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lunedì 14 settembre 2015

UN PROGETTO DI LEGGE TROPPO SNOBBATO....PERCHE'?

PROGETTO DI LEGGE “IngroiaLa Torre”   
Sequestro e confisca dei beni dei corrotti 
  

E' UN PROGETTO DI LEGGE DI GRANDE IMPORTANZA PER TUTTI MA SNOBBATO DALLA POLITICA, SOLO ALCUNE FRONDE DI UNA SANA MAGISTRATURA NE PRENDE ATTO...MENTRE I CITTADINI NE SONO POCO O NULLA INFORMATI...IN QUESTA STRANA  ITALIA RIDOTTA  A ZERBINO INFANGATO SI DA PIU' PESO A VOLTE ALLA PROVENIENZA, ALLA CASACCA, AGLI INTERESSI CHE SI VANNO A TOCCARE, ALLA SIMPATIA OD ANTIPATIA MA MAI AL VALORE DELL'IDEA...BENE..FORSE CHE QUESTO PROGETTO NON SAREBBE ESTREMAMENTE IMPORTANTE?

Di seguito il progetto che mi sembra veramente alquanto snobbato...(mi si perdoni qualche mia personale aggiunta...utilizzando un carattere diverso). Riccarda Balla

La legge oggi prevede che ai corrotti vengano applicate le stesse norme per i delitti comuni, ovvero i beni sono sequestrabili solo nell'ambito di un processo penale per corruzione o concussione ed occorre la prova di una relazione fra il delitto commesso ed il bene dasequestrare..cioèfrutto del reato o reimpiego dei beni frutto del reato, il chè significa in termini brevi che è facile sfuggire .....   
Per i mafiosi invece la regola è del “doppio binario”, grazie alla legge La Torre (13 settembre 1982), di sequestro e confisca dei beni dei mafiosi, a fianco dell'ordinario sequestro penale si può aprire un parallelo ed autonomo procedimento di prevenzione, nel quale, a prescindere dai tempi e dall'esito del processo penale, si valuta la provenienza lecita dei beni dell'indiziato mafioso con l'introduzione di un importante inversione dell'onere della prova, più volte giudicata legittima dalla Corte Costituzionale. Col risultato che,appenaemergono indizi di appartenenza alla mafia è possibile aprire, parallelamente al procedimento penale, un procedimento c.d. “di  
prevenzione” sul patrimonio dell'indiziato, che viene sottoposto a radiografia al punto che, se emerge una sproporzione fra il reddito da lui dichiarato ed i beni di cui risulta disporre, direttamente o indirettamente (attraverso intestazioni di comodo a familiari, società, prestanome, etc.), la magistratura può disporresolo sulla base di questi elementi (gli indizi di appartenenza alla mafia e la sproporzione di valori fra reddito dichiarato e beni posseduti) e senza alcuna prova di relazione fra i beni e l'attività illecita a lui contestata-il sequestro dei beni. Inizierà poi un processo, appunto di “prevenzione”, nel quale toccherà a lui dimostrare la legittima provenienza dei beni, in mancanza della cui prova, il bene verrà definitivamente confiscato dallo Stato, secondo il meccanismo di “inversione dell'onere della prova”. Il bene confiscato dallo Stato, poi, a seconda delle sue caratteristiche, può essere destinato anche a finalità pubbliche o sociali.  
Questo strumento è oggi applicabile solo agli indiziati mafiosi e ai c.d. “delinquenti abituali”, cioè a coloro i quali si dimostricome dice la leggesiano “abitualmente dediti a traffici delittuosi” ovvero “che per la condotta ed il tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose”.  (ma alla luce di tante "strane vicende" pare che non siano abitualmente dediti e cascano sempre in piedi) 
Da anni, da alcuni operatori del settore, comprese certe isolate prese di posizioni dentro la magistratura, perchè solo certe isolate? e dalle associazioni antimafia :Libera, in particolare, (chissà perchè Libera non mi stupisce, io personalmente allargherei un pò  le maglie...), si auspica l'estensione della normativa antimafia in tema di sequestro e confisca anche ai beni dei corrotti, ma finora nulla è accaduto di sostanziale su questo terreno. Gli effetti di questa opera di  
