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giovedì 3 dicembre 2015

Verso l'oppressione e la schiavitù

FREE-ITALIA è seriamente allarmata nel vedere che in europa, dopo gli attentati a Parigi, spira un fortissimo vento di “stato di eccezione”, di regime giustizialista varando il suo “patriot act“ Dove detenzioni e limitazioni di libertà vengono decise dai poteri militari senza controllo giurisdizionale. L’Italia, con la recentissima proposta del ministro Orlando, fa la sua parte incostituzionale.Viene varato un regime di drastici limiti a libertà e diritti.




I popoli europei diventano così una massa di sospettati criminali. Dalla storia abbiamo imparato che: i “regimi d’eccezione”, che dovrebbero durare pochi mesi, diventano ordinario diritto emergenziale.

Già anche prima dei fatti di Parigi una prassi inquietante si faceva strada in Europa: la strada della sanzione amministrativa parallela allo strumento penale. Una strada tesa, con ipocrisia, a criminalizzare i non allineati con il potere.

In Spagna è stata varata la “ley mordaza” (la legge “mordacchia”); la potestà sanzionatoria è affidata al Ministero dell’ Interno e commina sanzioni di molte migliaia di euro, anche solo per picchetti antisciopero,antisfratto,ecc..

Alfano va nella stessa direzione: sistematizza il reato mussoliniano di “devastazione e saccheggio” E, oltre all’arresto differito per reati commessi durante manifestazioni,propone l’introduzione del DASPO per i soggetti ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico.

In Italia viene già applicato il “confino politico”, una misura particolarmente odiosa ereditato dAl codice fascista Rocco.

La nozione di “sicurezza” agitata dai governi sta soppiantando la nozione stessa di democrazia. Lo “stato di eccezione” trasforma lo stato sociale in “stato penale globale”. Cresce un apparente paradosso: più liberismo padronale in economia, più controllo securitario sulla società (quello che chiamiamo,non a caso, ordoliberismo).

Pensiamo alla Val Susa, proclamata, di fatto, zona in stato di guerra, in cui viene applicata la legge marziale. Vi è una deriva, cioè, del potere moderno verso la biopolitica (uno Stato che si occupa della vita dei sudditi solo al fine di produrre corpi docili ed ordinati, adatti al mercato del lavoro precarizzato e schiavistico. Stiamo arrivando allo “stato del controllo”.

Pensiamo ai CIE, alle galere etniche, alla segregazione statale contro la società meticcia. Una grande battaglia unitaria con i migranti,per noi.

Se permetteremo, senza lottare, che il pugno di ferro dello Stato stronca il conflitto generato dalla diffusione dell’incertezza sociale, che esistano galere etniche che chiudono i migranti, contribuiremo a costruire anche l’ingabbiamento del nostro antagonismo sfociando alla guerra tra poveri e oppressi dal poteew.

Oggi più che mai, con la terza guerra mondiale in gestazione, vi è una simbiosi tra scenari di guerra e immaginario della sicurezza. Il conflitto sociale viene ridotto a mera questione di ordine pubblico. Lo stesso diritto penale subisce una torsione: da sistema giuridico basato sulla responsabilità personale a sistema fondato prevalentemente sulla “ragion di stato”.

E’, certo, solo un appoggio unitario alle lotte, al diritto al dissento e resistenza, (di cui rivendichiamo il valore costituzionale ) ma serve e servirà Anche in Italia dovremmo riaprire il dibattito. Perchè lotte sociali e lotta democratiche saranno sempre più indissolubilmente legate.

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