BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

giovedì 31 dicembre 2015

On the Road

"Lasciatemi divertire" lo diceva Palazzeschi, alle soglie di un nuovo secolo, in un era di cambiamenti, di velocità, di innovazione, di macchine e di grattacieli, voleva solo divertirsi, e desiderava che lo lasciassimo tutti in pace.
Alle soglie del 2016, sono moltissime le persone che, si rivedono in questa semplice e tagliente affermazione, ed oggi, che mancano poche ore al nuovo anno, credo si faccia sempre più vivace l'idea di sogni nel cassetto, di buoni propositi, di lasciarsi andare.
"Padre nostro che sei nei cieli, Restaci, E noi resteremo sulla terra Che qualche volte è così attraente" mi viene da dire, se ancora una volta sento gente che, mi dici che il Signore mi assiste e che, le cose che desidero arriveranno. 
Ma raramente rispondo così male ai conoscenti.
 Per tanto mi accontento di rispondere che, mi sento lontana da Prevert, ma in procinto di traslocare intono volentieri "a Zacinto" del Foscolo, dandogli un tono più drammatico possibile, se bene, nel mio caso non si tratti di un esilio.
Sarebbe troppo lungo spiegare quanti capodanno ho passato sui libri, a leggere, da sola con me stessa, di quanti altri passati con gli amici, siano finiti sul balcone di una casa, cercando silenzio; fra le mani una sigaretta e nella testa solo tanti pensieri. Li vedevo festeggiare e mi dicevo che, erano carini, simpatici, leggermente goffi, privi di quel mal di vivere che serve sempre durante le feste.
Io non mi sono mai sforzata di essere felice.
Non so bene il motivo, ma ogni volta che vedo gente carica per un evento, mi tornano alla mente decine e decine di fatti di cronaca. Ripenso alla mamma che ha ucciso il papà che la tradiva, ripenso alla ragazza che ha abbandonato il concerto dei Metallica e che poi è stata ritrovata morta: un caso senza colpevoli, ripenso a quella bella famiglia dove il figlio per ereditare tutto il patrimonio ha inscenato una rapina in casa, facendo uccidere tutta la sua famiglia.
Allora non mi posso permettere di giocare alla festa, non è da me; torno sui libri, torno sui fatti di cronaca, torno sulle guerre, torno a tante piccole cose, che alla fine diventano una muraglia cinese.
Insomma "il silenzio fiorisce" di pensieri "muovendo il pesante vascello dell'anima, e il vento, cane docile, lambisce i giunchi appena incurvati" questo penso, e vorrei lasciare la festa, fosse solo quella degli altri per andarmene in Russia e cercare questa meraviglia, ma Blok è andato via, portandosi dietro questo segreto.
Mi sembra di aprire le imposte per far uscire i miei malsani pensieri e di vedermi appollaiato nella stanza un nero corvo, che mi scruta l'animo, fino a farmi vedere l'abisso, che mi porto dentro, allora forse non è mai stato il vino a farmi finire a terra, ma quelle mie congetture, quelle mie idee, e l'anima pesante non si solleva mai... se non per essere asservita ad impegni di lavoro.

Ci sono ancora le luci, i negozi non vogliono rinunciare al consumismo, le bancarelle si moltiplicano e camminandoci nelle ore della sera, tutto sembra imbrattarsi di nostalgia, come una tela di Monet, e mi fermerei volentieri, questi colori, di giorno suprematisti, avrebbero la meglio su di me, se non fossi quel tipo di persona, che deve vedere altro. La linea, la definizione, la plasticità mi servono: io ascolto Beethoven, non Mozart!

Cammino tanto e senza rendermene conto, sono ancora una volta, sotto il portone di casa, mi guardo intorno, senza darlo a vedere, penso che mi mancherà, questo paesaggio triste e familiare, penso che serviranno anni, per amare un posto come si è imparato ad amarne un'altro. 
Fuori ci sono poche persone, sono tutte quante affaccendate per questa sera: chi prepara portate per gli amici, chi deve solo scegliere il vestito giusto; tutti hanno qualcosa da fare.
Anche io, certo, io lavoro, nulla di nuovo, e non penso ad altro se non alle cose da sistemare e mi metterò a letto come ogni altra sera, non credo che le cose possano cambiare così, solo per un augurio, solo perchè incaselliamo il tempo dentro degli anni.

"Il rasoio fa male, il fiume è troppo basso, l'acido è bestiale, la droga dà il collasso, la corda si spezza, la pistola è proibita, il gas puzza, allora viva la vita" lo diceva Silvia Plath, anche lei non c'è più, ha deciso che il gas non aveva un forte odore, ma se ripenso alle sue poesie, per adesso ho ancora voglia di leggerle, e non perchè sia un nuovo anno, ma perchè questo è il mio viaggio.








da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-anonime/poesia-12279>

0 commenti:

Posta un commento