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mercoledì 23 dicembre 2015

di marcello scurria: IL PIU GRANDE MERITO DI DIO E' L'INVENZIONE DELLA BELLEZZA.

Gaia, ovvero la nostra Terra, o Gea come la chiamarono gli antichi greci, sarà contenta delle iniziative internazionali dove si discute di ecologia e di come prenderesene cura? Già, perché il mondo è vivo tanto quanto lo è la vita  nella sua maniera di esserlo, viva.

L'allerta meteo ha costretto anche i più ostinati inquinatori (solo l'India e la Cina? Milano è da giorni sotto una coltre grigia di polveri sottili che il vento trasporterà ovunque e i PFC sono immessi e dispersi nell'atmosfera dalle aziende Outdoor che dissimulano la responsabilità d'essere grandi inquinatori sparendo incolumi e incolpevoli dietro l'univoco allarme contro l'uso dell'energia fossile) a prendere parte all'ultimo convegno di Parigi (Dicembre 2015) dove l'allerta meteo è posto in relazione all'aumento della temperatura e gli effetti nocivi che secondano dalle simulazioni dei modelli computerizzati. Oggi, il livello aleatorio delle previsioni atmosferiche ha percentuali d'errore decisamente basse e con molta soddisfazione dei matematici statistici la comunità internazionale è riconoscente alla scienza che indirettamente influenza le attività commerciali correlate al buono o al cattivo tempo.  I trasporti marittimi o quelli aerei, per esempio, possono fidare in flussi di denaro ininterrotti o in convenienti interruzioni.
Tuttavia, è il vento che non può fermarsi con le mani e i terremoti o gli tsunami restano i piu distruttivi perché malgrado l'opera di manitoraggio questi eventi catastrofici agiscono su aree talmente vaste che gli effetti non sono subito misurabili  e le azioni di contrasto potrebbero risultare inadeguate. Le evacuazioni di intere cittadine o di chilometri di coste abbisognano di quella tempestività necessaria a prendere letteralmente le distanze dall'evento naturale. Una prevenzione e protezione che dovrebbe estendersi anche a tutti gli animali, non solo ai domestici che tanto ci inteneriscono e fanno eroiche le azioni dei soccorritori. Infatti, se il mondo è vivo, è lecito allargare le nostre vedute e chiederci cosa può fare la Terra e il suo creato a rischio per l'enormità di eccessi antropici iniziati continuati e inarrestati contro la natura? Pare che non accada niente perché le componenti di disturbo non hanno i tempi biologici - cioè i tempi della vita: la crescita di una piantina dal seme al frutto è il tempo biologico, o delle leggi di natura - cioè: la bassa e l'alta marea risolvono in quanto soggetti all'attrazione lunare -  bensì, si tratti di sconvolgimenti causati da  abitudini arrivistiche, economicamente numerabili dalla nostra conoscenza matematica o fisica applicate all 'economia che si ferma al nichilismo rendicontato sul dominio antropico del pianeta Terra. Ma per capire ciò che irresponsabilmente viene obiettivamente sottratto all'informazione istituzionale, è sufficiente cambiare prospettiva e fare uno sforzo d'immaginazione. In altre parole, cosa accadrebbe se la Terra ignorata come superorganismo capace di regolare la vita in tutte le sue figurazioni, cominciasse a reagire in termini circoscritti alla violenza dell'uomo sulla natura? Se domani scoprissimo che esiste una intelligenza oltre l'uomo capace di colpire il bulldozzer che devasta l'amazzonia, che affonda la nave baleniera in rotta verso il branco di mammiferi, che scuote la terra prima che la centrale nucleare attivi i suoi reattori, che ordini agli sciami di zanzare dell'artico canadese di dissanguare i cacciatori di cuccioli di foche, se il vento girasse immediatamente la sua direzione giustiziando i piromani, allora la concezione di dominio che l'uomo ha sulla natura cercherebbe immediatamente misure di compromesso perché di fronte e simili scontri la Terra non può perdere e la paura degli uomini di morire supererebbe ampiamente l'esigenza di prevedere in ragione della sua incolumità. Mi pare così chiaro da  immaginarmi le vostre facce sorprese da questo incipit. Infatti, a questa volontà manca soltanto la longa manus. Dunque, per quanto improbabile, è ciò che effettavente accade. Il fatto, è che accade molto lentamente, di guisa che la grande imputata è la temperatura che da circa un cinquantennio è monitorata fino al centigrado (non sono soltanto i termometri a svelare agli scienziati le variazioni di temperatura), offrendo al mondo politico di intervenire con lungimiranza  su un dato planetario che, per quanto emblematico è soltanto uno, ovvero grande quanto un potere trascendente che gestisce migliaia di ineluttabili ripercussioni. Da qui è facile capire come gli scienziati sono concentrati sull' effetto domino che si estende partendo, per esempio, dallo scioglimento dei ghiacciai. Ma, scientificamente parlando, ciò che certamente accadrà presentato come una rivelazione del genio umano, invero è una novità paragonabile all'ovvietà del teorema di Pitagora.  La dimostrazione è conosciuta con il nome di retroazione o positiva o negativa, e c'è chi lo sa. Paradossalmente quella buona è la "negativa" e permettemi la ripetizione, c'è chi lo sa.
Ma di questo eccentrico ipotizzare si perde il significato se non ammettiamo che il libero arbitrio del genere umano è nel decidere se distruggere o non distruggere il pianeta, al posto di insistere se rispettare o disobbedire i dieci comandamenti che hanno avuto la funzione machiavellica di ottundere le menti sensibili alla bellezza, alla giustizia e al pensiero del cuore. Per il rispetto dei comandamenti basta avere la proverbiale diligenza del padre di famiglia e l'istruzione necessaria per spiegare in termini prosaici la trama divulgata come opera divina. Insomma, per scolpire una tavola basta uno scalpello, ma per fare nascere un pulcino dall'uovo ci vuole Dio, ovvero il pensiero che pensa la bellezza e che ci permette di vedere e sentire Dio che è un aggettivo, un predicato della vita (che è un processo sempre in itinere, tale che il perfetto è sempre perfettibile).
Potremo rallentare il riscaldamento della Terra e dimezzare, più o meno, gli effetti simulati dello scioglimento dei ghiacciai o dei ghiacci contenuti sulla terraferma groenlandese (qualcosa come diecimila miliardi di tonnellate e svariati milioni di chili di ghiaccio), tuttavia se non restituiamo il Pianeta alla sua unica ed esclusiva attitudine di fare vita contemporaneamente ad una miriade di derivate che fanno anima  dando vita alla bellezza, all'armonia di ogni parte con il tutto, se l'uomo non aprirà la mente per comprendere che tutto è in relazione con ogni parte visibile o invisibile, proprio nel senso di concepire la finità dell'infinito nell'immanenza (che è) viva, non c'è scienza che potrà impedire alla Terra di scrollarsi di dosso il peso infame di una umanità altrettanto infamante (per la vita) con un piede nella fossa universale e comune scavata dalla (sua) ipocrisia.

Grazie per l'attenzione Dicembre 2015
Marcello Scurria

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