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martedì 6 ottobre 2015

NORMALE ARCHEOLOGIA DELLE INCOMPIUTE?



Ci risiamo! Sicilia da record ( mondiale o europeo?)  ma sembra tutto normale.
Nella  top ten turistica di Usa Today,   indirizzata ai viaggiatori estremi,  si commenta “ They are quite magnificent”  il record delle opere incompiute concentrate a  Giarre, in provincia di Catania e protette dall’Etna che le custodisce.. Isidoro Trovato, in febbraio di questo anno, ne scrive un articolo sul “Corriere della sera” che riporto per la schiettezza delle considerazioni. Se ne meraviglia  Spiega la sua meraviglia: “………http://www.corriere.it/includes2013/images/logo_firma.pngdi Per via del suo record europeo (e forse mondiale) delle opere pubbliche incompiute. «Lo sai che stanno costruendo una piscina? ». A Giarre, in provincia di Catania, negli anni Settanta quella era una grande notizia: non c’erano piscine, né centri sportivi amatoriali, né strutture ricreative per i giovani. Però la costruzione della piscina era partita davvero, come quella del teatro, del Centro congressuale, del mercato dei fiori, del parcheggio multipiano, del parco naturalistico e di tante altre opere pubbliche rimaste rigorosamente incompiute. Una pioggia di appalti miliardari (ai tempi delle vecchie lire) che producevano scheletri di cemento armato e gusci vuoti. Sì perché allora gli appalti si facevano a scaglioni e con lunghi intervalli tra l’uno e l’altro. Così, nell’intervallo tra uno e l’altro, le ditte costruttrici facevano in tempo a dichiarare il fallimento e si ripartiva da zero. All’infinito.  Il capolavoro assoluto è il finanziamento del campo da polo, sì proprio quello che si gioca a cavallo, lo sport più praticato da nobili e reali inglesi. A Giarre non c’è traccia né degli uni né degli altri eppure lo stadio ha ottenuto un finanziamento miliardario negli anni ’80. Oggi resta traccia di una gigantesca tribuna e di una pista di atletica del tutto deteriorata immortalate nella gallery di Usa Today. Ma sono stati proprio gli scheletri delle incompiute ad attirare l’attenzione degli statunitensi che descrivono «questo angolo di Sicilia con 25 grandi strutture incompiute costruite negli ultimi 60 anni come parte di un progetto di lavori pubblici antimafia - l’obiettivo era quello di dare i residenti i lavori in modo da non entrare organizzazioni criminali famosi della regione. Ma gli edifici non sono mai stati completati». E dal loro punto di vista si tratta di opere dalla grande attrattiva, moderne rovine archeologiche, una sorta di Pompei del XX secolo. E per la verità qualche anno fa un’amministrazione comunale giarrese ci aveva pure pensato: proponeva tour turistici tra cemento armato e cantieri abbandonati. Il tutto in bella mostra senza che mai nessuna Procura abbia indagato o acceso un riflettore sulle vicende che hanno generato queste strutture mostruose.

Newsicilia.it in aprile pubblicava la replica del Comune di Giarre:   “Secondo le indicazione fornite dal vicesindaco ed Assessore alle procedure finalizzate al completamento delle Opere Incompiute del Comune di Giarre, Salvo Patanè. La Piscina di Trepunti non è mai stata né commissionata, né progettata per la categoria olimpionica.  Il suo invaso principale misura, dunque, 33,33 metri x 25, e non 49 metri come riportato nell’articolo. L’impianto, una volta completato, sarà omologabile per nuoto sincronizzato, pallanuoto, attività agonistiche e di allenamento. Sui lati lunghi della vasca corrono due gradinate progettate per contenere 600 spettatori.  Il secondo invaso, progettato per attività di addestramento e/o riabilitative misura 3,10 metri x10. La struttura è stata a suo tempo staticamente collaudata e, benché non ultimate, le opere eseguite sono state sottoposte a collaudo amministrativo. Il fallimento dell’impresa costruttrice, che ha abbandonato il cantiere, non ha consentito la prosecuzione dei lavori che sono stati interrotti con un’economia di 800 milioni di lire, non impegnati e ritornati nella disponibilità della Regione, ente finanziatore.  Ulteriori 500 milioni di lire sono stati riconosciuti come penale, applicata dalla Direzione lavori all’impresa per inadempienze e ritardi contrattuali. Anche questa somma è rientrata nelle casse regionali.  
Per quanto riguarda il Teatro comunale di via Teatro, sono attualmente in corso i lavori di completamento e ristrutturazione della struttura, finanziati da Ministero dei Trasporti ed Assessorato regionale delle Infrastrutture, nell’ambito del Contratto di Quartiere II – “Teatro al Carmine”.
Infine, nessun cantiere o progetto ha mai previsto il completamento entro lo scorso mese di gennaio dell’ex Campo da polo/Campo d’Atletica.
La struttura, che ospita anche il Centro operativo comunale di Protezione civile, è attualmente interessata dai lavori di realizzazione di un’eliporto e di alcune opere accessorie, tra cui la riqualificazione dell’illuminazione interna all’impianto.
Nell’ambito delle iniziative avviate e sostenute dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Roberto Bonaccorsi, per ricondurre l’attenzione delle istituzioni regionali e nazionali sulle Incompiute giarresi, nel settembre 2014, l’ex Campo da polo è stato oggetto del workshop “Aretè”, promosso dall’Ordine e dalla Fondazione degli Architetti di Catania, con la partecipazione della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Catania. In tale occasione, un team di architetti ha elaborato un progetto, recepito dall’amministrazione, per il recupero delle tribune e la «rigenerazione» dell’impianto sportivo”.

Eppure le opere incompiute sono là……ed il tempo passa normalmente come i soldi che servono ancora.  
Ma forse l’incompiuto è il cittadino.

Maria Frisella




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