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lunedì 15 giugno 2015

TUTTO QUELLO CHE NON VI DICONO SU LEGA E SALVINI

Matteo SalvinI si autocelebra come il nuovo che avanza, ma pochi sanno che il leader del Carroccio è in politica da oltre 22 anni, al fianco di Umberto Bossi. Tutto fuorchè nuovo, quindi, e da sempre uomo di punta della lega milanese.


Certamente “l’altro Matteo, quello giusto” è campione di populismo e demagogia, oltreché indubbiamente politico di razza, che,  cavalcando l’immigrazione ha steso una coltre pietosa sugli scandali di via Bellerio, facendo dimenticare i diamanti, Belsito, Trota e le lauree albanesi.

L’ultima proposta relativa ai profughi è davvero scioccante: bisogna lasciarli in mare, fatti sì salire sulle navi di soccorso e rimpatriati, senza entrare nel merito dei costi stratosferici che l’operazione comporterebbe, basterebbe verificare i dati della Marina e del governo australiani, a prescindere dall’aspetto umanitario.

Ma tant’è, Salvini è fatto così, anche la sortita sui soldi che lo Stato spende per ogni migrante ha suscitato non pochi imbarazzi addirittura all’interno del suo staff: 35 euro al giorno oltre a 2,5 euro di paghetta. Ma non sono soldi che percepiscono i profughi, vanno alle cooperative, proprio quelle delle polemiche, degli scandali, quelle  vicine alle mafie, molte delle quali gestite da uomini che hanno condiviso poltrone e potere con la Lega Nord di berlusconiana memoria.

Anche sui temi religiosi Salvini evidenzia qualche contraddizione. Sbandiera cristianità mentre il suo profilo Facebook prolifera di commenti che auspicano la morte per annegamento dei disperati che riempiono i barconi.

Attacca gli insegnanti che, in nome della laicità dello Stato, fanno richiesta di rimuovere i crocefissi dalle aule, ma ignora gli insegnamenti cristiani in merito all’accoglienza, tolleranza e solidarietà. Tutto senza uno straccio di proposta su una seria politica migratoria, tutto all’insegna della più bieca antipolitica e del populismo.

Salvini è astuto, sa bene che in un momento storico in cui impera la demagogia, ci vuole poco a crearsi consenso, meglio se attivando una guerra tra poveri, magari emulando le gesta e le strategie della nuova icona della destra francese ed europea: Marine Le Pen.

Le apparizioni televisive del nostro, oramai in quantità industriale, sono il trionfo dell’insulto, all’insegna della rissa e della tele-monnezza, ma tutto è buono per racimolare gli applausi di una platea ululante e schiumante di rabbia.

Salvini ha accantonato i cavalli di battaglia della Lega, secessione, federalismo e antimeridionalismo, anche perché si tratta di promesse non mantenute e pagate con un bagno di sangue elettorale, meglio metterci una pietra sopra.

Così come durante il periodo degli scandali e delle miserie leghista, Matteo Salvini era un importante dirigente del partito, forse il più potente in Lombardia, ma di lui si ricordano solo i silenzi.

In tutto questo c’è anche la Padania, house organ della Lega Nord, che ha percepito 61 milioni di euro di denaro pubblico dal 1997 all’anno scorso, quando ha chiuso i battenti. Nessuno ha domandato all’attuale segretario del Carroccio come si possa fallire gestendo questo mare di soldi: in un paese normale se ne dovrebbe chiedere contezza e di conseguenza la restituzione.

Oggi la Lega è altra cosa, Salvini punta a nazionalizzare il partito, cosa certamente non semplice considerati i decenni di insulti e derisioni nei confronti dei romani e dei meridionali, solo nel 2012 dichiarava  “La Lombardia e il Nord l’euro se lo possono permettere. Io a Milano lo voglio, perché qui siamo in Europa. Il Sud invece è come la Grecia, al Sud non se lo meritano”.

Ha cambiato idea, sia nei confronti dell’euro che in quelli del Sud, ma si sa, in via Bellerio i proclami e le promesse servono a raccogliere voti, non per essere mantenute.

Questi cambiamenti fanno fatica ad essere digeriti e Salvini ha potuto toccarlo con mano, subendo feroci contestazioni ovunque si sia presentato per i suoi comizi, da Napoli a Palermo, dalle Marche all’Umbria all’Emilia, anche nella sua Lombardia.

 Questo anche per l’ambiguità della Lega sui temi della legalità e della sicurezza, con l’apparentamento di alcuni tra i movimenti più violenti della destra italiana.

Raid punitivi contro rom, aggressioni nei confronti di prostitute, transessuali e omosessuali, botte a immigrati e militanti di sinistra. Tutto allegramente insieme a CasaPound e a formazioni minori della destra extraparlamentare, sempre in piazza a fianco di Matteo Salvini, che prende le distanze dall’antifascismo di Umberto Bossi, figlio di partigiani e antifascista dichiarato.

La nuova Lega che cambia si arricchisce di personaggi che negano l’olocausto o arrivano a proporre forni per gay e immigrati, con gran giubilo dei Buonanno e dei Borghezio sempreverdi.

La grande madre Russia, quella di Putin naturalmente, omofoba e guerrafondaia, quella delle leggi contro gay e lesbiche, annessionista, con rischi di una terza guerra mondiale, Matteo Salvini ne è il più fedele sostenitore.

 “Il russi hanno il 90% delle ragioni, giocare alla guerra con la Russia è pura follia” e invita Obama a risolversi i suoi problemi commerciali.  Un amore leggermente interessato soprattutto dopo i nove milioni di euro concessi da Mosca al Front National di Le Pen attraverso una banca ceco-russa.

Ma Matteo tuona  “Finora non è arrivato né un rublo né un euro. E non ci interessa chiederlo. Il nostro appoggio alla Russia è totalmente disinteressato”, ha detto Salvini. Per poi correggere il tiro “a tutto il mondo e ogni aiuto è ben accetto, anche perché abbiamo 70 dipendenti in cassa integrazione”.

 Il ragionamento dell’eurodeputato segue la traccia già segnata da tempo da parte dell’associazione Lombardia-Russia, protagonista  di una missione in terra russa, con Gianluca Savoini (ex portavoce di Salvini) e Claudio D’Amico impegnati in incontri con esponenti del governo russo, partiti e istituzioni politiche russe.

Contraddittorio anche, il capo leghista, che si è dichiarato contrario non solo alle nozze omosessuali, ma anche alle coppie di fatto, quelle etero. Eppure è divorziato con prole, una ex compagna Giulia Martinelli e il gossip gli attribuisce una relazione con la conduttrice televisiva Elisa Isoardi.

Però crede fermamente nella famiglia tradizionale, divorzi inclusi.

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