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giovedì 1 ottobre 2015

STOP alle Trivellazioni in Artico di SHELL: una vittoria tutta Internazionale!

Il 28 Settembre 2015 sarà un giorno da ricordare: si è ufficializzato l'abbandono di SHELL nel compiere trivellazioni in Artico. 

“Shell will now cease further exploration activity in offshore Alaska for the foreseeable future. This decision reflects both the Burger J well result, the high costs associated with the project, and the challenging and unpredictable federal regulatory environment in offshore Alaska”
[Shell non compirà più ulteriori esplorazioni in Alaska nell'approssimato
futuro. Questa decisione rilette il buon risultato di Burger J, gli alti costi associati con il progetto e le sfide e gli imprevedibili regolamenti federali sull'ambiente al largo in Alaska]


Ed è così che volontariamente una tra le aziende petrolifere più influenti del mondo chiude baracca e burattini e perde più di 7 miliardi di dollari per l'investimento nei territori artici. Tra le possibili spiegazioni della dipartita olandese c'è sicuramente la pressione internazionale che la ditta ha subito nell'ultimo periodo dall'opinione pubblica mondiale riguardo agli scandali sulle violazioni delle politiche ambientali in quei territori.

Le numerose personalità di tutto il mondo, inclusa la candidata presidenziale Hilary Clinton, che si sono apertamente dichiarate contrarie alle trivellazioni in territori protetti, hanno fatto vacillare il costoso progetto per le perforazioni alla ricerca dell'oro nero. 

L'Artico è uno dei territori più ricchi per risorse minerali e allo stesso tempo più a rischio del nostro pianeta. Confinante con una serie di stati tra cui l'Alaska, che perseguono politiche ambientali poco chiare, vengono da anni sfruttate da aziende petrolifere come SHELL per le trivellazioni.

Greenpeace da anni segue da vicino la situazione, riportando ogni anno un crescente degenerare delle condizioni dell'ecosistema artico e della fauna e flora nativa. Nella campagna SAVE THE ARTIC si segnala lo stato di emergenza degli orsi polari, dei trichechi e dei narvali: animali che necessitano di un habitat incontaminato per la sopravvivenza. La problematica più preoccupante è sicuramente la riduzione del ghiaccio che costituisce la base dell'ecosistema artico. 

"Senza ghiaccio su cui cacciare, riposare e riprodursi, la sopravvivenza degli orsi polari e degli altri animali è in forte pericolo. Le mamme orso, deboli e affamate, faticano ad allevare i loro cuccioli, che devono lottare ogni giorno per poter sopravvivere fino all'età adulta.
Gli esperti ci hanno avvisato: se non facciamo subito qualcosa, nei prossimi 100 anni gli orsi polari potrebbero scomparire completamente dall'Artico. Dobbiamo proteggere ora la loro casa!"

Un altro importante passo per la salvaguardia di questo delicato ecosistema è stato fatto, ed è proprio questo risultato che ha portato le maggiori ONG del mondo a festeggiare la notizia. 

Adesso l'attenzione dovrebbe essere rivolta alle trivellazioni che avanzano in Sicilia e in numerose altre zone d'Italia inserite nei futuri progetti del governo Renzi. 

Per sostenere Greenpeace contro le trivellazioni in Italia vi invito a firmare la loro campagna

DICIAMO NO ALLE TRIVELLAZIONI IN ITALIA E NEL MONDO. 





S. F. 







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