BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

domenica 31 gennaio 2016

Che fine ha fatto il reddito di cittadinanza?

Mentre arriva un nuovo piano, insufficiente ma concreto, per la povertà del governo. Ci chiediamo, che fine ha fatto nel frattempo la proposta di legge cavallo di battaglia del Movimento cinque stelle sul reddito di cittadinanza e per l'introduzione del salario minimo orario?



Il testo, primo punto del programma elettorale del Movimento, depositato il 29 ottobre 2013 e sottoscritto da tutto il gruppo cinquestelle di Palazzo Madama è stato assegnato alla commissione Lavoro del Senato il 23 giugno 2015. E il 7 gennaio 2015 è iniziato il suo percorso ed è stato deciso il relatore: la senatrice Annamaria Parente del Pd.

E' stato poi formato un comitato ristretto. Si tratta di una procedura per tentare di arrivare a un'intesa per far procedere il provvedimento. L'ultima riunione del comitato ristretto si è tenuta il 28 gennaio scorso.

“ istituisce il reddito di cittadinanza finalizzato a contrastare la povertà, la disuguaglianza e l'esclusione sociale, a garantire il diritto al lavoro, la libera scelta del lavoro, nonché a favorire il diritto all'informazione, all'istruzione, alla formazione, alla cultura attraverso politiche finalizzate al sostegno economico e all'inserimento sociale di tutti i soggetti in pericolo di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro”.

Come tutte le altre locuste in parlamento, anche il m5s si omologa alla consuetudine losca disattendendo le lotte e la fiducia dei loro elettori. troppe scie chimiche??

1 commenti:

  1. IL reddito di cittadinanza è degno di un paese civile. Il M5S ha l'immaginazione di vedere l'Italia più civile, ma la lungimiranza non basta. Se ancora è a niente, non è colpa del movimento. Per ora, la politica sderena anche i più forti. La contrattazione è dissimulata dalle riforme sanitarie che causano angoscia; il problema immigrazione è devoluto al caso internazionale dai toni intonati ai sortilegi; si dileggia l'opportunità di abolizione del finanziamento pubblico dei partiti perché Renzi ha divelto da suo programma ogni infatuazione d onestà sull'abbrivio del narcisismo personale in corso; il rimborso risolutivo della BAD BANK è divenuto il tema più dibattuto nei mass media tanto che lo scientismo e il tecnicismo hanno sotterrato il conflitto d'interesse, pazzamente dichiarato "inesistente"; l'ISIS è neicolpi di coda previsti dagli accordi con l'Iran e le statue coperte fanno discutere di questioni che fanno completamente dimenticare le precedenti aspettative popolari le quali, da motivo di democrazia reale, stanno vestendosi da argomentazioni sovversive; la diatriba tra la civiltà e la familiarità non ha bisogno di essere presentata come la metafora di una laurea honoris causa dell'Italia che funziona.
    Ebbene, io sono per la libertà della marijuana, sono per l'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, sono per il reddito i cittadinanza, sono soprattutto per il buon senso e per la politica populista, perché fare politica è essere popolare e non garantirsi la gestione economica del rischio zero. In altre parole, qualsiasi cosa succeda, dice il politico italiano, io sono indenne.

    RispondiElimina