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giovedì 22 ottobre 2015

COSCIENZA CIVICA. CHI L’HA VISTA

L’arroganza di chi ha il lavoro e non rispetta nemmeno se stesso.
Oggi due notizie che fanno riflettere molto: la corruzione legata alle mazzette con l’operazione detta Dama nera, non la prima e nemmeno l’ultima,  ma anche la disaffezione nella Pubblica amministrazione con i fatti di Sanremo, non primi e forse nemmeno ultimi.
Entrambi i fatti si ricollegano all’assenza di etica nella gestione della cosa pubblica, preoccupante e disastrosa, arrogante.
Fa pensare quanto poco si sia abituati a difendere il proprio lavoro, nonostante le attuali e drammatiche difficoltà di trovarlo e la minaccia di perderlo.
E  meraviglia ancora che, nonostante si sappia dei controlli, si continua ad approfittare, e non poco, visto che a Sanremo, su 528 dipendenti comunali, ben 195 non lavoravano.
Ma proprio nessuno se ne accorgeva? Sembra strano che non ci fossero controlli e qui, perdente, entra in gioco chi tale responsabilità assume per funzione. E se tali assenze non pesavano allora tutti questi dipendenti non risultavano utili all’efficienza dell’amministrazione?
Una manifestazione di arroganza del sistema pubblico che  sarebbe proprio il caso di capire a cosa si deve. Forse ad una deviata e deviante cultura della tutela dei diritti del dipendente tanto da omettere la cultura del dovere?
Peraltro sono profondamente confusi i rapporti tra la sfera politico-sindacale e quella più propriamente amministrativa, come dire che si gioca a rimpiattino tra chi difende interessi di parte e chi dovrebbe tutelare l’interesse di tutti.
Su tutto l’assenza di etica del lavoro mentre si  accentua la crisi dell’affezione al proprio Stato. E qui francamente non ci sono difese. Anzi.
Si registra il danno erariale, oltre che morale, si perde l' immagine, si perde competitività.
Si è inefficienti, il servizio è una fata morgana, eppure i premi incentivanti continuano ad essere erogati senza che ciò sia un compenso alla maggiore produttività nel lavoro. Si è irresponsabili e di sicuro non è solo un caso di malcostume quanto piuttosto di offuscata coscienza civica.
E quanto si racconta frequentemente nella cronaca, a proposito di evasioni e corruzioni, assenze dal lavoro e furbizie da quattro soldi, è più grave di quanto si possa immaginare di impatto perché alla fine  paghiamo tutti un costo sociale pesante.

Si dovrebbe riflettere sulle cause di tanta disaffezione del lavoratore della pubblica amministrazione e sulle conseguenze che pongono in discussione valori ancora più pregnanti,  attinenti il sistema stesso e il suo principio democratico. Già, perché il rischio è proprio di perderlo.
Maria Frisella
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