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venerdì 18 dicembre 2015

L'importanza della cannabis legale

Sono circa 4 milioni gli italiani che consumano cannabis secondo i dati del Dipartimento delle politiche antidroga.  Non pochi.   In sostanza gli italiani fanno largo uso di marijuana e come sempre riemerge prepotente il solito interrogativo: non sarebbe meglio legalizzare onde evitare rischi per la salute e sottrarre il business alle criminalità organizzate?



La proposta di legge in Parlamento:

Alla Camera è al vaglio l’esame della proposta di legge per la legalizzazione delle droghe leggere; si tratta nello specifico del disegno di legge numero 3328 riguardante la depenalizzazione di coltivazione e commercio della cannabis "Norme per la legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati": questo il nome della proposta di legge firmata da parlamentari appartenenti a diversi schieramenti e riuniti nell' intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis.
La legge ad oggi in vigore sul tema è il decreto legge numero 36 del 20 marzo 2014 che è andata a integrare la nota legge Fini-Giovanardi dichiarata incostituzionale nel febbraio del 2014.+


La questione cannabis medica:
Altra questione è quella relativa alla cannabis per uso medico e terapeutico. Un tema molto delicato trattato diverse volte dalle pagine di FREE-ITALIA.
In Italia la cura con farmaci a base di cannabis è stata introdotta per legge nel 2006 con un provvedimento che andava a riconoscere le proprietà terapeutiche del THC (tetraidrocannabinolo), uno dei principi attivi della cannabis. Con il decreto ministeriale n.98 del 28 aprile 2007 dell’allora ministro della Salute Livia Turco si andò a inserire questa sostanza nelle tabelle del ministro della Sanità tra le altre sostanze che possono essere utilizzate per fini terapeutici.
Come sempre in campo sanitario, fu data facoltà alle singole regioni di legiferare sul tema e di organizzare la distribuzione del farmaco a base di cannabis. Solo che in mancanza di una legge di respiro nazionale il meccanismo risulta farraginoso: per ottenere il farmaco (il Bedrocan) occorre importarlo dall'estero (soprattutto dall'Olanda) con tempistiche lunghe e costi spropositati.
Chi deve assumere il farmaco per esigenze di salute rischia di trovarsi in seria difficoltà. Ecco allora che nel settembre 2014 era i ministri della Salute e della Difesa avevano firmato un accordo in base al quale veniva dato il via libera alla cosiddetta marijuana di Stato: ovvero, si dava il là a coltivazione e lavorazione delle piante per produrre la sostanza utile per finalità terapeutiche.
La coltivazione e produzione erano tuttavia appannaggio esclusivo dello Stato italiano, e potevano quindi avvenire esclusivamente presso lo stabilimento chimico militare di Firenze ad opera dell'esercito all'interno di un progetto pilota. I soggetti privati sono quindi esclusi dalla possibilità di coltivare in autonomia piante di cannabis anche se per uso medico.


L'importanza della legalizzazione:

FREE-ITALIA si dichiara a favore della legalizzazione della cannabis, facendo riferimento qui all'utilizzo ricreativo. Partendo dai dati soprastanti, in Italia sono 4 milioni circa i fumatori. Quasi il 10% della popolazione.
Il primo aspetto positivo sarebbe quello di salvaguardare la salute controllando ciò che gli italiani fumano ed essere cetrti di non assumere una sostanza modificata con additivi chimici. In secondo luogo sui andrebbe a sottrarre un business di tutto rilievo alla criminalità organizzata con un giro di affari di 10 miliardi circa di euro annui.
Ultimo aspetto, quello economico: legalizzare la marijuana diventerebbe una importante fonte di introiti per lo Stato. Secondo una stima che ha a che fare con la proposta di legge presentata in Parlamento, si può parlare di un giro di affari tra i 6 e gli 8 miliardi di euro annui derivati soltanto dalle tasse. E tutto ciò senza considerare il risparmio sui costi fiscali indirette del proibizionismo, fra cui il maggiore costo degli agenti, spese processuali e il sovraffollamento delle carceri ( nel solo 2014, su un totale di 54mila detenuti circa 18 mila erano in carcere per spaccio e la metà di questi lo era per episodi legati alla cannabis). Le risorse utilizzate da polizia e magistratura per applicare la normativa proibizionista, inoltre, vengono sottratte al controllo e alla persecuzione di altre attività criminali, le quali, di conseguenza, sono contrastate meno efficacemente, con evidenti costi sociali, economici e fiscali.
Sul modo migliore di regolare il mercato della cannabis si può discutere. Ma la loro implementazione è comunque un traguardo di libertà che è importante perseguire.

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