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lunedì 1 giugno 2015

SIAMO IN UNA GRAVISSIMA CRISI DEMOCRATICA

Oggi è il giorno delle riflessioni dopo il voto, per comprendere errori sulle future direttive che questo paese dovrà subire, ma il vero problema risiede in altro, ossia, la grave crisi democratica.
A queste consultazioni regionali si è recato ai seggi solo il 52,2% degli italiani nelle sette regioni in cui si è votato, quasi 12 punti in meno rispetto al 64,1% delle precedenti consultazione omologhe. In pratica, i candidati eletti in realtà rappresentano una fetta di elettori tra il 15 e il 20% dell'elettorato.

Per quanto ci si possa sforzare di comprendere la politica ora, ci apparirà sempre come una figura brutta, o peggio come una parodia, la stessa capace di generare violenza, inciuci, intimidazioni e nel peggior dei casi povertà.
Non si può far finta di niente o, peggio, pensare che anche  con un livello di partecipazione più ampia i risultati sarebbero stati gli stessi. non si può non notare come la gente non sia andata a votare anche in presenza di una rappresentanza protestaria e populista Come i 5stelle, Evidentemente Anche questa formula non affascina più.
Come credere ancora alla politica e a chi ne applica l'espressione, tradendo puntualmente l'elettorato? Non si crede dunque più alla politica, non perché in quanto tale, ma per l'applicazione che ne viene fatta da chi ne fruisce puntualmente a proprio vantaggio.
Chi dunque sarà mai capace di parlare a questa nazione con un linguaggio politico nuovo se puntualmente viene annullato il termine bellezza che non ha reso mai veramente libero questo popolo...

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