“sensibilizzazione” non si sono in alcun modo registrati nel mondo della politica ma guarda un pò...che strano! mentre hanno avuto eco solo in alcune pronunce più “avanzate” della magistratura, che però, potendo intervenire solo in fase interpretativa e applicativa, fa quel che può. In effetti, ci sono stati alcuni sequestri e confische preventivi anche per gravi fatti di evasione fiscale e corruzione, che però non hanno risolto il problema,in quanto non è una questione che può risolvere la magistratura. Il caso più famoso è quello del sequestro dei beni di Angelo Balducci e dei suoi familiari (indagine appalti G8), un sequestro operato dalla magistratura romana applicando la legge La Torre,ma sulla base del presupposto dell'abituale dedizione al delitto dell'indiziato. In attesa, cioè, che venisse colmata la lacuna legislativa, la magistratura ha fatto quel che ha potuto applicando la normativa anche ai corruttori ed ai grandi evasori fiscali quando si dimostra che siano abitualmente dediti al delitto e che dall'attività delittuosa traggano le loro principali fonti di reddito. Il che lascia scoperta la possibilità di sequestrare i beni al corrotto di cui non sia provata l'abitualità a delinquere.Il presente progetto di legge tiene conto dell'attuale situazione legislativa e applicativa, e quindi individua due diverse categorie di soggetti i cui beni sarebbero potenzialmente assoggettabili a sequestro e confisca.  
La prima categoria è quella costituita da da soggetti che verrebbe equiparata ex lege ai mafiosi: si tratta dei “pubblici ufficiali” indiziati dei reati più gravi, dalla corruzione alla concussione, alla corruzione giudiziaria. Per queste persone, così come per i mafiosi, la proposta prevede che basterebbe l’indizio del reato e la sproporzione dei beni a lui riferibili rispetto ai redditi dichiarati per procedere al sequestro, fermo restando che nel processo che seguirebbe l'indiziato avrebbe l'onere di provare la legittima provenienza del bene, secondo il meccanismo di inversione dell’onere della prova previsto per i mafiosi.  
La seconda categoria è prevista per i reati meno gravi contro la pubblica amministrazione: quelli commessi dai privati (e cioè la corruzione commessa dal privato: corruttore, non corrotto), e tutti gli altri reati contro la pubblica amministrazione come l’abuso d’ufficio. Per questa seconda categoria si prevede ciò che oggi è stato già applicato dalla magistratura, e cioè il sequestro dei beni di chi si dimostri che sia anche un corruttore abitualeo un evasore fiscale abituale, che cioè ha commesso molti reati della stessa specie e che durante la sua vita abitualmente ricorre a questo tipo di delitti.  
Da un lato, dunque, verrebbe avallata per legge la prassi, oggi attuata soltanto da una parte della magistratura, di applicare sequestro e confisca preventivi a tutti i responsabili “abituali” di reati contro la pubblica amministrazione. La nuova previsione servirebbe ad incoraggiare tutta la magistratura ad applicare questo strumento oggi poco utilizzato.  
Dall'altro, verrebbero introdotti per la prima volta sequestro e confisca preventivi anche per politici e funzionari pubblici corrotti senza la necessità della prova dell'abitualità, prova quasi impossibile,soprattutto,per i politici.  
Si tratterebbe di un'innovazione davvero “rivoluzionaria” perché offrirebbe alla magistratura un formidabile strumento in più, capace di fare un salto di qualità alla lotta contro la corruzione, cosi come la legge La Torre lo fu dal 1982 nella lotta contro la mafia.  
Siccome l'originaria previsione contenuta nella legge La Torre del 1982 è stata poi sistematizzata ed incorporata nel c.d. “codice antimafia”, e cioè la legge intitolataModificheal codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione” (Decreto Legislativo 6settembre 2011, n. 159),la proposta di legge è stata ovviamente predisposta comemodificadella legge n. 159/11, al fine di facilitarne l'approvazione da parte del Parlamento e l'inserimento nel sistema legislativo vigente.  
  
Antonio Ingroia  
  







  

1 commenti:

  1. Noi italiani abbiamo bisogno di questa legge per stroncare la corruzione...

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