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sabato 29 agosto 2015

AZIONE CIVILE: STATI GENERALI DELLA SCUOLA - 5 - 6 Settembre

buonascuola
Azione Civile aderisce e partecipa all’Assemblea Nazionale degli Stati Generali della Scuola il 5 e 6 Settembre a Bologna.
L’Area Scuola del movimento esprime profonda preoccupazione per la deriva antidemocratica verso la quale il pessimo testo che il presidente del Consiglio ha avuto il coraggio di chiamare “La buona scuola” spinge la scuola pubblica.
Questa ha l’alto compito istituzionale di formare i futuri cittadini attraverso il raggiungimento del pieno sviluppo della persona come richiesto dall’Art. 3 della Carta Costituzionale.
Il provvedimento, varato dal Governo e fatto approvare in fretta e furia dalle Camere, non ha minimamente tenuto conto del vasto movimento di protesta e dissenso che da mesi agita la società civile e i lavoratori della scuola, ed è il frutto di una totale mancanza di confronto con le parti sociali.
Questa legge viene imposta dall’alto e per questo motivo la respingiamo come “riforma”.
La buona scuola” viola la nostra Costituzione nell’art. 2 (La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.); nell’art. 3, comma I (Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge); nell’art. 33 (L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento); nell’art. 34 (perché se la scuola pubblica è aperta a tutti, l’obbligo scolastico deve salire a 18 anni); nell’art. 41 (La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali); nell’art. 97 (I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione. […]. Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso.
La legge Giannini-Renzi danneggia irrimediabilmente la Scuola Pubblica Italiana in quanto organo costituzionale dello Stato, mina nel profondo la libertà di insegnamento mortificando i docenti nella loro professionalità, non aggiunge interventi significativi per gli studenti, non produce alcun investimento economico sulla scuola e non risolve il problema del precariato. Inoltre lega l’assunzione dei precari storici (che è un obbligo imposto dalla Corte di Giustizia europea) al testo di legge come strumento ricattatorio.
Questa legge ha ricadute sociali pesantissime, essa acuisce lo squilibrio e la disuguaglianza dei risultati tra Nord e Sud con interventi privatistici, che di fatto sono legati al contesto sociale ed economico dei territori in cui sorgono le varie scuole ed al potere del “preside manager”.
Azione Civile si impegna con forza in tutte le azioni necessarie in difesa di una scuola pubblica e laica chiedendo il rispetto della Costituzione repubblicana.
Area Scuola di Azione Civile

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