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domenica 11 ottobre 2015

E' UFFICIALE: Il vero malato è l’omofobo

Non è l'omosessualità ad essere una forma di malattia, bensì l'omofobia
A confermare tale verità, è ora la ricerca scientifica. lo dimostra lo studio di Emmanuele Jannini, sessuologo dell'Università di Roma Tor Vergata e presidente della Società italiana di andrologia e medicina della sessualità.

Jannini, lavorando assieme ad alcuni colleghi Università di L’Aquila, Firenze, e Roma La Sapienza, ha sottoposto oltre 550 studenti universitari italiani a un test che misura i livelli di omofobia e altri questionari che individuano vari aspetti della personalità. Dai risultati ne è emerso che l'omofobia non è affatto rara e, inoltre, è maggiormente diffusa dai maschi. 
Soprattutto, però, è favorita da una serie di precise caratteristiche psicologiche. Secondo Jannini, riportato da L'Espresso, sono tendenzialmente più omofobe le persone con livelli più alti di psicoticismo, un aspetto della personalità caratterizzato dalla paura, che porta ad atteggiamenti di ostilità e rabbia e in alcuni può essere un prodromo di vere e proprie psicosi; o con meccanismi di difesa immaturi o che hanno difficoltà nel rapportarsi agli altri.
"In poche parole", spiega l'esperto, "emerge che gli omofobi sono soprattutto maschi insicuri, da un lato paurosi e dall’altro immaturi. Se vogliamo è un po’ una scoperta dell’acqua calda, ma nessuno scienziato finora l’aveva dimostrato."
"Questo identikit", prosegue Jannini, "coincide bene con un aspetto peculiare dell’identità di genere maschile che è quello della fragilità, dell’incertezza. Sappiamo che di default una persona si sviluppa secondo un modello femminile: solo se nel feto si attiva un complicato processo genetico e ormonale lo sviluppo viene dirottato per generare un corpo e un cervello maschili. L’identità di genere maschile è estremamente fragile e ha bisogno di continue conferme. A questo si aggiunge che un po’ tutti, per varie ragioni, tendiamo a confondere l’identità di genere e l’orientamento sessuale: è invalsa l’idea che il gay è effeminato, un “mezzo uomo” (mentre peraltro i dati scientifici dicono l’opposto: il pubblico si sorprende sempre quando a una conferenza mostro che i gay hanno in media genitali più grossi e livelli di testosterone più alti, oltre che un’attività sessuale molto più frequente). Così di fronte a un “maschio effeminato” l’omofobo va in crisi perché sente minacciata la sua stessa identità di genere, si risveglia in lui la paura di non essere abbastanza maschio".

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