BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

sabato 28 novembre 2015

Lettera ai VVF

Molti di voi hanno i genitori che escono la mattina di casa, vanno in ufficio e la sera tornano, altri hanno genitori che lavorano da casa, altri potrebbero avere un papà che fa turni di 12 ore e che lavora sia di giorno che di notte, un papà VVF.
Pochissimi hanno un papà che fa questo mestiere e che, solo su di lui, hanno potuto contare nella loro infanzia, questi pochi, ne sono sicura, si sono spesso messi a dormire con stretta a dosso la paura, il terrore.
Ci sono case che vanno a fuoco, ci sono incendi di sterpaglie, ci sono fughe di gas, ci sono alberi che cadono, animali da salvare, persone a cui prestare soccorso.

Moltissime cose possono andare storte, ed un papà potrebbe non tornare a casa.
Questo genitore non è andato in "Missione di Pace" armato, non è andato con manganelli e caschi a controllare manifestazioni studentesche, è entrato nella casa sbagliata.
Ce ne sono di Nomi dentro la sede di via Genova a Roma; uomini che si sono perduti, uomini come Danilo: uno dei vigili della squadra 6A del distaccamento di Nomentano che, il 27 Novembre del 2001 perse la vita a via Ventotene per una fuga di gas.
Aiutare gli altri, questa volta costò la vita.
Quando si verificano calamità naturali sono i VVF a partire, così com'è accaduto per l'Abruzzo, così come prima era stato per l'Umbria.
Partono, non tutti, e spesso per mancanza di personale quelli che restano fanno anche turni di 24 ore, senza mai tornare a casa, coprendo le chiamate di un giorno intero.
Non hanno grandi stipendi, e spesso questo paese ha ringraziato le persone sbagliate per meriti che erano i loro, spesso chi li doveva difendere ha fatto finta di nulla.
Eppure i vigili del fuoco erano anche in prima linea durante il terremoto dell'Irpinia che colpì causando 2.570 morti e 8.848 fra feriti.
Anche adesso Renzi esclude i vigili del fuoco dal bonus di Ottanta euro destinato alle forze dell'ordine; io risponderei che questa elemosina non serve a gente di Onore, ma direi anche che è una vera infamia considerare queste persone di serie B.
Mi rispondo pensando che mentre "altre" forze dell'ordine lavorano per i politici, per i grandi industriali, per banchieri, i pompieri (come li chiamano in molti) rispondo solo alla povera gente, rispondono a tal punto che durante il G8 di Genova potevano permettersi di non aver paura della rabbia delle persone.
Negli anni passati, a vedere da comparsa questo mondo che, ho nel cuore, ho visto sempre molta mancanza di rispetto, ho visto automezzi vecchi, ho visto attrezzature scadenti che sembrano non arrivare neanche.
Una volta nel salotto di casa il casco nuovo di mio padre mi cadde di mano, e si aprì davanti ai miei occhi come fosse un giocattolo, non me lo dimentico. Ho subito pensato che era impossibile, che non era pensabile che quel cartone lucidato a nuovo avesse potuto fare qualcosa, mi sono detta che se qualcosa avesse colpito mio padre in testa lui si sarebbe fatto decisamente male, per non dire altro.
Mi ricordo anche del VVF che durante una partita di calcio si è visto arrivare un fumogeno a dosso; lui era di vigilanza, per aiutare chi invece gli ha fatto del male, una scena inaccettabile, che non ha trovato colpevoli, non ha trovato scuse.
Mi consolo pensando che il mondo del pallone non vale nulla, ma una consolazione non cancella la memoria.

Io ho una grande memoria, ricordo anche che qualche tempo fa circolò una notizia di un funzionario delle forze dell'ordine che salvò un animale da un pozzo; nell'articolo non era scritto da nessuna parte che è stato a sua volta aiutato dai VVF, gli unici ad avere le giuste attrezzature.
Forse c'è bisogno di trovare eroi fra polizia e carabinieri, bisogna proprio trovarli per risollevare l'idea collettiva delle persone, o forse per motivi che io non comprendo.
Ma dentro la caserma di Nomentano, dentro quella di via Genova, a Montelibretti, a Capannelle di Eroi, di bravi uomini ne trovate quanti ne volete, non avete bisogno di qualcuno che ve li indichi o che vi porti a considerarli tali, li riconoscete.
Io potrei dirvi i loro nomi, i loro cognomi, alcuni mi conoscono da quando ero bambina, alcuni giocavano con me dentro queste caserme, alcuni mi facevano vedere i mezzi di soccorso e mi spiegavano come si facevano i nodi da imbracatura.
Molti hanno dormito dentro delle tende, con solo dei sacchi a pelo per coprirsi, cercando di aiutare la popolazione abruzzese, altri sono stati ore ed ore sotto la pioggia per puntellare la casa di una vecchietta rimasta da sola.
Queste cose non le troverete dentro il messaggero o dentro libero, non le troverete, perchè queste persone hanno un senso di umanità e di umiltà che gli impedisce di avere 15 minuti di gloria.

Ed io stimo queste persone voglio loro molte bene, allo zio di mio padre, a mio padre, ai suoi amici, a quelli che vado a trovare, a quelli che fanno parte della mia vita e che per essere grandi uomini di mestiere sono prima di tutto Grandi Uomini e basta.

Non hanno neanche grandi stipendi, ed anche se su Facebook gira un simpatico post dove si fa credere che il loro stipendio medio sia introno ai mille e sette, io vi garantistico che non è assolutamente così che stanno le cose, sono di meno.

Questa articolo lo dedico ai VVF, certo, ma voglio che sia specialmente un modo per voi per fare autocritica per capire di cosa si parla quando si apre bocca su di loro; non salvano delle vite umane grazie a pistole o mezzi blindati, loro le salvano grazie alla loro esperienza, le salvano perchè il loro lavoro è un atto di umanità, ed ogni volta che arriva una chiamata, che i sommozzatori devono andare, che un elicottero si alza da terra, che una squadra si prepara lo sa che il rischio c'è.

Non fanno multe, loro non fanno forse paura ed è questo il motivo, mi chiedo, per cui sembra non esserci il giusto rispetto nei loro riguardi?
Non lo so, dovete dirmelo voi.
Io sono VVF nel cuore, ed è un Onore essere amica di queste persone, essere la figlia di un genitore come il mio, un onore che ho anche misurato con la paura.
Voi questo non lo potete capire, voi nelle vostre case, con i lavori dietro alla scrivania; trent'anni di soccorso, di partenze, di incendi, di calamità: il tempo con cui si misura un vero EROE.


0 commenti:

Posta un commento