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mercoledì 25 novembre 2015

di marcello scurria: ERDOGAN CI LASCIA LO ZAMPINO


Sono rimasto di stucco nell'apprendere che Erdogan o chi per lui, ieri ha abbattuto un caccia sovietico facendo morire anche il suo pilota. Già, perché il pilota che è morto fa notizia a spizzichi e bocconi rispetto alla notizia dell'abbattimento aereo. Ma è questo il caso che la morte di uno salva la vita di molti? Non so rispondere; è troppo per me, anche se non mi manca il buon senso. E' sempre difficile per un osservatore senza specifiche e onnivoro come sono io, commentare un accaduto  che appaire in tutta l'insulsaggine anche ad un bambino. Se oggi si chiede come un qualsiasi adulto se potrà salire sull'aereo e finire il suo viaggio, non è cosa da poco. Mi scuote l'impensabile antagonismo tra turchi e russi e la contraddizione manifesta con cui la collaborazione internazionale è tradita negli impegni programmatici, nelle aspettattive di azione militare congiunta, nelle iniziative diplomatiche in cerca dei dialoghi per mettere ordine al caos in cui versa l'occidente minacciato dall'IS. Certo, l'IS è un governo sedicente. Un governo nato e incredibilmente cresciuto alla stessa maniera di un pazzo che un giorno qualsiasi si proclama Sindaco della Città di Palermo, pena la morte dei cittadini che osino dire di no.

Questa, volere o volare, è una metafora del paradosso che da circa un decennio avvilisce il mondo occidentale con attentati terroristici che hanno preso il via dall'abbattimento delle torri gemelle nel 2001, quando il mondo cambiò in 24 ore. L'esempio fu eclatante, la rappresaglia di risposta fu tarda, l'abbrivo si costellò di atti terroristici ogni volta sempre più perniciosi, lo scenario bellico o tradizionale o statisticamente preferibile, si è ristretto a pochi metri quadrati.  Il gap temporale dall'attentato di New York alla nascita dell'Is stabilisce il periodo in cui il terrorismo si è organizzato in un sedicente governo. Ovverosia, il tempo sufficiente a stabilire le relazioni tra gli uomini che fornirono i mezzi e gli utilizzatori di queste forniture belliche  che si chiamano capi carismatici, finanziatori di miliardi di euro, reclutamento di individui, dimostrazione internazionale della propria volontà di violenza, indottrinamento delle masse tale che la guerra abbia il  capro espiatorio non nei colpevoli mandanti o dei genocidi, ma nell'immateriale Dio.  Nessun nichilismo ha dato frutti più velenosi e mortiferi del male generato dal nichilismo politico. Insomma, di fronte a quest'arte del terrore, la questione è Dio, ma il problema sono i chi? e i che cosa? 
Frattanto, l'escalation del terrore ha seminato morte e distruzione con tale diversità di intenti e misture strampalate di paralleli e meridiani che è stato impossibile accreditare la coerenza teorica  (la teoria é una cosa diversa dalla ipotesi) alle manifestazioni apodittiche del terrore.
Ho scritto apodittiche, perché l'apocalisse é soltanto una suggestione psicologica, è il predicato fantareligioso di un modus che ai tempi del sinedrio scoprì come soggiogare le coscienze e le incoscienze di tutti gli esseri umani attraverso la Fede o il Credo. Quindi, per dirla a chi capisce, l'odio è figlio della Fede come l'amore non è un prodotto del Credo. Se a questo aggiungete che Gesù nacque a circa due metri da dove Maometto ebbe le visioni di Allah, le due religioni si uniscono temporalmente da circa duelmila anni e, ognuna a modo loro, fanno la guerra in nome di Dio.
Ma questa è la questione, non è il problema, perché il dio di Maometto come il dio di Gesù possono discutere come fare le cose buone e belle che piacciono alla pace universale.
Una pace che annichilisca l'angoscia e anche il panico. Per esempio la Francia di ieri l'altro ha subito l'attentato, quella di oggi è in angoscia e spera che questa tensione non si trasformi in panico. E' facile immaginare cosa accade all'ordine pubblico in preda al panico, no? E questa instabilità è la potenziale  condizione che accomuna tutti i paesi ocidentali che hanno avuto un ruolo bellico nei territori mediorientali degli ultimi qindici anni : Francia, Russia, Inghilterra, Italia e immancabile stigma, gli Stati Uniti d'America. 
L'Is e l'Isis (l'esercito bombarolo o da plotone), fanno  ciò che vogliono senza chiedere nulla a nessuno, neanche ai cittadini dei territori occupati limitrofi alla Siria o prossimi alla Turchia o stanziali in qualche parte remota dell'Africa dove dittatori come Boko Aram concepisono il governo delle persone alla stregua  del settantottesco  "Espropio Proletario". Lo scenario terroristico è iperboreo rispetto al supermercato espropriato, ma non cambia se ad essere espropriata è la vita, grottescamente e improvvisamente privata della pelle, delle ossa e dell'anima.
Ieri Erdogan, odinando l'abbattimento del caccia russo,  era consapevole di commettere un atto spregiudicato e traditore della collaborazione strategica anti-Is, previsionata per essere complessa come un'opera comune. Ciò mi fa riflettere e insospettire, almeno per due motivi; il primo perché è stato previsto un nuovo incontro fra i governi occidentali dopo quello recente di  Antalia, cittadina Turca; il secondo perché l'intelligence mondiale lavora in contemporanea e a stretto contatto con tutti i servizi segreti dei paesi antagonisti del sedicente stato islamico. Ma deve essercene un terzo, inerente al fatto che non si usano più i piccioni viaggiatori per informare il pilota di far cambiare rotta ad un caccia ed evitare che accada qualcosa che trasformi l'angoscia internazionale in panico solipsistico. Ergo: cosa cambia se il panico sarà francese, inglese, italiano, belga, americano? Lo capite da soli, no? L'Is ha dichiarato guerra all'occidente, ma quella che subiamo è un altro tipo di guerra, molto diversa dagli eserciti in tenzone  che il terrorismo ha istituzionalizzato in fuggiaschi o  sparuti kamikaze. Allora cosa può essere accaduto di ineluttabile da far preferire il pomo della discordia alla già annunciata collaborazione internazionale? Erdogan è  un dittatore pseudo-democratico (ricordate le cariche sugli studenti che maniffestavano contro l'abbattimento degli alberi per fare posto ad un centro commerciale?) o un furbacchione che si sta facendo una montagna di soldi con il doppio gioco? Credo in tutta umiltà, che il nostro beneamato Obama ha fatto male ad appoggiare la decisione di Erdogan perché l'America oramai non ha da fare la guerra a nessun comunismo, e il presunto(?) sconfinamento del caccia russo sarebbe stato un ottimo discorso da affrontare collettivamente durante la riunione di Ankara, il luogo giusto dove prendere posizioni e responsabilità. Che fine ha fatto la coalizione occidentale anti Is, alla quale è stata invitata anche l'Italia, sempre l'Italia, fortissimamaente l'Italia di questo Renzi che non esporta più spaghetti in Russia?
...Noooooooooo, che dici?  Non posso crederci! Matteo Renzi è d'accordo con il mantenimento dell'embargo a Putin?
Mi sa che è meglio cancellare una vocale al tuo piccolo nome!

Grazie per l'attenzione
Nov. 2015 Marcello Scurria.

2 commenti: