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lunedì 7 dicembre 2015

La lezione francese: Il socialismo europeo non esiste più

Era annunciatissima la vittoria del Front National a questa tornata elettorale regionale francese. Molta “sinistra” si straccia le vesti, accorgendosi soltanto nel momento delle urne dei processi in atto, e proponendo per giunta analisi e soluzioni sbagliate. L’arrivo del FN nel novero dei partiti rappresentati nei consigli regionali (e prossimamente in parlamento) era scontato. Certo, le svolte politiche hanno bisogno anche di eventi che catalizzino l’attenzione per essere comprese: dagli attentati del 13 novembre diverse cose sono cambiate, diversi fenomeni latenti sono esplosi sonoramente.


In particolare da quella data, e dalla successiva introduzione dell’état d’urgence, non c’è bisogno di avere un governo frontista per vedere attuato il divieto di manifestare, o perché le perquisizioni arbitrarie (centinaia ogni giorno, in particolare dei luoghi di culto o di ritrovo delle comunità musulmane) diventino la norma, o perché l’uso della forza pubblica sia ogni giorno più intimidatorio, o perché le università siano chiuse in via precauzionale, o perché il capo di stato parli in parlamento del binazionalismo come di un problema da normare costituzionalmente.

Non mi sono mai sentito un benaltrista, ma bisogna essere ben ciechi per spaventarsi solo adesso, e magari chiamare al voto “socialista” come “male minore”. È il partito socialista che mette sbirri in borghese di fronte alle case di attivisti conosciuti anche se non hanno alcuna procedura legale in corso, è il partito socialista che permette a 10000 poliziotti di invadere Parigi, è il partito socialista che dà mandato per arrestare 300 persone e manganellarne arbitrariamente molte altre il 29 novembre, salvo poi rilasciare quasi tutti dopo due giorni perché il punto è colpire e spaventare. In quei due giorni di fermo ogni procedura legale è saltata nelle carceri francesi, e chi non è stato rilasciato deve subire processi con accuse pesantissime o subire il rimpatrio forzato se straniero.

E ancora la lista potrebbe continuare: è il partito socialista, che chiama l’Islam a giustificarsi degli attentati, perché un musulmano vale l’altro, è il partito socialista che ormai limita apertamente la libertà di stampa isolando e malmenando i giornalisti durante le manifestazioni.

Di cosa avete bisogno, ancora, per rimboccarvi le maniche e ricostruire qui ed ora un discorso contro la guerra, contro il razzismo e contro il fascismo? Cosa aspettate ad indignarvi e agire?Avete davvero bisogno che ci siano Berlusconi, Salvini, Sarkozy o Marine Le Pen a fare quello che Hollande e Valls (e Renzi) stanno già facendo?

Il socialismo non è stato sconfitto, semplicemente il socialismo (francese ed europeo) non esiste più da tempo. Sicuramente non si possono chiamare socialisti il PS francese, il PD italiano e la SPD tedesca, che hanno pensato ed agito (assieme all’alleata Merkel) il ricatto e lo strangolamento alla Grecia, e lo spietato sistema di frontiere contro la libertà di movimento.

EIn un contesto in cui il FN è definitivamente un partito come gli altri ed i principali tre schieramenti non hanno differenze discorsive di rilievo (e neppure il quarto a dirla tutta, il Front de Gauche che ha votato per il prolungamento dell’état d’urgence), l’elettorato farà la cosa più logica: deciderà caso per caso. Ed è evidente che Hollande ha dimostrato di saper gestire benissimo le crisi dentro questa cornice politico-ideologica: sapeva che avrebbe consegnato al FN alcuni consensi in più nel breve periodo, ma sa anche di essersi posto come uomo forte capace di implementare velocemente ed efficientemente la Francia-da-guerra (verso l’esterno e verso l’interno).

La verità è che il FN di Marine Le Pen viene votato dalla povera gente. Da quella che la mattina si alza incazzata nera perché non sa dove sbattere la testa, che cammina verso un posto di lavoro con l’affanno, che la notte non dorme perché non vede un futuro per i propri figli o torna stanca morta dopo un turno massacrante in fabbrica che gli permette se va bene di mettere un pasto a tavola. Il Front National vince perché ha fallito la sinistra, come di tutta l'Europa. Vince nelle periferie dove la sinistra ha lasciato che la gente venisse parcheggiata, senza che vi fossero servizi sociali adeguati, trasporti pubblici, scuole, biblioteche, cinema, la possibilità di emanciparsi. Dove hanno letteralmente separato le persone: da una parte quelle che vivono in centro, con tutte le sue positive e vive peculiarità, dall’altra quelle relegate nelle periferie dei centri commerciali, della disoccupazione, della mancanza di opportunità. Infatti, a Parigi, cioè nel luogo degli attentati dell’Isis, il FN prende pochi voti in relazione al resto della Francia. A dimostrazione che non basta il terrorismo a spiegare il voto per l’estrema destra: sono la povertà e il fallimento delle politiche di questi anni, di destra e di sinistra, a spiegarlo. È l'aver reso disperate e disilluse le persone. Che preferiscono, purtroppo, votare chi identifica, strumentalmente, un facile nemico (i migranti, i rom) e promette di rovesciare il sistema, piuttosto che dare il voto a chi ritengono responsabile della loro condizione.

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