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giovedì 3 settembre 2015

Questo è davvero troppo!

bambino 1
Ci sono  immagini che raccontano il dramma dei migranti meglio di fiumi parole.
 Mentre il dibattito a livello europeo procede con i suoi lenti ritmi, il flusso di persone che lascia i Paesi in difficoltà e in particolare la Siria, non si arresta. E non si ferma la conta dei morti tra chi cerca di arrivare nell'Unione Europea con ogni mezzo.

La foto del bimbo che giace senza vita sulla spiaggia di Bodrum in Turchia racconta questo dramma inarrestabile al quale i leader europei hanno risposto solo con parole che suonano vuote di senso.
Undici profughi siriani, tra cui tre bambini, sono morti e cinque risultano disperse in seguito a due distinti naufragi avvenuti nel mar Egeo, al largo delle coste turche. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Dogan, un'imbarcazione con a bordo 16 migranti e diretta verso l'isola greca di Istankoy è affondata al largo di Bodrum: i soccorritori sono riusciti a salvare quattro persone, cinque risultano disperse, mentre sono stati recuperati sette corpi.


"Fermate la guerra in Siria, e noi non verremo in Europa".
Schietto come solo un bambino potrebbe dirlo.  un tredicenne a spiegare con queste parole alle telecamere di Al Jazeera la motivazione dell'esodo dei siriani verso l'Europa: la guerra.
Insieme a tanti altri è giunto a Budapest con la sorellina, fuggito da Daraa, città della Siria. I suoi occhi sembrano rassegnati, e con umiltà ed estrema lucidità, in poche parole (e in perfetto inglese), lancia un appello al mondo, che sembra quasi una preghiera.
Nell'inquadratura di Al Jazeera si nota attorno a lui un gruppo di adulti, accennano un sorriso intenerito, osservano come le sue parole così semplici riescano a dipingere una realtà così complessa.

"Alla polizia non piacciono i siriani, in Serbia, in Ungheria, in Macedonia, in Grecia" dice il bambino.

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