BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

martedì 27 ottobre 2015

INTEGRARE NON E' COSA FACILE? QUANTI CI LAVORANO?

INTEGRARE.  L’annosa incoerenza del sostegno e……quelli che ci lavorano
1.       Gli interventi statali
2.      Gli interventi territoriali
3.      Gli interventi nelle scuole

Poiché il tema è complesso in quanto pone assolutamente in relazione le attività preposte alla integrazione,  mi piace trattarlo per aree di intervento.
Oggi è il nr.1
Chiaro che alla fine dovrà emergere un “sistema” per il quale non c’è una parte più responsabile dell’altra ma una collegialità che dovrebbe trarre il suo alimento dal sano principio della coerenza e della com-unicazione tra le parti. I risultati ne sono un prodotto e se devono essere date soluzioni alle criticità queste devono emergere dalla conoscenza dell’impalcatura e delle funzioni.
Le parti che intendo non sono solo quelle individuate nei singoli organismi ma dovrebbero essere tutte quelle che in misure sia pure diverse seguono, perché ne hanno assunto i processi, il percorso di vita del soggetto portatore di handicap che ha diritto alla sua piena inclusione.

Sul tema delicato dell’integrazione sono stati istituiti organismi che alla fine dovrebbero regolare le iniziative legislative e le indicazioni operative per alimentare e dare coerenza ad
Ø  Attività Statali
Ø  Attività territoriali
Ø  Attività scolastiche

Qui si tratta dell’integrazione di soggetti che presentano un handicap a cui lo Stato deve garantire inclusione con politiche rivolte alla famiglia, alla scuola negli anni dovuti, al lavoro nell’età adulta, al sociale per tutti i servizi collegati.
Dunque l’intervento scolastico è una delle dimensioni di cui si alimenta il tema più complesso che definiamo “integrazione”.
Io credo che la scuola sia una illustre assente negli organismi nazionali che trattano l’argomento. Eppure la scuola ha un suo ampio raggio di esperienze significative che farebbero emergere quanto nel territorio le politiche integrative siano una emergenza ed in tal senso sarebbero prodighe di orientamenti.

1.     Gli interventi di livello nazionale

e l’“Osservatorio per l'integrazione delle persone con disabilità”, O.N.D.

L’OND è il c.d. "meccanismo di coordinamento",  obbligo per gli Stati sottoscrittori della Convenzione delle NAZIONI unite, istituito in Italia con la legge n. 18 del 3 marzo 2009 con il compito di
a)      far evolvere e migliorare l'informazione sulla disabilità nel nostro paese
b)      fornire un contributo al miglioramento del livello di efficacia e di adeguatezza delle politiche, per cui
c)      promuovere l'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, siglata a New York il 13 dicembre 2006;
d)     predisporre un programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità, in attuazione della legislazione nazionale e internazionale;
e)      promuovere la raccolta di dati statistici e la realizzazione di studi e ricerche sul tema;
f)       predisporre la relazione sullo stato di attuazione delle politiche sulla disabilità.
L'Osservatorio è presieduto dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, o dal Sottosegretario delegato. Si avvale del supporto di una segreteria tecnica   costituita nell'ambito delle ordinarie risorse umane e strumentali della Direzione Generale per l’inclusione e le politiche sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Al suo interno sono istituiti
1.       Il Comitato tecnico scientifico con finalità di analisi e di indirizzo scientifico
2.      otto Gruppi di lavoro con il compito di approfondire particolari tematiche inerenti la funzione prioritaria dell’Osservatorio.

