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mercoledì 1 luglio 2015

Azione Civile esce dal progetto Altra Europa



azione civile
Il coordinamento nazionale di Azione Civile, ad ampia maggioranza, e con il voto consultivo favorevole dell’assemblea digitale degli aderenti al movimento, ha deciso di approvare il seguente documento politico proposto dal presidente di Azione Civile Antonio Ingroia
DOCUMENTO POLITICO
La spinta propulsiva dell’Altra Europa come nuovo soggetto politico è da considerarsi esaurita. Per questo Azione Civile, dopo troppe divisioni interne e abbandoni dentro AET, non si riconosce più in quel progetto, che pure ha condiviso nel suo nascere e ha sostenuto con convinzione a lungo. Oggi non più.
Altra Europa era nata grazie alla spinta dei sei garanti che avevano dato vita a un appello e di tanti movimenti, associazioni, singoli cittadini che avevano aderito con entusiasmo. Dei sei garanti soltanto uno oggi condivide il percorso intrapreso. Tutti gli altri, in tempi diversi, lo hanno abbandonato perché non rispondeva più alle aspettative iniziali. Avevamo messo in guardia dai rischi cui si andava incontro. Ma purtroppo Altra Europa, nel corso di un anno, ha finito per riprodurre gli stessi errori di Rivoluzione Civile, che aveva dichiarato di voler evitare, e lo ha fatto con un’aggravante: aveva tutto il tempo necessario per trasformarsi in un vero soggetto politico che potesse riunire tutti coloro che si riconoscevano nel suo programma e nei suoi obiettivi. E non lo ha fatto quando andava fatto, sull’onda del risultato delle elezioni europee.
Oggi è troppo tardi. Non si tratta di individuare colpevoli, perché la responsabilità politica la portano sulle spalle un po’ tutti. Ma di prendere atto di un dato di fatto, e cioè che il peso condizionante del ceto politico, per lo più classi dirigenti di partiti superati dalla storia, si è rivelato ancora una volta troppo ingombrante e ha così indotto la parte più innovativa e dinamica del progetto, proveniente dalla società civile, a lasciare in ordine sparso Altra Europa. Alcuni hanno dato vita ad altri movimenti e spazi politici, per sperimentare forme più aperte e orizzontali di democrazia partecipata, dal basso, altri si sono semplicemente ritirati a vita privata, per lo più andando a ingrossare le fila dell’astensionismo. Del resto, i risultati delle ultime elezioni amministrative e regionali hanno fatto registrare una forte perdita di consensi, ulteriore segno che il piano originario, lontano dall’essere cresciuto, ha perso di vista gli obiettivi iniziali e non è stato in grado di radicarsi. Mentre ha finito per alimentare un recupero del M5s ed una nuova crescita del partito dell’astensionismo.
Azione Civile aveva aderito con entusiasmo ad Altra Europa perché, nella sua ispirazione originaria, coincideva con i principi della Rivoluzione Democratica contenuta nel nostro statuto. Azione Civile non è un partito che nasce per autoalimentarsi, ma un movimento politico che ha come scopo primario quello di avviare un nuovo percorso costituente per un più ampio soggetto politico. Aveva in più sedi ufficiali dichiarato di essere disponibile a fare, non uno ma mille passi indietro, fino all’autoscioglimento, in nome di un progetto più ampio, così seguendo le indicazioni di Tsipras e dei fondatori del progetto, purché analoghi passi indietro venissero fatti da tutti.
Così non è stato, perché Azione Civile ha dovuto fare i conti con quella pulsione all’autoreferenzialità, spesso fallimentare e causa dell’insuccesso di tanti analoghi progetti come quello di Rivoluzione Civile, che ha fatto dirottare un progetto originale e innovativo verso vecchie dinamiche e antichi lidi, così scoraggiando i tantissimi cittadini entusiasti di partire verso un progetto ambizioso e ormai persi per strada. Non resta che prenderne atto. Non resta che prendere atto che AET non è più in grado di fare un’inversione a U e tornare sui propri passi per recuperare lo spirito originario del progetto. AET rimane un’esperienza importante di cui fare tesoro per rilanciare un nuovo progetto.
Il disimpegno di Azione Civile dal percorso di AET non significa che vengono abbandonati i principi europeisti per cui era nata Altra Europa. Siamo sempre più vicini al popolo e al governo greco impegnati in una difficile e complessa trattativa per superare le politiche di austerity e siamo vicini a tutti i movimenti che nel resto d’Europa, a cominciare dagli spagnoli di Podemos, si pongono in alternativa solidale alle politiche neoliberiste della ex troika. Azione Civile è convinta, del resto, che solo l’unione delle forze europee può effettivamente consentire all’Europa di tornare allo spirito iniziale del manifesto di Ventotene.
Il disimpegno di Azione Civile dal percorso di AET non significa disconoscere AET come nostro naturale interlocutore ed alleato, né tanto meno che chi ancora crede in quel progetto debba disconoscerlo. Alcuni aderenti di Azione Civile fanno parte del comitato nazionale e di comitati locali e possono ovviamente, senza alcuna contraddizione, restare in quegli organismi, se ancora ci credono. Azione Civile, anzi, ringrazia gli aderenti che in suo nome hanno profuso tante energie politiche in questo progetto. Siamo un movimento libero e non un partito che “ordina” ai suoi aderenti se partecipare o meno ad altri progetti politici da cui si disimpegna ma che restano nostri “compagni di strada” e alleati. Semplicemente, non riteniamo che il nostro progetto di promozione di una nuova partecipazione politica per un’Italia e un’Europa più giuste sia oggi rappresentato da AET. È il momento di aprirsi e allargare soprattutto verso il popolo dei delusi della politica, non di chiudersi in un recinto per costituire l’ennesimo partitino.
Azione Civile deve e vuole tornare ad avere un ruolo per promuovere una diversa partecipazione politica e per questo, come atto iniziale, lancia la raccolta di firme per il disegno di legge di iniziativa popolare La Torre bis per la lotta concreta al fenomeno della corruzione. Ė sul terreno delle concrete iniziative politiche che si misura la capacità di aggregazione non attorno a questo o a quel “soggetto politico”, ma attorno a specifiche iniziative politiche. Questa sulla corruzione è solo la prima, e va portata avanti da Azione Civile, non da soli ma con chiunque ci creda, a partire da AET. Così come Azione Civile è disponibile a sostenere analoghe iniziative proposte da altre soggettività politiche, a cominciare da AET.
È su questo terreno che vanno profuse le energie politiche in questo momento storico per costruire le premesse per quella coalizione sociale dei lavoratori e dei cittadini onesti di cui parlano Landini e Rodotà, preliminare rispetto alla costituzione di nuovi soggetti politici. E’ un momento di grande confusione politica. Molte sono le iniziative alternative al neoliberismo che si muovono nel nostro Paese in questa fase. Azione Civile le segue con attenzione per verificare quali e se ve ne siano che maggiormente si avvicinano alla nostra proposta programmatica e organizzativa. Ben venga dunque chi, a titolo individuale, decide di prendere parte anche ad altre forme di partecipazione. Ma intanto Azione Civile continua per la sua strada di resistenza costituzionale contro i progetti neoautoritari del governo Renzi e di lotta politica contro il sistema dell’ingiustizia integrata di mafie, corruzione e neoliberismo delle lobby finanziarie che soffocano libertà e diritti dei lavoratori e dei cittadini onesti.
Il Coordinamento nazionale di Azione Civile

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