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giovedì 18 giugno 2015

Tornano i muri..

Stiamo assistendo in pochi mesi a un salto di quantità e qualità del “immigrazione”. Il numero di coloro che sbarcano, che cercano rifugio e un futuro, innanzitutto: sta salendo ed è destinato a crescere ancora esponenzialmente.

 La chiamiamo emergenza. Solo perchè siamo impreparati, facciamo finta che non accadrà, aspettiamo che accada, e fingiamo sorpresa. Eppure sappiamo bene che la colpa è nostra, sono conseguenze amare di quel che abbiamo o e stiamo combinando in Nord Africa e in Medio Oriente.

Ma, al di là dei numeri, sta cambiando la qualità del processo e come stiamo reagendo. una buona parte dei migranti non accetta più di essere identificato e recluso nei Cie, non si fa più irregimentare e rinchiudere nei lager nostrani. Si gettano a corpo morto sugli scogli, alle frontiere, nelle stazioni, per le strade, tra di noi. Divengono visibili, fastidiosi, seccanti. Ostacolano e inquietano i nostri viaggi da pendolari, da turisti, d’affari. Si gettano a fianco a negozi, gentili commerci, panchine dei parchi e dei giardinetti. Se devono morire, se sono già morti, stanno lì, qui, non più altrove. “Non torneremo indietro!”, gridano. Stanno in mezzo alle nostre vite di ogni giorno, e le assediano.  E noi?

La nostra reazione e quella degli Stati: ritorniamo ad ergere nuovi muri, torniamo alla difesa dei confini, Ci chiudiamo ancora una volta intorno ai nostri egoistici privilegi rimasti, facciamo ancora guerra contro lo straniero, contro chi non ha diritti, non ha libertà (se non quella di morire, e a casa sua, possibilmente…).

Ci affidiamo inutilmente a ipocrite distinzioni per apparire ancora umani: sì ai profughi che scappano dalle guerre e dalle persecuzioni, no ai migranti economici, che scappano solo dalla fame e dalla totale assenza di lavoro e di prospettive.
Chi può distinguerli e separarli davvero? E poi, a partire da quale principio, si permette l’accesso agli uni e non agli altri? Gli immigrati italiani, e di tutto il mondo, da sempre non sono stati della seconda categoria?

La secessione dei ricchi voluta dai orbanisti, grillini, leghisti e lepenisti, sta avvolgendo tutta la società e la politica ex-liberale ed ex-solidale che, in stato di stress, rivela la sua natura profonda: il ritorno violento al peggio istinto ed a giorni neri che ingenuamente consideravamo dimenticati, come il nazi-fascismo.

È decisivo che si arrivi a questo, che il conflitto per la vita e la morte si manifesti in tutta la sua crudezza e spietatezza. È urgente che le coscenze siano smosse e che si ritorni umani. altrimenti, i processi catastrofici avanzeranno sempre più impetuosi e la guerra tra poveri sarà molto vicina...

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