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lunedì 8 giugno 2015

RIVOLUZIONE TURCA; Erdogan perde maggioranza, Boom Hdp

E' accaduto, Dopo 13 anni il partito islamista di Erdogan, l'Akp, perde la maggioranza. Sfuma, l'idea del sultano di dare vita a una repubblica presidenziale e autoritaria.  Mentre il partito di sinistra e filo-curdo dell'Hdp, che si presentava per la prima volta,  ha superato la soglia del 10% e entra in Parlamento.


A scrutini quasi completi, Akp del presidente ha perso la maggioranza assoluta che deteneva dal 2002. Secondo i dati riportati dall'agenzia di stampa Clhan, il partito islamico ottiene il 40.64% delle preferenze (254 deputati, mentre ne servono 276 per la maggioranza); il kemalista all'opposizione Chp registra il 25,2% (132); il nazionalista Mhp ha il 16,5% (82); il filo-curdo Hdp ha il 12,5% ed entra per la prima volta in Parlamento (82). L'affluenza, secondo Anadolu, è stata dell'86%.

Questo voto dice una cosa chiara e netta: il sultano è nudo. Troppo Erdoğan aveva puntato su tale scadenza, invadendo un campo che sentiva già suo e ponendosi, nel corso della campagna elettorale, in prima linea nella contesa anziché incarnare in maniera più misurata, se non proprio super partes, il ruolo che sta ricoprendo: la presidenza del popolo turco, tutto il popolo anche quello di linea kemalista, e l’altro popolo (kurdo) che la patria turca disconosce definendolo ‘i turchi di montagna’ e senza dimenticare le altre minoranze. Il cammino futuro impone all’Akp di trovarsi un alleato a sostegno d’un programma che non ha grandi affinità con nessun’altro.

Chp, Mhp e Hdp potrebbero cercare di trovare un'intesa, nonostante le scintille fra i curdi del Hdp e i nazionalisti del Mhp, almeno per togliere all'Akp le leve del potere fino a elezioni anticipate, che spetta al presidente decidere se e quando convocare.  "La democrazia ha vinto. Guardando il quadro in questo momento non sembra possibile un governo di un singolo partito. È chiaro che ci sarà un governo di coalizione", ha dichiarato il segretario generale del Chp, Gursel Tekin.

Il partito di Erdogan ha perso consensi nel Kurdistan turco, dove sembra l'Hdp di Salahattin Demirtas è riuscito ad attirare parte del voto conservatore che alle politiche precedenti era andato a Erdogan, e anche nelle regioni lungo il confine con la Siria, dove la politica aggressiva del presidente, accusato di appoggiare i gruppi armati jihadisti, e la presenza di centinaia di migliaia di profughi siriani, provocano scontento. Il 'Podemos turco', che ha fatto proprie parte delle idee libertarie della rivolta nel 2013 dei ragazzi di Gezi Park contro la deriva autoritaria e islamica imposta al paese da Erdogan, repressa con pugno di ferro, ha conquistato consensi oltre l'elettorato curdo. E ha ottenuto probabilmente l'appoggio di buona parte dei circa tre milioni di giovani che oggi votavano per la prima volta alle politiche.

Si è votato in 81 province per eleggere i 550 membri del Parlamento unicamerale. La maggioranza assoluta si ottiene con 276 seggi. Chiamati alle urne sono stati 53 milioni 765mila turchi, più i 2 milioni e 867mila 658 registrati all'estero e distribuiti in 54 Paesi. Un totale di 20 partiti, a cui si aggiungono 166 candidati indipendenti, si sono battuti per 550 seggi dell'emiciclo per formare la 25esima legislatura dalla nascita della Repubblica nel 1923. Per garantire la correttezza delle operazioni sono al lavoro oltre 50mila volontari neutrali, oltre agli osservatori dei partiti e alle delegazioni del Parlamento e dell'Osce.

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