L’allora Presidente del Consiglio dei Ministri nel 2013 ha prorogato per il triennio 2013-2016 la durata dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità tenuto conto, ai fini della valutazione congiunta della perdurante utilità dell'organismo, della Relazione sull'attività svolta dall'Osservatorio nel triennio 2010-2013 che commenteremo di seguito.
Con D M del 4 luglio 2014 l’l’Osservatorio risulta composto da:
  1. Lorella Mastroianni, Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
  2. Luisa Tiberio, Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
  3. Ermenegilda Siniscalchi, Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
  4. Raffaele Tangorra, Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
  5. Pietro Malara, Ministero della salute;
  6. Raffaele Ciambrone, Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;
  7. Mina Lomuscio, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale;
  8. Barbara Trambusti, Conferenza delle regioni e delle province autonome;
  9. Renata Sangiorgi, Conferenza delle regioni e delle province autonome;
  10. Gianfranco Bordone, UPI;
  11. Isabella Menichini, ANCI;
  12. Anna Radi, INPS;
  13. Saverio Gazzelloni, ISTAT;
  14. Antonina Daita, CGIL;
  15. Silvia Stefanovichj, CISL;
  16. Sergio Ricci, UIL;
  17. Giovanni Scacciavillani, UGL;
  18. Fabio Pontrandolfi, Confindustria;
  19. Franco Bettoni, ANMIL e FAND;
  20. Antonio Mondello, UNMS e FAND;
  21. Mario Barbuto, UIC e FAND;
  22. Nazaro Pagano, ANMIC e FAND;
  23. Giuseppe Petrucci, ENS e FAND;
  24. Mario Alberto Battaglia, AISM e FISH;
  25. Antonio Cotura, FIADDA e FISH;
  26. Vincenzo Falabella, FAIP e FISH;
  27. Donata Pagetti Vivanti, FISH;
  28. Roberto Speziale, ANFFAS e FISH;
  29. Biancamaria Girardi, AIAS;
  30. Sergio Silvestre, COORDOWN;
  31. Luigi Giacco, Lega del Filo d'Oro;
  32. Fulvio De Nigris, Gli Amici di Luca;
  33. Paola Menetti, Legacoopsociali e Forum del Terzo Settore;
  34. Ugo Campagnaro, Federsolidarietà Regione Veneto e Forum del Terzo Settore;
  35. Roberta Caldin, esperta;
  36. Paolo Cendon, esperto;
  37. Carlo Francescutti, esperto.
Inoltre
sono individuati in qualità di invitati permanenti all'Osservatorio senza diritto di voto:
  1. Tonino Aceti, Cittadinanzattiva;
  2. Angelo Gianfranco Bedin, Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus;
  3. Franco Deriu, ISFOL;
  4. Gabriele Gamberi, Fondazione ASPHI e Rete dei GLIC;
  5. Maria Pia Giovannini, Agenzia per l'Italia Digitale;
  6. Giovanna Gorini, Italialavoro;
  7. Simona Micheli, R.ETE. Imprese Italia;
  8. Giovanni Paura, INAIL.
Trovo rappresentate alcune associazioni ma non trovo la scuola né tantomeno la sua dirigenza.

Il Comitato Tecnico scientifico,
con finalità di analisi ed indirizzo scientifico,  coordinato da  Carlo Francescutti risulta composto da:
1)       Carlo Francescutti, Esperto.
2)      Raffaele Tangorra, Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
3)      Pietro Malara, Ministero della salute;
4)      Barbara Trambusti, Conferenza delle regioni e delle province autonome;
5)      Isabella Menichini, ANCI;
6)      Franco Bettoni, FAND;
7)      Vincenzo Falabella, FISH;
8)     Roberta Caldin, Esperta;
9)      Paolo Cendon, Esperto;

Poiché la Convenzione ha indicato ambiti prioritari di intervento,  sono stati chiamati a lavorare per tali temi, gli 8 Gruppi di lavoro individuati come indicato nelle Note Metodologiche regolamentate all’interno dell’Osservatorio, che dunque si interessano in particolare di:
  1. Riconoscimento della condizione di disabilità e valutazione multidimensionale finalizzata a sostenere il sistema di accesso e la progettazione personalizzata
  2. Autonomia, vita indipendente e empowerment della persona con disabilità: le politiche pubbliche, sociali, sanitarie e socio sanitarie di contrasto alla disabilità
  3. Diritto alla vita e alla salute
  4. Processi formativi e inclusione scolastica
  5. L’inclusione lavorativa e la protezione sociale
  6. L’accessibilità (informazione mobilità, servizi) nella prospettiva dell’Universal design
  7. Cooperazione internazionale e proiezione internazionale delle politiche sulla disabilità
  8. Reporting e statistiche

