi di coscienza”, hanno in un primo tempo “istupidito le genti come fossero animali domestici ed hanno impedito che queste placide creature osassero muovere un passo fuori dal girello da bambini in cui le hanno imprigionate ed in un secondo tempo hanno descritto ad esse il pericolo che le minaccia qualora tentassero di camminare da sole”.
Anche in questo caso non limiteremo la risposta ad un semplice cambio di testimone, ovvero: “Chi è che ha istupidito ed imprigionato gli uomini?, ma potremmo dire che se rispettare il prossimo, non odiare il nemico ed imparare a porgere l’altra guancia siano insegnamenti stupidi, minori e che negano la libertà, può essere la libertà (politica e morale) ciò che lui condivideva, ovvero che non esiste altra legge del fai ciò che vuoi? La giusta definizione di libertà è infatti non oltrepassare ed invadere i diritti (politici e morali) del prossimo.
Anzi, vedremo in seguito perché i direttori spirituali, essendo nient’altro che pura emanazione della Legge di Dio, siano anche comunicatori di quello che si potrebbe considerare il più importante manifesto politico mai scritto: la Bibbia. Con i suoi insegnamenti essa spiega la giusta interazione fra uomini e come non invadere la libertà del prossimo, ossia individua perfettamente l’unica vera forma di autarchia funzionante, perchè nasce non dalla presuntuosa e vanagloriosa mente dell’uomo, ma dal perfetto piano di Dio. Ne riparleremo.
Tornando al precedente discorso, le rivolte hanno bisogno anche di una riforma politica che sostituisca la precedente. Come al solito, l’uso di frasi ambigue e motivazioni convincenti conducono il popolo alla sua stessa morte. Montesqueiu ad esempio, ne “Lo spirito delle leggi”, affermò che “la libertà è il diritto di fare tutto quello che le leggi permettono; e se un cittadino potesse fare quello che esse proibiscono, non vi sarebbe più libertà, perchè tutti gli altri avrebbero del pari questo potere […]. La libertà politica non si trova che nei governi moderati”. In questo caso vale ancora quella circostanza che potrebbe chiamarsi, utilizzando un termine cinematografico, “Matrix”.
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Per l’opinione pubblica, anche la libertà è un’idea innata, quindi definibile in tal modo perchè si presenta in natura in una determinata forma. La libertà è costituita da diritti e doveri oggettivii, ma se questi rimangono all’interno della matrice, cioè all’interno dei confini in cui è possibile muoversi, come potrebbe essere spiegata e soprattutto riprodotta, ossia liberarla dalle catene del soggettivismo e dell'”Io Sono”? In altre parole, la democrazia moderata, essendo una forma di governo diabolica e distopica, non da origine ad uno stato di libertà completo perchè potrebbero nascere dei governanti che nascondono i veri diritti semplicemente facendoli ignorare o rifiutare dal popolo.
Come diceva Sant’Agostino, “una legge ingiusta non è una legge”. È possibile conoscerne l’esistenza o la convenienza, a meno un singolo individuo non esca dalla matrice a sue spese. Quindi libertà non vuol dire fare ciò che le leggi permettono, perchè potrebbe instaurarsi un regime che non permetterebbe alcuni diritti, negando di fatto la libertà pura, quella morale, che permea anche quella apparentemente più concreta, quella politica. I veri principi di libertà si trovano nella Bibbia.
Tutte queste caratteristiche della dittatura moderna nacquero proprio durante le rivoluzioni e le guerre d’indipendenza ottocentesche. Ma esse nacquero perchè furono gradualmente infiltrate, demonizzate e distrutte le società di Antico Regime, o dittature antiche. Se infatti possiamo contare massoni importanti tra le file dei Paesi moderati, essi possono essere riconoscibili anche in quei governi che caddero in nome della sovranità popolare. E questo processo dura ancora oggi.
Nella Rivoluzione Americana troviamo molti affiliati alla Massoneria, anche perché essa nacque nella sua forma moderna in Inghilterra nel 1717, ma trova una sua discendente già durante il protettorato di Cromwell ed in seguito con la Restaurazione della monarchia. Essendo stata una colonia inglese, anche il NordAmerica poteva contare un gran numero di logge massoniche intorno al 1740, quando il governatore del Massachusetts e New Hampshire, Jonathan Belcher, aiutò in modo considerevole la nascita di molte logge nelle tredici colonie.
Belcher fu iniziato in Inghilterra nel 1707 e può essere considerato il primo massone d’America, sebbene un certo John Skene, iscritto ad una Loggia di Aberdeen, in Scozia, emigrò nel 1682 in NordAmerica dove diventò il vicegovernatore del New Jersey. Questo crescita costante di Fratelli nel Nuovo Continente portò un altro adepto fedele, Benjamin Franklin, a scrivere un articolo nel suo giornale in cui informava: “Vi sono parecchie Logge di Frammassoni erette in questa Provincia”.
