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martedì 1 dicembre 2015

FREE-ITALIA URLA IL SUO NO AL CAPITALISMO

La crisi greca ha messo in luce tutte le difficoltà, ma anche la necessità di affermare un alternativa al capitalismo, attraverso forme di contropotere democratico e di controllo su politica, economia, finanza e di un fronte anti-austerità in tutta Europa.
L’Unione Europea non è l’Europa che abbiamo sognato e voluto, cioè quella dei diritti, della giustizia sociale, ma è l’Europa del grande capitale, è l’Europa fortezza contro gli immigrati. L’Ue si dimostra irriformabile; per sconfiggere le politiche dell’austerità, il giogo del debito, occorre avere il coraggio di operare delle rotture profonde con gli assetti sociali ed economici su scala europea.


Bisogna sradicare il neoliberismo e costruire una prospettiva strategica alternativa al capitalismo. La battuta d’arresto subìta dalle forze di sinistra in Grecia costituisce una sconfitta per tutte le classi lavoratrici in Europa e coinvolge tutte le forze anticapitaliste.
Nuovi possibili uragani di crisi si profilano in Europa e nel quadro internazionale. Le migrazioni e l’esodo di massa di milioni di persone sono il frutto concreto delle guerre di depredazione da parte dei grandi paesi capitalistici in Africa, Asia, Medio Oriente. Per questo siamo convinti che serve un nuovo internazionalismo unisce ciò che il capitale divide.

Dopo la Grecia, l’Italia è il laboratorio avanzato delle politiche dei potenti. A Renzi è stato assegnato il compito di condurre fino in fondo un processo di demolire tutte le conquiste economiche e sociali del Novecento e svuotare di contenuto la democrazia parlamentare, stravolgendo la Costituzione nata dalla Resistenza.

Per questo pensiamo che il compito principale sia oggi quello di costruire le resistenze e le lotte conteo governo l’austerità. Riteniamo necessario mobilitare la società civile nelle sue diverse articolazioni, partendo dal mondo dei precari, dei disoccupati, dei studenti e dei giovani, e riconquistare dignità, diritti, istruzione, lavoro e futuro. Più che mai è necessario essere uniti e avere una totale autonomia e contrapposizione al PD.

I vertici dei sindacati hanno inoculato tra i lavoratori tutti i luoghi comuni dell’ ideologia liberista “temperata”. Le realtà interne alle confederazioni e il sindacalismo devono tornare a tutelare il lavoro e trovare la strada dell’unità d’azione per una pratica intersindacale a partire dai luoghi di lavoro nella prospettiva dell’autorganizzazione di nuove forme consiliari.

Combattiamo ogni forma di razzismo ogni manifestazione  di populismo, di fascismo., omofobia e xenofobia. L’unico modo per rispondere al clima di paura è quello di costruire un dialogo attivo e solidale tra italiani e stranieri per il diritto alla casa, al lavoro, al cibo, all’istruzione ed alla sanità, ad un ambiente sano, alla cittadinanza piena; all’accoglienza e al diritto di asilo politico riconosciuto a tutti coloro che fuggono da guerre, persecuzioni, miseria, disastri ambientali.

Assistiamo all’abbandono del percorso emancipatorio delle donne attraverso l’imposizione del ritorno alla “famiglia”. Si afferma subdolamente una sorta di “welfare materno”: a fronte di questa regressione si affermano, da una parte, un familismo conservatore attraverso l’enfatizzazione della ‘comunità’ in cui restano invisibili i rapporti di potere tra generi e generazioni, dall’altra parte un’assunzione della “femminilità” in una visione paternalistica di cooptazione della soggettività femminile.

E’ necessario unire le lotte in difesa dell’ambiente perchè Liberarsi dei combustibili fossili non significa solo sostituire una tecnologia con un’altra, petrolio, metano e carbone con fonti rinnovabili; ma che per farlo occorre riprogrammare “dal basso”, e in modo democratico, cioè partecipato, tutta l’organizzazione sociale.

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