BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

mercoledì 16 dicembre 2015

Non distrarti mai!

Siamo ancora capaci di controllare le nostre convinzioni, siamo liberi abbastanza da non cadere in trappola?
Adesso non lo so più. Il dubbio mi è sorto quando ho constatato che la rete recepisce molto di più le emozioni espresse, quelle che risvegliano la vitalità che c’è nel nostro corpo ma la mente non reagisce di pari passo e a fronte di un’emozione intensa tende ad escludersi. Possibile?


Me lo chiedo quando assisto alle intemperanze di scioperanti accecati dall’emozione del gruppo, quando il marito ingelosito spara alla moglie ed ai figli, quando si urla presi dal delirio di una manifestazione, quando si ripetono slogan contraddittori solo per affermare il proprio protagonismo, quando si piange davanti ad una foto e si perde l’origine del problema, quando attacchi qualcuno perché sfoghi le frustrazioni che ti ha provocato qualcun altro, quando si viene trascinati dai modi di una comunicazione che ti prende il corpo mentre allontana la riflessione. Fino a che punto si riesce a mantenere vigile la consapevolezza che ciascuno ha di sé stesso e di controllare il rapporto che ha in quel momento con l’esterno?


Fino a che punto siamo lucidi nel capire quando stiamo perdendo la coscienza, mentre gridiamo inneggiando alla nostra libertà di pensiero? Se la mente si esclude, come siamo capaci di controllarci? Coscienza, un nostro potere, un valore teorico o una condizione progettuale?


Non è una domanda artificiosa perché se il livello del sistema nervoso ed emotivo genera comportamenti privi di consapevolezza, che non riescono ad essere analizzati razionalmente dal soggetto, allora il pensiero libero può essere condizionato dalle emozioni e spinto ad azioni incontrollate.

Essere distratti, farci distrarre, riuscire a distrarre sono dunque rischi di enorme portata e l’impulso nervoso ne è uno dei fili portanti.

Lo sa bene la rete della comunicazione quando intende condurci, controllando la nostra mente e basta farci emozionare, spingere rabbia o indignazione, ed i pensieri perdono la freddezza e la lucidità. Si entra in quell’inconscio che non distingue ciò che è bene da ciò che non lo è. Siamo pilotati senza freni ad una temperatura che fa arrossare il viso ed annebbia la mente.


D’altronde è un modo di dire abbastanza vero quando si sostiene di avere mantenuto “sangue freddo” in situazioni rischiose e per questo di essersi salvati.


Ma credo che mantenere sangue freddo e mente lucida sia una condizione che può realizzarsi solo se siamo capaci, se abbiamo misure ed esperienza, in una parola, possediamo una buona dose di cultura che funzioni da freno dell’irrazionale. Non significa abolire dubbi e interrogativi, anzi porsene tanto da ricercare i significati superando quanto è possibile le insicurezze perché queste non siano terreni fertili di quanti vogliano condizionarci ma humus che potenzi le nostre riflessioni inducendo alla ragionevolezza. E’ la ragionevolezza che media la paura che genera l’aggressività come è la cultura che media i conflitti e le contraddizioni.

Il nostro rischio attuale è perdere il senso della realtà indebolendone le relazioni, farci disperdere in direzioni limitate che sembrano orizzonti, credere di esserne al centro mentre si è solo strumento, credere di pilotare quando si è pilotati.


E’ la strategia di certe comunicazioni, oggi più che mai, che approfittano di ignoranza e deliri per affermare altro che non è equilibrio nè consapevolezza, per indurre su strade che la coscienza, sia che si interpreti quale conoscenza che come morale, non consentirebbe di percorrere.



Noi siamo dentro il vortice del rischio.

0 commenti:

Posta un commento