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Se, quindi, contiamo massoni all’interno di quella compagine che poi diverrà una superpotenza mondiale, gli Stati Uniti d’America (Franklin, Washington, Jefferson, Adams, Jay, Hamilton, Madison, LaFayette, Robert Livingstone), non possiamo negare nemmeno il fatto che i tre capi assoluti dell’esercito britannico, William Howe, Sir Henry Clinton e Lord Cornwallis, fossero anch’essi massoni e vicini ad altri Architetti come il duca di Brunswick o agli stessi rivoluzionari americani. In un il resoconto di una “Festa di San Giovanni” celebrata dai Fratelli della Loggia n. 210 il 25 giugno 1781, mentre l’esercito britannico occupava New York, appare in modo sorprendente la felicità con cui i convitati brindarono per una improbabile (in quel periodo) sconfitta inglese:
  • “Al re e alla corporazione,
  • Alla regina… con le mogli dei massoni
  • A sir Henry Clinton e a tutti i leali massoni
  • All’ammiraglio Arbuthnot… e a tutti i massoni in difficoltà
  • Ai generali Knyphausen e Reidesel… e ai Fratelli ospiti
  • Ai lord Cornwallis e Rawdon… con l’Antica Fratellanza”.
Così anche nelle altre parti del mondo. Tra i tanti, massoni erano Condorcet, Mirabeau, Sieyes, Desmoulins, Marat, Danton, Bailly, Robespierre, Talleyrand, Doumouriez e Saint-Just, anche se membri di differenti club, come i girondini, montagnardi e foglianti. Massoni erano anche i capi delle truppe austroprussiane durante l’avanzata in Francia. Nel caos della Rivoluzione Francese emerse il 33 Napoleone Bonaparte, i cui avversari durante il suo regime furono Nelson, Wellington e sir John Moore in Gran Bretagna, Kutuzov in Russia, Blücher in Prussia, Sharnhorst e Gneisenau, i fondatori dello Stato Maggiore Generale prussiano, tutti loro iscritti alla Massoneria.
Come, del resto, lo erano anche Mazzini, che divenne il secondo “Cristo” dell’Ordine degli Illuminati, Garibaldi ed i suoi Mille, i cui non massoni si contavano su una mano, Cavour e Bixio in Italia, Ypsilanti, capo della Filiki Eteria, in Grecia, Bakunin e Puskin in Russia, Otto von Bismark e Napoleone III nelle guerra d’indipendenza tedesca, San Martin, Bolivar e Juarez in SudAmerica, ed un infinità di altri nomi di ogni epoca, provenienti da ogni Paese, dalla finanza e dal settore bancario mondiale, dalle agenzie di informazione, dai circoli dei letterati ed artisti, dalla nobiltà di sangue internazionale, da cui si contano la maggior parte, per non dire tutti, i membri governativi e non del mondo.
Forse, come è giusto che sia, per i più esigenti una lunga lista di nomi non può dimostrare che ci sia stata una cospirazione massonica. Magari hanno la necessità di una resurrezione di Washington, di Napoleone o di Garibaldi e di una ammissione in prima persona. Ma riflettendo su quali siano stati i risultati di queste guerre, allora tutto può apparire più chiaro. Quella americana non fu una guerra, dato che molte battaglie furono combattute a soli colpi di cannoni, oltre ad alcune ritirate delle truppe inglesi quando l’esercito americano era in difficoltà.
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Inoltre le Costituzioni adottate non solo per la guerra d’indipendenza statunitense, ma anche per quelle europee e sudamericane, riflettevano completamente il pensiero illuminista: dalla ricerca della felicità, alla libertà, fino all’uguaglianza e libero culto, tutti valori ambigui, degni di una dittatura moderna e soprattutto presagio di un ateismo più globalizzato e diretto in questo modo sul pubblico. D’altronde, come si può vedere, il meccanismo hegeliano è sempre rintracciabile: i privilegi clericali e dei governi antichi descritti dai letterati o comunque dagli “uomini d’arte”, divengono la prima reazione al problema, che si conclude con una reazione fisica ed infine con la soluzione, che non soddisfa in alcun caso la moltitudine ma favorisce sempre una ristretta oligarchia che prese il potere degli Stati nazionali.
Poi tali oligarchi possono essere illuministi o meno, possono vivere in una presunta maggiorità o meno, ma governano comunque in maniera dittatoriale, negando l’autarchia di Dio e proponendo la sua degenerazione, il Comunismo. Come detto prima la differenza si nota solo nella tipologia di dittatura, moderna o antica. Per poter instaurare il Nuovo Ordine Mondiale infatti serve un finto nemico di cui assumerne il controllo, farne aumentare la potenza e pericolosità (problema), muovere guerra contro di esso (reazione) e vincerlo (soluzione), visto che la scacchiera non ha due partecipanti diversi, ma due mani della stessa persona. Come si può vedere infatti, ogni rinnovamento si ha quando una dittatura antica viene creata ed eliminata. Infatti:
  • -Francia, Spagna, Inghilterra e colonie: Controllare
  • -Russia, Austria, Prussia, Impero Ottomano: Controllare
  • -Italia, Giappone, Germania: Controllare
  • -URSS: Controllare
  • -Medio Oriente: In corso.

Marco Sazio

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