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domenica 15 novembre 2015

#ParisAttacks. ANALISI DI UN MASSACRO

13 Novembre.Il terrore bussò A Parigi con una serie di attentati suicidi realizzati in otto punti della città che hanno provocato 158 morti e più di 200 feriti, molti in stato grave.
La maggioranza delle vittime si trovava nella sala del Bataclan, affollata di persone che assistevano a un concerto. Ci sono poi stati altri attacchi, con bombe e fucili automatici, in ristoranti della zona e nelle vicinanze dello stadio di Francia, mentre si disputava una amichevole tra Francia e Germania. Dopo l'esplosione di uno dei kamikaze, la folla che assisteva alla partita è corsa terrorizzata ad occupare il campo di calcio. Otto tra gli aggressori si sono fatti esplodere.


Di fronte a questi fatti, esprimiamo il nostro ripudio assoluto degli attentati che sono costati la vita di innocenti a Parigi. Esprimiamo la nostra solidarietà con i feriti e con le famiglie delle vittime. Sentiamo profondamente il dolore della popolazione.

Lo Stato Islamico ha rivendicato gli attentati. Questo non deve sorprendere, dato che si tratta di un "esercito" che difende un programma teocratico ultrareazionario e si avvale di metodi Violenti per terrorizzare e schiavizzare intere popolazioni in Siria e in Irak.  Siamo di fronte a una azione chiaramente reazionaria, che sarà usata contro le libertà. Di fatto si tratta di attacchi a persone comuni, tra cui molti lavoratori. Cioè sono azioni che offrono ai governi la scusa per un rafforzamento della repressione e degli attacchi reazionari contro le minoranze etniche, religiose e più in generale contro i liberi cittadini. In particolare, sicuramente ci sarà una offensiva contro gli arabi, musulmani e contro le decine di migliaia di persone che  cercano di entrare come "rifugiati" dal Medio Oriente. La stampa cercherà di associare, una volta di più, l'"islam" con terrorista, per quanto questa associazione sia completamente falsa e assurda.
Al contempo, il giusto ripudio dello Stato Islamico e dei suoi metodi non deve impedire di condannare l'enorme e disgustosa ipocrisia di Hollande, dell'ex presidente Sarkozy, di Obama, della Merkel, di Renzi, ecc., che hanno la pretesa di ergersi a campioni della difesa della "umanità" e della "democrazia" di fronte alla "barbarie terroristica": quando sono proprio loro che hanno promosso terribili invasioni militari (come in Irak e Afghanistan) che hanno causato centinaia di migliaia di morti in Medio Oriente; e sono proprio loro che guidano i bombardamenti in Siria e in Irak.
I governi di Europa e Stati Uniti, per quanto invochinono la "lotta civilizzatrice contro la barbarie" sono i principali responsabili per il selvaggio terrorismo di Stato in tutto il Medio Oriente.
Hanno affilato i loro artigli imperialisti dai tempi del colonialismo - nel caso dei francesi, per esempio, in Algeria - passando per l'imposizione e il mantenimento di dittature sanguinarie, come quella di Assad in Siria, fino ad arrivare al genocidio di intere popolazioni con le aggressioni militari, tra cui va citata la complicità nella pulizia etnica attuata dai sionisti in Palestina.
Per questo è necessario respingere categoricamente i metodi atroci dello Stato Islamico, al contempo senza dimenticare nemmeno per un secondo, e senza tacere, che i più grandi terroristi della storia umana sono le potenze imperialiste.
Il cinismo di questi signori non ha limiti. La stampa internazionale già comincia a parlare di un "11 settembre francese", e molti già sostengono apertamente una "guerra totale contro il terrorismo", in stile George W. Bush.
Per quanto ci riguarda, ci opponiamo a tutte le misure repressive che Hollande ha annunciato: contro lo "stato di emergenza" e contro la ulteriore militarizzazione del Paese. Perché tutte queste misure saranno usate contro i cittadini che con grandi sforzi cercano di guadagnarsi da vivere in Francia e negli altri Paesi europei. La "chiusura delle frontiere" sarà chiaramente associata con una politica di ulteriore respingimento dei "rifugiati".
Per applicare tutte queste misure reazionarie, i governi cercheranno di appoggiarsi nel prevedibile rafforzamento del clima di paura generando e alimentandp razzismo e xenofobia.

La politica dell'imperialismo europeo fa appello a una presunta "unità contro il terrore": si tratta di una cortina di fumo sotto la quale nascondono un attacco alle libertà democratiche europee e quei valori conquistati con il sangue.

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