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martedì 17 novembre 2015

POVERI SERIAL KILLER


Li conosciamo tutti, alcuni di noi sanno nome e cognome, altri sanno anche cosa e perchè lo hanno fatto; mentre altri ne conoscono la storia come una leggenda popolare.
Storie che si raccontano agli adulti per far loro paura; attente prostitute o Jack vi taglierà la gola, Gary Ridgway vi soffocherà.
Attente ragazze Ted Bundy vi sta osservando, e sembra un bravo ragazzo, di bell'aspetto.
Ma io non credo siano questi i veri Mostri, quelli che non dovrebbero più farci uscire di casa, quelli che si annidano dietro ad una chat come Armin Meiwes, pronto a cenare con voi.


I Mostri, veri sono altrove, sono sempre davanti a noi, ma uccidono alla luce del giorno, senza provare nulla, per loro un pulsante significa la vita di decine di persone, tornano alla base, pronti per un secondo attacco, loro sono per molti gli eroi, quelli che difendono il paese, quelli che armati portano la pace dove non c'è.
Da dove sono io, non mi è possibile aspettare senza fare nulla, non posso far finta che non ci siano i filmati, le esplosioni, le case ridotte a sabbia del deserto, le foto di veri fotografi che raccontano di padri e madri che da questa sabbia tirano fuori i loro figli, ormai senza più speranza.
Mi chiedo spesso come, in grande silenzio tutto questo sia possibile, come le conclusioni siano così facile da tirare. La storia non sembra capace di insegnare nulla, e tutti desiderano un'ultima guerra, un'ultima pistola: l'ultimo proiettile. Abbiamo iniziato a fare guerre così tanti secoli fa che il mondo è un cimitero di guerra.
Ma non perdiamo la speranza che finalmente "Qualcuno" saprà risolvere finalmente questa storia, un serpente che si divora la coda, anzi, molti non sembrano aspettare altro.
Li vedi, li leggi, sono ovunque e scrivono cose mostruose, scrivono "maledetti assassini" scrivono "chiudete le frontiere" scrivono "vi odio dovete morire tutti", lo scrivono senza nessuna esitazione, senza provare angoscia, il senso opprimente della vergogna, per un uso tanto vile dell'italiano e della loro vita.
Io scrivo di non avere nessuna paura, scrivo che non mi interessa di essere nata in Italia, che sono nata su questo pianeta, diviso per comodità, non nato così. Scrivo che non sono i commenti di un razzismo basso, come una cloaca a modificare il mio pensiero. Mi hanno insegnato che le persone sono tutte uguali, che si aiutano gli ultimi che ci si schiera sempre dalla parte di chi non si può difendere, dalla parte di chi sfruttato, portato al limite non si ricorda di essere un uomo con tutti i diritti.
Alcuni insistono: scrivono di affondare i barconi, di non aiutare, ed io resto a pensare, se fosse, veramente, possibile farlo, se camminando lungo una costa io dovessi vedere qualcuno chiedermi aiuto e fare finta che non sia possibile. Penso che mi butterei in acqua, penso che immediatamente aiuterei quei bambini, quelle mamme, quei papà.
Vorrei dire loro "Tranquilli, adesso vi daremo assistenza, i nostri ospedali cureranno i vostri bambini, cercheremo per voi un lavoro, una casa per vivere, tranquilli rimedieremo a quello che abbiamo causato con anni di colonialismo, apartheid, con il nostro bisogno di petrolio, di materie prime, con il nostro bisogno di far lavorare i vostri bambini, con il commercio di armi di cui ci serviamo per farci pagare da voi".
Ma non mi è possibile, non perchè non sia impossibile, ma perchè altri decidono che sono meglio le armi, meglio i vestiti firmati cuciti da bambini, meglio le multinazionali, meglio le guerre, sapendo che gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili, alimentando un odio smisurato, servendosi di un popolo dato in pasto all'ignoranza, alla filosofia del qualunquismo, cancellando la memoria delle proprie colpe.
I Cattivi, purtroppo li cerchiamo nel posto sbagliato.
Non vi parleranno di Ratko Mladic, non vi racconteranno dei suoi ottomila morti, non vorranno ricordarvi di Pinochet in Cile, della sua dittatura disumana e del suo incontro con il capo di stato vaticano.
Forse non vi parleranno mai di Pol Pot e del terrore che portò in Cambogia, sarebbe troppo difficile chiedervi di ricordarli tutti, di tenere sempre a mente le loro vittime.
Voi vorreste ricordare i 26000 fra donne e bambini boeri morti nei campi di concentramento brittanici?
Il punto però è un altro ancora, voi avete l'Obbligo di ricordare, il dovere morale verso queste persone, che no, non conoscevate, ma che ci sono state, che come voi avevano una vita.
Si deve sempre ricordare ogni ingiustizia commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo.. e dopo, bisogna fermarla.


W.O.

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