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mercoledì 10 giugno 2015

L'italia è malata

La corruzione è il male assoluto del Belpaese che toglie ai cittadini 120 mld di euro l'anno tra Politici ladroni, tragedie sfruttate per soldi, mazzette, spartizioni di incarichi, assegnazioni di appalti, aumento vertiginoso dei costi per opere mai realizzate. FREE-ITALIA analizza il paziente e propone la cura.


Le vicende legate alla “questione morale” e alla logica di scambio tra mafia e politica risultano sempre tristemente presenti nella storia d’Italia, con corsi e ricorsi rintracciabili scorrendo le cronache passate e lo scandalo di Mafia Capitale è solo l’ultimo di una lunga serie.


Questa volta però il fenomeno pare essere più intenso e più vasto rispetto al passato e, soprattutto, si verifica in un quadro complessivo di forte distacco tra il concreto della società e l’astratto del mondo politico quale mai si era riscontrato in precedenza.

Il sistema sembra minato alla base e i rischi di una crescita di incredibilità per la democrazia stanno venendo a galla, all’interno di un quadro complessivo di impennata nelle discriminazioni sociali, nelle diseguaglianze, nei processi di impoverimento generale e di regressione culturale.

Una regressione culturale che ha investito pesantemente tutto il circuito di costruzione di una classe dirigente posta in grado di proporsi per rappresentare, per quanto possibile, sul piano politico la molteplicità e la complessità delle fratture sociali.

Ci s’interroga sui meccanismi di funzionamento dell’amministrazione pubblica, sull’assenza di controllo, sulla capacità di gruppi mAfiosi di impadronirsi di leve di potere, grandi e piccole.

L'italia è malata e solo una terapia d’urto seria può arginare il fenomeno corruttivo che è ormai divenuto sistema.

FREE-ITALIA crede nella proposta di Antonio Ingroia sulla confisca dei patrimoni dei corrotti come per i beni dei mafiosi per la legge Ingroia-La Torre, perché mafia e corruzione sono due facce della stessa medaglia. Alla luce di gravi indizi di colpevolezza si avvia l’accertamento sui patrimoni e, in caso di sproporzione tra il loro valore e il reddito dichiarato scatta il sequestro e, se non si dimostra la provenienza lecita delle ricchezze la confisca con la destinazione di quelle ricchezze a finalità di interesse pubblico e sociale, esattamente come si fa da tempo per i beni confiscati ai mafiosi.

Una norma del genere sarebbe utile anche per sensibilizzare le amministrazioni pubbliche e scoraggiare l’infiltrazione di attività criminose e della corruzione.

Ma non basta, bisogna impedire la trasformazione di ruolo dei partiti politici e la riduzione del sistema a mera macchina di accumulazione del consenso, al fine di realizzare “ipotesi di comando”, che ormai non possono essere più definite come governabilità.

Per farlo occorre universalizzare la cultura della legalità in tutti gli strati sociali, a partire dalla scuola e dalla formazione dei giovani, instaurando loro l'amore per la libertà e la giustizia.

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