BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

lunedì 1 giugno 2015

Renzi non convince più...

Ora chi ha messo Renzi e il suo staff starà interrogandosi se vale la pena di insistere su un cavallo che ha portato a casa numerosi risultati (Jobs Act, Italicum, abolizione del bicameralismo, distruzione scuola pubblica, emarginazione dei sindacati, ecc), ma appare incapace di costruire un vero consenso attorno alle politiche liberiste.


La macchina da corsa trionfante, che perde visibilmente olio e pezzi. La pensata degli 80 euro non ha avuto eredi. Il tfr in busta paga, che doveva replicare quel successo di pubblico, si è rivelato un flop assoluto. Il trucco “ti dò più soldi subito, me li riprendo con gli interessi” è stato Bocciato da oltre metà della popolazione. Ovvero da quelli che a votare non ci sono proprio andati (solo il 52% e spiccioli ha infilato la scheda nell'urna) più quelli che hanno espresso un voto “contro” (per Salvini o per Grillo).

Renzi doveva sbaragliare i “populismi” facendo il populista. E ha perso questa partita in modo netto. Si salva momentaneamente solo per l'assenza di un vero e credibile progetto politico alternativo.

Doveva coagulare intorno al proprio modo di apparire e fare una “fiducia” acritica, empatica, insomma una delega in bianco. Nonostante la sterminata legione di mass media schierati in suo favore non c'è riuscito.

Doveva spazzare via ciò che restava del vecchio “riformismo” compromissorio. Ed è l'unico successo che può per ora vantare. Il laboratorio ligure gli consegna una “sinistra” troppo fragile e inconsistente per ambire alla vittoria – neanche uno straccio di programma alternativo – ma sufficentemente radicata da farlo perdere. Da quella parte non possono arrivare veri pericoli, perché il personale politico che esprime porta il marchio di infamia di centomila scelte di “austerità”, cancellazione dei diritti e corruzione. Al contrario, può esser perfino utile per impedire l'emersione di una soggettività politica indipendente e radicale.

Non c'è fretta, dal loro punto di vista. La botta è dura, ma si può tirare avanti qualche mese mettendo il ronzino al passo, usando questo tempo per costruire figure nuove. Ma cambiare discorso pubblico è più complicato. Quel mix tra “nuovismo senza motivazioni”, rapidità decisionista, battute in dialetto, ammiccamenti e tweet, sembrava davvero una mossa vincente e duratura. Bisognerà inventarsene altre.

A livello parlamentare non c'è problema. La massa di nominati è tale da non porre dubbi sulla composizione di una maggioranza. Anzi, la battuta d'arresto del guitto può compattare ulteriormente una banda di mercenari che vede a questo punto la scadenza della legislatura come la fine delle vacche grasse e il ritorno al grigio lavoro.

Quell'astensionismo che è stato persino incoraggiato, negli ultimi anni, non contiene più soltanto la neutralità indifferente di chi si estranea dal contendere politico. Nasconde ormai un “mugugno” collettivo, potente, incontrollato, che è in cerca di espressione.

Su questo fronte si gioca la partita per il cambiamento radicale. Serve il cambio di passo. prima possibile.

0 commenti:

Posta un commento