Il presidente Bettoni, in qualità di Presidente FAND, ha ricevuto l’incarico  di coordinare il gruppo n. 5 “inserimento lavorativo e protezione sociale” insieme a Sergio Ricci della UIL.
Attualmente il gruppo n. 5 sta lavorando sulla delega, inserita nella Legge 183/2014, in materia di “razionalizzazione e revisione delle procedure e degli adempimenti in materia di inserimento mirato delle persone con disabilità di cui alla L. 68/99”, e quanto prima elaborerà un documento di sintesi da far pervenire agli organi di governo.

I gruppi di lavoro hanno collaborato alla stesura del Primo Rapporto dettagliato sulle misure adottate di cui all'art. 35 della Convenzione ONU (Treaty-Specific Document)  in raccordo con il Comitato Interministeriale dei Diritti Umani (CIDU).
L’OND  ha generalizzato la  Relazione sull’attività dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle Persone con Disabilità (OND – 2014/2016) registrando che nel precedente triennio 2010/2013 è riuscito a conseguire un importante obiettivo: l’adozione di un programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, che è stato poi approvato dal Consiglio dei Ministri il 27/9/2013, ed adottato con DPR del 4/10/2013.
Il Programma, presentato e discusso in occasione della IV Conferenza Nazionale sulle politiche per la disabilità tenutasi a Bologna il 12 e il 13 luglio del 2013, ha seguito il principio del coinvolgimento delle organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità nel processo di elaborazione e di attuazione della legislazione e  delle politiche da attuare, per individuare le priorità di azione, articolate nelle seguenti sette linee di intervento:
  1. revisione del sistema di accesso, riconoscimento della certificazione della condizione di disabilità e modello di intervento socio-sanitario;
  2. lavoro e occupazione;
  3. politiche, servizi e modelli organizzativi per la vita indipendente e l’inclusione nella società;
  4. promozione e attuazione dei principi di accessibilità e mobilità;
  5. processi formativi ed inclusione scolastica;
  6. salute, diritto alla vita, abilitazione e riabilitazione;
  7. cooperazione internazionale (redatto con lo specifico contributo del Ministero degli affari esteri).
La valutazione attuale ha posto all’OND alcuni temi più urgenti:
1)       accertamento della condizione di disabilità sia in chiave di supporto ad un progetto di riforma che con attenzione a tutte le azioni pratiche per la semplificazione e la sburocratizzazione degli attuali processi di certificazione (invalidità civile, accertamento dell’handicap e valutazione ai sensi della L. 68/99);
2)      superamento dell’istituto dell’interdizione e rafforzamento dell’istituto dell’amministratore di sostegno;
3)      ripensamento, sostegno e rilancio delle politiche per la “vita indipendente”;
4)      attuazione di nuovi indirizzi per la promozione dell’accessibilità.

Io credo che l’evidenziare tali temi sottolinei le criticità presenti, quelle anche con le quali si confronta attualmente la scuola nel suo impegno istituzionale ma soprattutto quelle che ancora rendono inattuata l’integrazione se occorre ripensare e rilanciare la politica per la “vita indipendente” che è poi quella che garantisce i diritti di cittadinanza senza discriminazioni.

Si può però rileggere l’insieme delle proposte elaborate nel Piano presumendone eventuali modifiche ed una più serrata comunicazione con le organizzazioni di un supporto e di consulenza in misura tale da seguire i pro-cessi di riforma assunti?
A me pare che possa essere confermato che l’assenza della scuola all’interno degli organismi nazionali che trattano l’argomento sia una dimensione da superare perché priva  detti organismi di un quadro di concretezze che è ampio perché dettato da condizioni molteplici e diversificate, non sempre positive,  che andrebbero affrontate tenendo presenti gli effetti delle leggi con l’esperienza diretta di chi per almeno 8 anni vive i territori dell’integrazione.
Maria Frisella


0 commenti:

Posta un commento